Prosegue sia per le imprese che per le famiglie consumatrici l'aumento dei risparmi in provincia di Modena nel 2025, con incrementi pari al 7,0%; anche i prestiti sono in crescita (+4,7%) e contemporaneamente si è dimezzato il tasso di deterioramento dei crediti. Questi, in sintesi, i risultati dei dati sul credito al 31/12/2025 diffusi dalla Banca d'Italia ed elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena.
Grazie alla diminuzione di un punto percentuale del tasso ufficiale di riferimento della BCE e alla piccola ripresa economica nel secondo semestre, aumentano di 964 milioni di euro i prestiti bancari (+4,7%), raggiungendo il valore di 21.468 milioni. Più della metà di essi è rivolta alle imprese, in crescita del 5,6%. Al loro interno la quota maggiore è richiesta dalle imprese con più di 20 addetti (49,4%), che registrano anche l'andamento più positivo (+6,8%). Le imprese più piccole richiedono solamente il 6,7%% dei prestiti totali e nel 2025 sono in controtendenza, mostrando una diminuzione del -3,1%.
La restante quota di prestiti (41,4%) è richiesta dalle famiglie consumatrici, che sostengono la domanda con una crescita del 4,0%. I prestiti rivolti alle amministrazioni pubbliche e alle "società finanziarie e assicurative" sono residuali rispetto al totale e risultano in diminuzione.
Tra i settori economici, la manifattura riceve la maggior quota di finanziamenti (46,7% del totale imprese) e mostra la crescita più sensibile (+9,2%). Anche le costruzioni hanno un buon andamento (+6,0%), ma la loro quota sul totale rimane bassa (8,5%). I servizi registrano una crescita inferiore (+3,6%) e arrivano al 38,0% del totale.
Nonostante l'aumento di prestiti, migliora il tasso di deterioramento dei crediti, passando dal 2,0% del 2024 allo 0,9% a dicembre 2025. I risultati più incoraggianti si riscontrano nell'industria manifatturiera, dove scende di 3,5 punti percentuali, nei servizi tale miglioramento è più contenuto, passando dall'1,1% allo 0,8%. L'indicatore peggiora tuttavia nelle costruzioni, dove cresce di 0,8 punti percentuali. Risulta molto basso e stabile il tasso di deterioramento delle famiglie consumatrici e delle società finanziarie e assicuratrici.
Si registra un nuovo record dal lato dei risparmi: con una crescita del 7,2% ammontano a 56.136 milioni di euro gli accantonamenti dei modenesi. Gli investimenti in titoli rappresentano più della metà del risparmio totale e mostrano il trend migliore. In particolare, i titoli di stato italiani aumentano del +10,4%, mentre i fondi comuni di investimento si fermano al +7,3%. La crescita dei depositi è molto inferiore (+1,4%) e, tra di essi, quelli in conto corrente hanno mostrano la miglior performance (+3,3%).
La maggioranza dei risparmi è detenuta dalle famiglie consumatrici, che quest'anno raggiunge il 73,7% del totale e cresce del 7,1%; in questo caso risulta ancora maggiore la quota investita in titoli (65% del totale) e tra di essi i titoli di stato crescono del 10,9% e i fondi comuni di investimento del 7,1%. Risulta invece più moderata la crescita dei depositi (+0,5%) di cui la maggior parte è costituita da conti correnti (+2,5%).
Le imprese detengono la quota rimanente del risparmio (poco più di un quarto) e la necessità di liquidità per l'attività imprenditoriale favorisce il mantenimento di tali fondi in depositi (65,3% del totale), la maggior parte viene lasciata in conto corrente, con una buona crescita nel 2025 (+4,2%). Tuttavia, anche per le imprese l'investimento in titoli presenta l'andamento migliore, salgono in totale del 16,3%, di cui il 9,6% in fondi comuni e il 5,9% in titoli di stato italiani.