Il profeta e l’Anticristo

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Roma (NEV), 19 marzo 2026 – Proseguono gli editoriali proposti dall’Agenzia stampa NEV con riflessioni sulla situazione internazionale. Qui tutti gli articoli della nuova sezione  dedicata al “nuovo disordine mondiale“.

Oggi pubblichiamo un editoriale di Paolo Naso, politologo, già docente di Scienza politica alla Sapienza – Università di Roma.


Arrivato a Roma circondato da un’aura di mistero densa di aspettative, Peter Thiel ha tenuto le sue conferenze che però, alla fine, hanno deluso chi si aspettava qualche anticipazione sul fuoco e le fiamme dell’inferno. Viene da pensare che, in sostanza, sia stata  un riuscito escamotage  promozionale dei propri interessi e della bislacca teologia che li sorregge.

Paolo Naso

Thiel è noto per il potere economico e politico conquistato grazie a Palantir Technologies, la società da lui fondata nel 2003 che sviluppa sistemi di analisi dei dati e di intelligenza artificiale utilizzati da governi, servizi di sicurezza e forze armate. Opera, insomma, in un settore strategico che copre settori politici delicatissimi come quello della difesa, della privacy e del monitoraggio delle migrazioni globali. Non a caso ha creato piattaforme digitali per conto dell’ICE, l’agenzia federale che di recente  abbiamo visto all’opera in Minnesota e in altri stati.

Non abbiamo avuto accesso alle blindate conferenze di questo profeta dell’intelligenza artificiale e nessuno dei fortunati partecipanti ammessi alla sua presenza ci ha raccontato i contenuti della sua rivelazione, ma, da quel poco che è trapelato, abbiamo capito alcune cose.

La prima è che per il profeta arrivato dalla Silicon Valley l’Anticristo non è una persona ma un concetto o comunque un’entità collettiva. Onestamente non è una rivelazione clamorosa dal momento che già Sant’Agostino diceva più o meno la stessa cosa.

La seconda cosa è che nella sua personale apocalittica l’Anticristo non è l’avversario di Cristo – almeno non è questa la sua principale caratteristica  – ma è una metafora per indicare  l’insieme di forze culturali e politiche che ostacolano il progresso:  dagli ambientalisti ai critici dell’intelligenza artificiale, da chi denuncia le torsioni autocratiche della stessa America a chi vuole regolamentare lo sviluppo e la crescita illimitata. In questa prospettiva è sotto osservazione anche la Chiesa che mette in guardia dalle tentazioni idolatriche del potere, della ricchezza, del progresso.

La terza cosa è che questa visione dell’Anticristo è poco più che una sorta di artificio retorico per celebrare il primato di una tecnoscienza priva di ogni limite e moralità, vera divinità alla quale prostrarsi e alla quale affidare il proprio destino. Insieme modello politico e visione salvifica, la Tecnoscienza – a questo punto merita la maiuscola – sarebbe la forza redentrice in grado di salvare e l’umanità.

La prospettiva – e qui il legame con Trump e i predicatori evangelical che lo sostengono – è un mondo di prosperità e abbondanza materiale, nel quale la povertà residua è colpa della propria incapacità e della propria debolezza. Prosperità, infatti, è parola chiave del fondamentalismo teologico oggi più in voga alla Casa Bianca,

In questa prospettiva il richiamo all’Anticristo è un allineamento al linguaggio apocalittico caro a Trump e al suo stretto entourage di predicatori evangelici e cattolici tradizionalisti che collocano il tempo presente sulla soglia dei passaggi che, attraverso una guerra di dimensioni mondiali, ci porteranno all’Armageddon, alla fine del mondo per come lo abbiamo conosciuto e finalmente all’avvento del Messia che instaurerà il suo regno millenario.

Paolo Naso è autore del libro, di prossima uscita, “Dio benedica l’America. Il fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump” (ed. Claudiana)

L’Anticristo è l’ostacolo che si frappone a questo piano di Dio. Egli agirà proponendosi come uomo della pace, del dialogo e della convivenza multireligiosa  che però saranno solo trappole ideologiche per cercare di affermare il suo potere sul mondo. Siamo in guerra – spiega la teologia del fondamentalismo apocalittico –  e non solo in Medio oriente o alle porte d’Europa ma nel mondo intero, testimoni e  protagonisti dello scontro tra belligeranti forze dello spirito e opposte visioni della fede.

A Roma l’apocalittica di Thiel non sembra avere lasciato grandi tracce. Il mondo cattolico lo ha criticato, isolato e condannato senza appello.  Probabilmente si consolerà pensando che, anche nella Bibbia, i profeti non venivano ascoltati.

Paolo Naso è autore del libro, di prossima uscita, “Dio benedica l’America. Il fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump”(ed. Claudiana). 

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