Conflavoro ha partecipato oggi (17 marzo) al Tavolo sulle PMI convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e presieduto dal ministro Adolfo Urso. Un appuntamento che ha confermato la centralità del mondo delle piccole e medie imprese nell’agenda di Governo e che ha offerto l’occasione per fare il punto sui temi caldi per il tessuto produttivo italiano.
L’agenda del Tavolo sulle PMI
Il Tavolo sulle PMI ha affrontato un’agenda articolata. Al centro dei lavori, l’attuazione della Legge annuale sulle piccole e medie imprese approvata il 4 marzo scorso e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e le politiche europee per il settore, con particolare attenzione alle iniziative portate avanti dal MIMIT in sede comunitaria: dalla proposta del cosiddetto “28° regime” – strumento normativo uniforme a livello europeo che consentirebbe alle imprese di operare in tutto il mercato interno con un unico quadro di regole – alle iniziative di semplificazione e al completamento del mercato unico.
Sul fronte geopolitico, il ministro Urso ha posto l’accento sugli impatti dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente. L’area del Golfo rappresenta infatti un mercato strategico per il Made in Italy: i dati dell’export 2025 parlano chiaro, con crescite che in alcuni Paesi hanno superato il 30%.
Il Ministro ha affermato di essere già a lavoro insieme agli altri ministeri competenti, come già avvenuto con il recente decreto bollette, per misure a tutela dell’autotrasporto, per scongiurare effetti inflattivi legati al caro carburante, e a sostegno delle imprese manifatturiere ed esportatrici maggiormente esposte alle turbolenze internazionali. Completavano il quadro le misure per accompagnare la transizione digitale e green del sistema produttivo.
Legge annuale sulle PMI: passo storico, verso attuazione fino a fine legislatura
Il grande punto di analisi del Tavolo sulle PMI è stata la Legge annuale sulle piccole e medie imprese, approvata per la prima volta in quindici anni e attesa da tempo, che introduce strumenti concreti e innovativi per le aziende di tali dimensioni. Il Ministero ha confermato che proseguiranno gli incontri con le associazioni di categoria per definire la parte attuativa, con l’impegno a fare il possibile entro la fine della legislatura.
La Legge sulle PMI tocca ambiti molto diversi, segnando una discontinuità significativa rispetto al passato, ma tutti a vario titolo impattanti sul comparto principale del nostro sistema produttivo. Sui macro ambiti settoriali, si segnalano la riforma dell’artigianato, che aggiorna un impianto normativo risalente agli anni Ottanta, e quella dei Confidi, che svolgono un ruolo essenziale nell’accesso al credito per le imprese più piccole.
Vengono poi introdotte misure specifiche per il settore della moda, riconosciuto nella sua specificità strategica, e norme sui consorzi di imprese, oltre a disposizioni sulla lotta alle false recensioni online, un fenomeno che colpisce duramente la reputazione commerciale di migliaia di piccole aziende.
Ricambio generazionale e Garante PMI tra le novità più rilevanti
Tra le misure di maggiore impatto per il comparto nella sua totalità ricordate durante il Tavolo sulle PMI, spicca il pacchetto dedicato al ricambio generazionale nelle PMI. Il legislatore ha scelto di incentivare il passaggio del testimone tra generazioni attraverso strumenti agevolativi mirati, consapevole che la mancanza di pianificazione successoria è una delle principali cause di discontinuità e chiusura delle imprese familiari italiane. Le nuove norme puntano a rendere più fluido e fiscalmente sostenibile il trasferimento d’azienda ai giovani, riducendo gli ostacoli che spesso portano alla dispersione di patrimoni imprenditoriali costruiti in decenni.
Altrettanto significative le agevolazioni fiscali per le reti di imprese, uno strumento che Conflavoro ha sempre sostenuto come leva di competitività per le PMI. La legge rafforza gli incentivi per le imprese che scelgono di aggregarsi in rete, riconoscendo che la collaborazione strutturata — e non la sola dimensione individuale — è la risposta più efficace alle sfide dei mercati globali.
Infine, le modifiche al Garante per le PMI: la figura viene rafforzata nei poteri di intervento e di segnalazione, con l’obiettivo di renderla uno strumento più incisivo a difesa degli interessi delle piccole imprese nei rapporti con la pubblica amministrazione e nei procedimenti normativi.
Insieme alla Legge sul Made in Italy e alla Legge sulla concorrenza, la Legge sulle PMI chiude il quadro degli interventi cardine per il mondo delle imprese che hanno segnato questa legislatura. Tre pilastri normativi complementari, ciascuno con una propria identità e vocazione, ma accomunati da un filo conduttore preciso: costruire un ambiente più favorevole alla nascita, alla crescita e alla competitività delle imprese italiane, in un contesto europeo e internazionale sempre più sfidante.