Asolo Musica Veneto Musica
Auditorium “Lo Squero” Fondazione Giorgio Cini
Venezia – Isola di San Giorgio
14 marzo – 12 dicembre 2026
Sabato 28 marzo, ore 16.30
Auditorium “Lo Squero”, Venezia, Isola di San Giorgio
LA FORMA E L’ENERGIA
Quartetto di Venezia
VENEZIA – La forma e l’energia del Quartetto di Venezia accendono il secondo appuntamento dell’undicesima Stagione Concertistica all’Auditorium “Lo Squero”, promossa da Asolo Musica Veneto Musica, sabato 28 marzo, ore 16.30, all’Auditorium Lo Squero, realizzato da Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia.
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Un raffinato viaggio musicale, intitolato La forma e l’energia, verrà intrapreso dal Quartetto di Venezia, nel secondo appuntamento, sabato 28 marzo, ore 16.30, della Stagione Concertistica 2026, promossa da Asolo Musica Veneto Musica, con la direzione artistica di Federico Pupo, nell’incantevole sala, realizzata da Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia.
Una rassegna, inserita nel palinsesto de “Le Città in Festa”, un palinsesto eterogeneo di eventi, manifestazioni e iniziative che si svolgono su tutto il territorio comunale veneziano.
Sarà di nuovo protagonista il Quartetto di Venezia, in un programma che accosta Bach, Busoni e Schumann con pagine che rappresentano tre tappe fondamentali nell’evoluzione di forma ed energia musicale.
Un percorso che partirà dalla “pura forma” della Passacaglia e fuga in do min., BWV 582 di Johann Sebastian Bach (1685-1750), nella trascrizione di J. Jorgensen, e del Quartetto per archi n. 1 in do magg., op.19 di Ferruccio Busoni (1866-1924),per sfociare nell’energia emotiva del Quartetto per archi n. 3 in la magg., op. 41 n. 3 di Robert Schumann (1810-1856).
La Passacaglia e fuga in do min., BWV 582, scritta tra il 1708 e il 1717 alla corte di Weimar dove Bach è impiegato come musicista e concertista d’organo, è la trascrizione per quartetto d’archi di un brano originariamente destinato all’organo in cui le linee melodiche e gli accordi sono divisi tra i quattro strumenti, rendendo suggestioni molto diverse rispetto alla tastiera, dandoci l’occasione di approfondire con un’attenzione maggiore la singola linea melodica che, unita ad altre, concorre a formare l’impressionante edificio musicale.
Composta su un austero basso che si ripete sempre uguale a sé stesso per una ventina di volte, esposto nudo e crudo al registro grave in apertura e da cui Bach trae buona parte del materiale compositivo. Le variazioni scivolano l’una nell’altra, tanto da darci l’impressione di seguire non una serie di mutazioni distinte, ma un unico, fluido ragionamento musicale.
L’ossessione bachiana di Ferruccio Busoni, che lo porta ad assorbirne la lezione con una profondità tutta peculiare e a coniugarla con la tecnica trascendentale pianistica lisztiana, facendone uno dei più interessanti pianisti dell’epoca, si riscontra anche nel suo Quartetto per archi n. 1 in do magg., op.19.
Primo dei suoi quartetti, composto nel 1882 a Lipsia, neanche ventenne, è percorso da un giovanile afflato romantico, mostra una maturità precoce, guardando al classicismo (Haydn/Mozart) ma con un rigore strutturale che prefigura il suo interesse per Bach. Nel finale del quartetto, il tema principale si dissolve in una fuga, mettendo in luce l’idea di Busoni che vede nel contrappunto bachiano la soluzione alle forme ampie del Romanticismo, unendo la freschezza tematica con la severità polifonica. Busoni fa da ponte: ammira Schumann e venera Bach, cercando di portare la logica contrappuntistica all’interno della forma quartettistica romantica.
Il concerto si conclude con la tensione romantica del Quartetto per archi n. 3 in la magg., op. 41 n. 3 di Robert Schumann. Composto nel 1842, risente fortemente dell’influenza di Mozart e Beethoven, ma con un tocco introspettivo e a tratti agitato tipico di Schumann. Il secondo movimento presenta un contrappunto imitativo, che ricorda la scrittura barocca, come quella di Bach, inserito in un contesto di armonia instabile. Rispetto alla linearità di Bach, infatti, Schumann qui sperimenta l’ambiguità tonale e l’agitazione ritmica evidenziata dallo spostamento degli accenti.
La Stagione dei Concerti 2026 è realizzata da Asolo Musica in collaborazione con Fondazione Cini, con il sostegno della Regione Veneto e del MIC, CentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C.
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti:
Prezzi: €30,00 interi, €25,00 ridotto gruppi (minimo 10 persone), €20,00 Ridotti soci Asolo, €10,00 Giovani under 26 e studenti di Conservatorio.
Dove acquistare
Online: Sul sito www.boxol.it/auditoriumlosquero
Punti vendita:
- presso l’ufficio di Asolo Musica dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00
- presso la biglietteria dell’Auditorium nei giorni dei concerti dalle ore 15.30.
