I salari reali continuano ad aumentare praticamente in tutti i paesi OCSE.
Tuttavia, il ritmo della ripresa sta rallentando e, nella metà dei paesi, rimangono al di sotto dei livelli registrati all’inizio del 2021 – poco prima dell’impennata inflazionistica post-pandemia.
Nella maggior parte dei paesi OCSE, i salari minimi reali previsti dalla legge rimangono al di sopra dei livelli di gennaio 2021 e continuano a crescere. Con il rallentamento della crescita dei salari reali, il contributo di profitti e salari alle pressioni inflazionistiche interne tende a stabilizzarsi su modelli simili a quelli prevalenti prima della pandemia di COVID-19.
Mercati del lavoro: resilienza con segnali di rallentamento
I mercati del lavoro dei paesi OCSE hanno continuato a mostrare resilienza, ma nell’ultimo anno sono emersi nuovi segnali di indebolimento, con un rallentamento della crescita dell’occupazione e della partecipazione alla forza lavoro, un ulteriore allentamento delle carenze di manodopera e una decelerazione della ripresa dei salari reali.
Salari reali: ripresa in frenata
La ripresa dei salari reali descritta nei precedenti bollettini sta rallentando, mentre i salari reali restano al di sotto dei livelli registrati all’inizio del 2021 (cioè prima dell’impennata inflazionistica post-pandemia) in metà dei paesi OCSE. La crescita annua dei salari reali è stata positiva in quasi tutti i paesi OCSE nel terzo trimestre del 2025, ma in tre quarti di essi è risultata inferiore rispetto all’anno precedente. In media, nel terzo trimestre del 2025 si è attestata all’1,8%, pari alla metà del livello registrato nel terzo trimestre del 2024.
Salari minimi: livelli ancora in crescita
I salari minimi legali reali restano superiori ai livelli di gennaio 2021 e continuano a crescere. A gennaio 2026, il salario minimo reale risultava più elevato sia rispetto a un anno prima sia rispetto a gennaio 2021 nella maggior parte dei 30 paesi OCSE che dispongono di un salario minimo legale nazionale.
Lavoratori a basso reddito: maggiore tenuta
I salari dei lavoratori meno retribuiti si sono dimostrati più resilienti all’ondata inflazionistica rispetto ai salari mediani. I salari minimi legali sono aumentati più dei salari mediani dal 2021 (ossia gli indici di Kaitz sono cresciuti) e, in alcuni paesi, i salari reali nei settori a bassa retribuzione hanno mostrato maggiore tenuta, riflettendo una compressione della distribuzione salariale nella parte bassa. Di conseguenza, i lavoratori con salario minimo risultano oggi meno esposti al rischio di povertà lavorativa.
Profitti e salari: verso un nuovo equilibrio
Con il rallentamento della crescita dei salari reali, la fase di “recupero” tra profitti e salari potrebbe evolvere verso un andamento più stabile, simile a quello osservato prima della pandemia.
Tra il terzo trimestre del 2024 e il terzo trimestre del 2025, il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto più rapidamente dei profitti unitari nella maggior parte dei paesi OCSE. Tuttavia, emergono segnali che il recupero dei salari reali — dopo il contributo sproporzionato dei profitti unitari all’aumento dell’inflazione nel biennio 2021-2022 — stia rallentando, con una stabilizzazione del loro contributo relativo alle pressioni sui prezzi interni su livelli simili a quelli pre-pandemici in alcuni paesi.
In Italia
Nel documento dell’OCSE, l’Italia viene menzionata principalmente per quanto riguarda l’andamento e il recupero dei salari rispetto all’inflazione.
Salari reali al di sotto dei livelli pre-crisi
L’Italia fa parte di un gruppo di paesi (circa un quarto del totale, insieme a nazioni come Spagna, Australia e alcuni paesi del Nord e Centro Europa) in cui i salari reali nel terzo trimestre del 2025 si mantenevano inferiori di oltre il 2% rispetto ai livelli del primo trimestre 2021, ovvero prima dell’impennata dell’inflazione post-pandemia.
Andamento degli annunci di lavoro (Posted wages)
Analizzando i salari offerti negli annunci di lavoro online tra agosto 2025 e gennaio 2026, l’Italia risulta essere l’unico paese, insieme alla Germania, a mostrare una tendenza in qualche modo positiva rispetto al resto del gruppo.
Nello specifico, in Italia la contrazione della crescita dei salari reali sta rallentando. Tuttavia, il rapporto precisa che questo rallentamento non è dovuto a un forte aumento dei salari nominali, ma principalmente alla riduzione dell’inflazione nel Paese.
Contrattazione collettiva
L’Italia viene inclusa nell’analisi della crescita dei salari reali negoziati. Per quanto riguarda l’Italia (così come per altri paesi europei e per gli Stati Uniti), viene specificato che i dati statistici utilizzati sono rappresentativi di tutti i dipendenti coperti da un contratto collettivo di lavoro.