A Torino il 21 marzo la 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno - SPI CGIL Veneto

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Lo Spi Cgil sarà come ogni anno al fianco di Libera alla Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Come ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera, è la Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Quest’anno associazioni, scuole, realtà sociali ed enti locali si riuniranno a Torino per sfilare lungo le vie della città fino a Piazza Vittorio, dove alle 11:00 si darà lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie.

Perché a Torino?

Il Piemonte ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo della rete associativa.

  • È a Torino che, nel 1993, prende vita il mensile Narcomafie (oggi lavialibera), promosso dal Gruppo Abele, con l’obiettivo di offrire uno strumento di conoscenza, analisi e informazione capace di far emergere le dinamiche mafiose e i traffici illeciti.
  • Nel 1993, da Torino parte Gian Carlo Caselli per assumere il ruolo di Procuratore Capo a Palermo, all’indomani delle stragi, incarico che ricoprirà fino al 1999.
  • Il 26 giugno 1983 viene assassinato il Procuratore Bruno Caccia, l’unico magistrato ucciso dalla violenza mafiosa al Nord.
  • Al 13 dicembre 1982 risale l’attentato con autobomba contro il Pretore di Aosta Giovanni Selis.
  • Torino ha già ospitato la Giornata della Memoria e dell’Impegno nel 2006, in una fase di profonda trasformazione: reduce dalle Olimpiadi invernali, la città avviava un passaggio storico dal modello industriale a un’economia legata ai servizi, alla cultura e al turismo. Un cambiamento che ha lasciato profonde ferite nel mondo del lavoro, ha sovraesposto le casse degli enti locali e ha aumentato la presenza e gli interessi delle organizzazioni criminali.
  • Torino e il Piemonte hanno da sempre espresso una forte identità sociale, rappresentando un vivo contesto di partecipazione civica a tutela dei diritti. Il movimento sindacale, il movimento femminista e quello pacifista qui affondano le loro radici in profondità.
  • A Torino nacque la prima cooperativa di consumo italiana, il “Magazzino di previdenza” (1854); a Pinerolo operò la prima Società di Mutuo Soccorso operaia (1848); fu fondata la prima mutua assicuratrice nazionale (1828) e si riunì il primo Parlamento del Regno d’Italia (18 febbraio 1861): una traiettoria di senso, strumenti di inclusione, partecipazione.
  • Negli anni Sessanta a Torino sono nati il Gruppo Abele e il Sermig, due esperienze che ancora oggi quotidianamente sono al servizio del territorio, abitando la strada e accogliendo le persone spinte verso i margini.
  • Negli anni Settanta il Gruppo Abele aprì il primo Centro-droga (1973), presidio innovativo di recupero e accoglienza per persone con dipendenze, promuovendo percorsi extra-penitenziari e di responsabilità sociale, generando anche le prime esperienze alternative alla detenzione in carcere.
  • Degli anni ’70 sono alcune innovative mobilitazioni, come la “tenda in piazza Solferino” (28 giugno–10 luglio 1975), che contribuirono all’approvazione della prima legge organica sulle droghe (L. 685/1975) e, più avanti, all’istituzione dei servizi pubblici per le dipendenze (Ser.T) nel SSN.
  • Negli anni Novanta nacque presso il carcere Lo Russo-Cutugno il Polo Universitario Penitenziario di Torino, fondato nel 1998 e considerato il primo modello istituzionalizzato e stabile di università in carcere, anticipando la successiva rete nazionale dei PUP e del CNUPP.
  • Fin dall’Ottocento qui ha preso vita la tradizione dei Santi Sociali: figure come Tancredi e Giulia Falletti di Barolo, Giuseppe Cafasso, Giuseppe Benedetto Cottolengo, Giovanni Bosco, Giovanni Cocchi, Francesco Faà di Bruno, Leonardo Murialdo, Giuseppe Allamano e Pier Giorgio Frassati, che hanno dedicato la loro vita al sostegno di deboli, carcerati, giovani e indigenti.

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