DMA, Ue vs Google: editori chiedono risposte definitive su indagine - Uspi

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Non si può più aspettare la prossima mossa dell’Ue sull’indagine antitrust contro Google. È “in gioco la credibilità della Commissione europea”, affermano editori europei e associazioni di settore. Nel documento inviato all’Ue si contano molti piccoli editori, ma anche grandi gruppi editoriali tra i quali Axel Springer, News Corp e Condé Nast insieme a realtà digitali come European Magazine Media Association, European Tech Alliance, Initiative for Neutral Search e Innovative Europe Foundation.

Lo European Publishers Council ha inviato una lettera alla Commissione europea in cui si chiede velocità nella chiusura dell’indagine antitrust contro Google per la violazione del Digital Markets Act (DMA). Il procedimento, iniziato quasi due anni fa, è ancora invischiato in una burocrazia che non permette all’esecutivo europeo di avanzare. Per questo le associazioni di settore sollecitano un’azione più attiva per concludere l’indagine e assegnare una multa al colosso americano. 

Una lunga indagine

L’indagine in corso dal 25 marzo 2024 nell’ambito del DMA è oramai ben oltre i tempi previsti. Il regolamento europeo prevede una tempistica che non deve superare i 12 mesi, eppure, l’Ue ancora non prende la decisione finale. 

Da questa situazione nasce la necessità di indirizzare una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, alla responsabile europea della concorrenza Teresa Ribera e alla commissaria per il digitale Henna Virkkunen per adottare una decisione finale con allegata una cessazione immediata delle pratiche contestate e una sanzione alla Big Tech.

I capi di accusa contro Google riguardavano i proprio servizi nelle ricerche degli utenti. Sembrava infatti che l’azienda di Mountain View favorisse l’utilizzo del proprio sistema Search penalizzando concorrenti europei in settori come viaggi, shopping e comparazione di servizi.

Nonostante le accuse siano state respinte da Google, la Commissione ha proposto in questi due anni delle soluzioni per regolare le attività Google e dei competitor Ue nel mercato nel rispetto del DMA. Tuttavia, nella lettera le associazioni di categoria non sembrano soddisfatte del punto di incontro, temendo non sia abbastanza “neutrale”.

Google, da fornitore a monopolista

Nonostante la piattaforma Search sia il servizio Google che permette agli editori di farsi trovare online, gli editori hanno presto notato la lama a doppio taglio che questo “pagamento” comporta.

“Ogni giorno che passa erode ulteriormente la redditività delle imprese europee, compromettendo la loro capacità di investire e crescere”, scrivono nella lettera diretta all’esecutivo Ue. Il DMA è l’unico strumento di protezione degli editori contro lo strapotere delle Big Tech, che con la loro posizione squilibrano costantemente il mercato digitale, e, di conseguenza, il mercato dell’informazione.

L’articolo DMA, Ue vs Google: editori chiedono risposte definitive su indagine proviene da Notiziario USPI.

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