Il 2026 inaugura un momento propizio per la lead generation su LinkedIn, per una serie di motivi. Innanzitutto, crescono gli iscritti alla piattaforma, che oggi si stimano essere oltre 1 miliardo nel mondo, dei quali 310 milioni sono utenti attivi mensili. Sembra cresca anche il tempo qui speso, almeno a giudicare dal feed, che oggi risulta più vivo (e vario) che mai.
Un dato interessante e freschissimo è poi quello che vede il social del lavoro tra le principali fonti citate nelle risposte dei LLM. Le persone in cerca di risposte/soluzioni si rivolgono ai chatbot AI, e da lì atterrano su LinkedIn. I LLM si riferiscono volentieri a questa piattaforma perché, rispetto ad altre, nel fornire informazioni offre il giusto mix di competenza, pertinenza ed esperienza umana. In altre parole, garantisce credibilità: un fattore essenziale per il coinvolgimento, ma anche per le conversioni.
Cosa piace all’algoritmo di LinkedIn nel 2026
Di recente LinkedIn ha apportato degli aggiornamenti al proprio algoritmo, rendendolo più abile a capire di cosa parla un contenuto e in che modo si connette agli obiettivi di carriera di chi abita la piattaforma. Ciò significa che ha maggiore contezza del contesto dei post e che, senza bisogno di hashtag, li categorizza per argomenti: si parla di “rilevanza semantica”. Più precisamente, il nuovo sistema è progettato per adattarsi agli interessi degli utenti, in divenire e ricchi di sfumature, più che agli indicatori classici. Secondo l’azienda, le persone passano così dall’essere semplicemente “viste” all’essere “selezionate”.
Ciò si allinea a un’altra tendenza recente della piattaforma, ossia la valorizzazione della componente umana in contrapposizione all’AI slop. Contenuti utili, conversazioni autentiche e aziende con un “volto” sono i punti di riferimento anche per la lead generation su LinkedIn nel 2026.
Quali contenuti generano lead su LinkedIn
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Thought Leadership
La fiducia degli utenti/clienti si è spostata dalle aziende alle persone dietro le aziende. Ecco perché i protagonisti di LinkedIn oggi sono i Thought Leader, professionisti che condividono riflessioni e approfondimenti di valore su argomenti di cui sono esperti. Questi sono i veri e propri influencer della piattaforma, capaci di attirare pubblico e spostare le opinioni. Tra i formati di Thought Leadership apprezzati dall’algoritmo troviamo i post di testo lunghi e le newsletter interne (lo stesso CEO ne ha due).
Per aumentare la lead generation su LinkedIn i brand B2B possono sfruttare le Thought Leader Ads, ossia sponsorizzazioni di post come descritti sopra. L’obiettivo primario è rafforzare la credibilità, comunicando tramite voci fidate; ad esempio, manager, content creator, esperti del settore, persino clienti. Dare un volto e una voce “vivi” al brand stimola infatti la fiducia nei confronti del brand stesso, e la fiducia è uno dei motivi principali per cui i decision maker acquistano un prodotto o un servizio.
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Caroselli educativi
In linea con altri social, a LinkedIn piace sempre più lo “zero-click content”, ossia i contenuti che ti offrono ciò che cerchi senza portarti altrove. Così arrivano più facilmente anche i lead: offrendo valore direttamente dentro il post. Tra i formati vincenti per la lead generation su LinkedIn spiccano i caroselli PDF, che attualmente superano gli altri post di oltre il 200% in termini di coinvolgimento. Questa tipologia di contenuto dà la possibilità di approfondire gli argomenti di discussione, evitando di appesantire con “muri di testo”. L’ideale è fare in modo che a ogni slide corrisponda un concetto, mantenendo comunque alto l’interesse per favorire la lettura fino alla fine. Se fatti bene, i caroselli aumentano il dwell time (il tempo di permanenza su un singolo post), una metrica chiave per il ranking su LinkedIn nel 2026. Un vantaggio offerto dai caroselli è anche la possibilità di scaricarli direttamente dal feed.
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EGC (Employee Generated Content)
Si diceva che su LinkedIn le persone seguono le persone, perché soprattutto nel B2B le persone comprano da persone. Questo vale non soltanto per i Thought Leader, che solitamente sono figure apicali, ma anche per i dipendenti “medi”. Similmente ai C-level, infatti, le risorse aziendali a loro sottoposte possono trasformarsi in punti di contatto per fare lead generation su LinkedIn.
In genere, i post dei dipendenti sono percepiti come “il volto umano” del brand, con cui interloquire e familiarizzare. Non a caso, questi contenuti ottengono interazioni tre volte superiori a quelle raccolte dalla pagina business. Si tratta di una risorsa preziosa per un’azienda che vuole costruire fiducia attorno a sé. E la fiducia, si diceva, è fondamentale: perché una volta che l’utente si fida del brand, è più facile che il sentimento si estenda ai suoi prodotti, trasformandosi in capacità di acquisto.
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Video verticali B2B
Come sottolineato da LinkedIn in vista degli IAB NewFronts 2026, il consumo di video sulla piattaforma è aumentato del 36% in un anno. In particolare, stiamo assistendo alla “tiktokizzazione” di un social che in teoria dovrebbe essere lontanissimo da TikTok. Il fatto è che LinkedIn punta all’engagement, e l’app di ByteDance attualmente è il leader incontrastato su questo parametro.
