Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Dauro Mattia Zocchi, giovane collaboratore dell’Università di Scienze Gastronomiche e di Slow Food, la cui curiosità, intelligenza, integrità e silenziosa dedizione hanno plasmato capitoli importanti del nostro lavoro.
Dauro è cresciuto a Merate, in provincia di Lecco, circondato da giardini, frutteti e animali: un ambiente che ha alimentato il suo precoce amore per la natura e il cibo. Dal tempo passato in cucina con la famiglia ha ereditato una passione che avrebbe guidato i suoi studi e la sua vita professionale. Dopo la laurea triennale in economia e l’esperienza nelle cucine di ristoranti di alto livello, ha scelto di proseguire la sua formazione a Pollenzo, conseguendo il master e successivamente il dottorato all’Università di Scienze Gastronomiche.
Durante il periodo trascorso a Pollenzo, Dauro ha scoperto l’ambito che sarebbe diventato il suo principale interesse: la tutela del patrimonio alimentare. Il suo tirocinio in Perù ha segnato una svolta decisiva. Quello che era iniziato come un lavoro di ricerca per l’Arca del Gusto è divenuto la base della sua tesi e, infine, il primo atlante gastronomico illustrato del Perù. Quest’opera — seguita da numerosi altri volumi dedicati a diversi Paesi, tra cui il Kenya e l’Albania — è diventata un punto di riferimento molto apprezzato dalle comunità Slow Food. In Perù, in particolare, il suo libro è tuttora condiviso, sottolineato e mostrato con orgoglio come testimonianza della biodiversità locale.
Dopo aver completato il dottorato, Dauro è rimasto all’Università di Pollenzo come ricercatore, contribuendo a progetti ambiziosi che trovano fondamento nella giustizia sociale, nella transizione ecologica e nella sostenibilità. Tra questi la nascita e il consolidamento della Società Internazionale di Scienze e Studi Gastronomici. Il suo approccio interdisciplinare, la sua attenzione meticolosa e la sua capacità di mettere in relazione persone e conoscenze lo hanno reso un membro prezioso della rete accademica e di Slow Food.
Nel maggio 2024 è entrato a far parte dell’Università di Bergamo per iniziare un nuovo capitolo della sua vita, ma il suo impegno nei confronti della comunità Unisg e di Slow Food è rimasto immutato. Noi, come colleghi e collaboratori, lo ricordiamo come una persona generosa, premurosa e matura ben oltre la sua età: un ragazzo unico, che metteva una passione autentica e un rigore scientifico in tutto ciò a cui si dedicava.
I contributi di Dauro all’Arca del Gusto, le sue ricerche e le pubblicazioni che ha realizzato continueranno a viaggiare, a insegnare e a onorare i cibi e le comunità che gli stavano tanto a cuore. La sua presenza ci mancherà, ma il suo lavoro rimane un dono prezioso che ci ha lasciato e che resterà nel tempo.
Un suo testo bello e profondo, dedicato all’Arca del Gusto come geografia vivente della biodiversità alimentare, sarà pubblicato su tutti gli Atlanti regionali dell’Arca che presenteremo a Terra Madre 2026, anche in sua memoria.
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