Con biglietto integrato – solo on line €40,00 + €4,00 di prevendita – il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
Come arrivare all’Auditorium “Lo Squero”:
All’isola di San Giorgio si ferma il vaporetto numero 2, sia per chi viene dalla Ferrovia (Stazione Santa Lucia), da Piazzale Roma, dal Tronchetto, dalle Zattere, sia per chi arriva da San Marco (fermata San Zaccaria, pontile B).
Info Asolo Musica
0423 950150 – 392 4519244
info@asolomusica.com
www.asolomusica.com
Fondazione Giorgio Cini
www.cini.it
Profilo
Quartetto di Venezia
Della loro vocazione ai vertici più ardui del camerismo è testimone Bruno Giuranna:
“E’ un complesso che spicca con risalto nel pur vario e vasto panorama musicale europeo. La perfetta padronanza tecnica e la forza delle interpretazioni, caratterizzate dalla spinta verso un valore assoluto propria dei veri interpreti, pongono il Quartetto di Venezia ai vertici della categoria e fra i pochissimi degni di coprire il ruolo dei grandi Quartetti del passato”.
Sfogliando il volume delle testimonianze critiche, l’elogio più bello sembra quello formulato sul Los Angeles Times da Daniel Cariaga: “Questo Quartetto è più che affascinante, è sincero e concreto”.
Rigore analitico e passione sono i caratteri distintivi dell’ensemble veneziano, qualità ereditate da due scuole fondamentali dell’interpretazione quartettistica: quella del Quartetto Italiano sotto la guida di Piero Farulli e la scuola mitteleuropea del Quartetto Vegh, tramite i numerosi incontri avuti con Sandor Vegh e Paul Szabo.
Il Quartetto di Venezia ha suonato in alcuni tra i maggiori Festivals Internazionali in Italia e nel mondo tra cui la National Gallery a Washington, Palazzo delle Nazioni Unite a New York, Sala Unesco a Parigi, IUC e Accademia Filarmonica Romana a Roma, Serate Musicali – Società del Quartetto – Società dei Concerti di Milano, Kissinger Sommer, Ossiach/Villach, Klangbogen Vienna, Palau de la Musica Barcellona, Tivoli Copenhagen, Societè Philarmonique a Bruxelles, Konzerthaus Berlin, Gasteig Monaco, Beethovenfest Bonn, Laeiszhalle Hamburg, Mosca – Sala Filarmonica, Buenos Aires – Teatro Colon e Teatro Coliseum, San Paolo, Montevideo.
Di particolare rilievo la collaborazione con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano.
Ha avuto l’onore di suonare per Sua Santità Papa Giovanni Paolo II e per il Presidente della Repubblica Italiana.
E’ stato “Quartetto in residenza” alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
Il repertorio del Quartetto di Venezia è estremamente ricco ed include, oltre al repertorio più noto, opere raramente eseguite come i quartetti di G.F. Malipiero (“Premio della Critica Italiana” quale migliore incisione cameristica).
La vasta produzione discografica include registrazioni per la Decca, Naxos, Dynamic, Fonit Cetra, Unicef, Navona, Koch.
Ultime produzioni sono l’uscita dell’integrale dei sei quartetti di Luigi Cherubini, registrati per la Decca in tre cd e per la Naxos con musiche di Casella e Turchi.
Il Quartetto di Venezia ha ottenuto la nomination ai Grammy Award per il CD Navona Ritornello con musiche di Curt Cacioppo.
Numerose sono anche le registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI & RAI International, Bayerischer Rundfunk, New York Times (WQXR), ORF1, Schweizer DRS2, Suisse Romande, Radio Clasica Espanola, MBC Sudcoreana.
Spinto dal piacere del suonare assieme, l’ensemble ha collaborato con artisti di fama mondiale tra i quali Bruno Giuranna, Quartetto Borodin, Piero Farulli, Paul Szabo, Oscar Ghiglia, Pavel Berman, Danilo Rossi, Pietro De Maria, Alessandro Carbonare, Andrea Lucchesini, Mario Brunello, Ottavia Piccolo, Sandro Cappelletto, Sara Mingardo, Maurizio Baglini, Marco Rizzi, Gabriele Carcano.
Dal 2017 il Quartetto di Venezia è “Quartetto in residenza” alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
Per i tamburini
Sabato 28 marzo, ore 16.30
Auditorium “Lo Squero” – Isola di San Giorgio, Venezia
LA FORMA E L’ENERGIA
Quartetto di Venezia
Johann Sebastian Bach, Ferruccio Busoni, Robert Schumann
Quartetto di Venezia
Andrea Vio, violino
Alberto Battiston, violino
Mario Paladin, viola
Angelo Zanin, violoncello
Programma
Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685 – Lipsia, 1750)
Passacaglia e fuga in do min., BWV 582 (trascr. J. Jorgensen)
Ferruccio Busoni (Empoli, 1866 – Berlino, 1924)
Quartetto per archi n. 1 in do magg., op.19
Allegro moderato, patetico – Andante – Minuetto – Finale: Andante con moto, alla Marcia – Allegro con molto brio
Robert Schumann (Zwickau, 1810 – Bonn, 1856)
Quartetto per archi n. 3 in la magg., op. 41 n. 3
Andante espressivo – Allegro molto moderato – Assai agitato – Adagio molto–Finale. Allegro molto vivace – Molto Presto