Accantonati i lunghi e verbosi webinar, LinkedIn ha abbracciato il formato principe di TikTok, lo short form verticale “mobile-first”, e lo ha fatto proprio. Oggi sulla piattaforma funzionano pillole di 60-90 secondi che spiegano un case study o risolvono un problema tecnico, possibilmente con un hook nei primi 3 secondi. Contenuti perfetti da guardare nel tragitto verso l’ufficio, o durante la pausa caffè.
All’origine di questa svolta c’è il ricambio generazionale dei decision maker, le figure chiave della lead generation di LinkedIn. Il 70% dei buyer B2B oggi sono Millennial o GenZer, ossia lo stesso pubblico che spinge così tanto il consumo social di video brevi. È più probabile che i nuovi protagonisti del B2B si facciano influenzare da creator e clip in stile TikTok che non dai classici white paper.
Strumenti per la lead generation su LinkedIn
In aggiunta ai formati esplorati, la piattaforma del lavoro presenta soluzioni specifiche per chi vuole investire nella lead generation. È possibile, ad esempio, creare set di annunci mirati a questo scopo, sfruttando i Linkedin Lead Gen Forms. Si tratta di moduli allegati alle ads, che semplificano la raccolta di dati. Quando l’utente clicca sulla CTA dell’annuncio, compare il modulo precompilato con i dati del suo profilo: riducendo lo sforzo dell’utente, il tasso di conversione aumenta.
Un’altra risorsa utile alla lead generation su LinkedIn sono gli annunci per CTV (Connected TV). Con questo strumento, lanciato nel 2024, il trend dei video si espande anche oltre i tradizionali confini del social. Si tratta di ads B2B che arrivano sul televisore di casa, grazie a partnership con Roku e Paramount. L’idea arriva dalla scoperta che intercettare i professionisti B2B nei momenti di relax può essere più efficace che raggiungerli in un contesto lavorativo. Il coinvolgimento sarebbe più spontaneo. La configurazione delle campagne avviene sempre tramite LinkedIn Campaign Manager, con le stesse modalità delle altre campagne. Gli annunci possono avere varie durate e dimensioni, ed essere inseriti prima o durante il contenuto.
La fiducia è alla base della lead generation su LinkedIn
Tra AI, creator economy e video marketing, LinkedIn aspira a diventare una sorta di piattaforma di streaming professionale, dove il business incontra l’intrattenimento.
La nuova frontiera per coinvolgere e fare lead generation su LinkedIn è proprio questo, il B2B entertainment, e la chiave sono i professionisti stessi. Si è visto, infatti, come i brand vincenti su LinkedIn sono quelli che sanno costruire fiducia, perché dalla fiducia si passa all’azione. In questo, il capitale umano è ancora più importante dei formati scelti per comunicare, perché è ciò su cui si costruisce e si mantiene il rapporto con gli stakeholder.
È una relazione che va non soltanto creata, ma anche e soprattutto coltivata nel tempo, con il supporto di una strategia coerente e dai toni autentici.
FAQ
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Quanti sono gli iscritti a LinkedIn?
Gli iscritti a LinkedIn si stimano essere oltre 1 miliardo nel mondo, dei quali 310 milioni sono utenti attivi mensili.
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In cosa consistono gli aggiornamenti all’algoritmo di LinkedIn 2026?
L’algoritmo di LinkedIn 2026 è più abile a capire di cosa parla un contenuto e in che modo si connette agli obiettivi di carriera di chi abita la piattaforma. Ciò significa che ha maggiore contezza del contesto dei post e che, senza bisogno di hashtag, li categorizza per argomenti: si parla di “rilevanza semantica”. Più precisamente, il nuovo sistema è progettato per adattarsi agli interessi degli utenti, in divenire e ricchi di sfumature, più che agli indicatori classici.
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Cosa sono i Thought Leader di LinkedIn?
I Thought Leader di LinkedIn sono professionisti che condividono riflessioni e approfondimenti di valore su argomenti di cui sono esperti. Sono i veri e propri influencer della piattaforma, capaci di attirare pubblico e spostare le opinioni.
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Cosa sono le Thought Leader Ads?
Sono sponsorizzazioni dei post scritti dai Thought Leader. L’obiettivo primario è rafforzare la credibilità, comunicando tramite voci fidate; ad esempio, manager, content creator, esperti del settore, persino clienti. Dare un volto e una voce “vivi” al brand stimola infatti la fiducia nei confronti del brand stesso, e la fiducia è uno dei motivi principali per cui i decision maker acquistano un prodotto o un servizio.
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Qual è il formato più popolare su LinkedIn?
I caroselli PDF su LinkedIn attualmente superano gli altri formati di post di oltre il 200% in termini di coinvolgimento.
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Cosa sono i LinkedIn Lead Gen Forms?
I Lead Gen Forms sono moduli allegati agli annunci LinkedIn, che semplificano la raccolta di dati. Quando l’utente clicca sulla CTA dell’annuncio, compare il modulo già precompilato con i dati del suo profilo: riducendo lo sforzo dell’utente, il tasso di conversione aumenta.
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Cosa sono gli annunci CTV su LinkedIn?
Gli annunci B2B per CTV (Connected TV) sono ads B2B che arrivano sul televisore di casa, grazie a partnership tra la piattaforma e Roku e Paramount. La configurazione delle campagne avviene sempre tramite LinkedIn Campaign Manager, con le stesse modalità delle campagne tradizionali. Gli annunci possono avere varie durate e dimensioni, ed essere inseriti prima o durante il contenuto.