Il 23 aprile si festeggia la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore istituita dall’Unesco ricordando la morte nel 1616 degli scrittori William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garcilaso de la Vega. Inoltre il 23 aprile 1993 è scomparsa la scrittrice P.L. Travers, autrice del personaggio di Mary Poppins. Con la Giornata del Libro possiamo ricordare quindi questo e molti altri personaggi memorabili che uscendo dalle pagine dei libri, resistono alle sfide del tempo accompagnando lettori e lettrici di ogni età.
Nella scuola primaria la Giornata del libro offre lo spunto per avvicinare bambine, bambini e i loro genitori al valore di leggere con qualità, comunicando che i libri non servono solo per raccogliere informazioni e accrescere il sapere. Sappiamo che un buon libro permette di emozionarsi e di imparare a definire quelle emozioni (traguardo non sempre scontato), così come di immaginare luoghi mai visti, e sognarne di nuovi in modo autonomo, senza l’ausilio di mezzi di più facile accesso e intrattenimento come cinema, televisione, tablet e smartphone. Leggere stimola un’immaginazione “a chilometro zero”, insomma, priva di elettricità, a costi ridotti e alla portata di tutti.
Nel dialogo coi genitori possono emergere dubbi, però, sul valore dei libri in un mondo ad alto sviluppo tecnologico. Ecco che cosa può segnalare l’insegnante rispetto all’importanza di buone letture all’età di 6-10 anni.
- Leggere sviluppa la pazienza, e un certo livello di autonomia. Scoprire come andrà a finire una storia richiede tempo e impegno, in controtendenza rispetto all’impazienza che caratterizza i bambini moderni, spostando in là il tempo della gratificazione. Fornisce così l’occasione per allenarsi a essere attivi, ma con ritmi diversi, e a rallentare in modi utili ad alleggerire la tensione.
- Nei libri si trovano parole diverse da quelle di uso quotidiano, sia rispetto al lessico familiare che in generale al parlato. Si pensi ad esempio all’uso diffuso del passato remoto nelle fiabe, utile a spostare la storia su tempi lontani, o all’uso di parole per nuovi oggetti o termini tecnici presenti nei testi avventurosi, ricchi di dettagli su persone, cose e luoghi sconosciuti. Arricchire il vocabolario con parole insolite aiuta ad attivare diversi processi di pensiero, stimolando curiosità e neuroplasticità (l’attitudine del cervello a modificare i propri processi).
- Con più parole a disposizione, migliora la capacità di spiegarsi con insegnanti e coetanei. Un vocabolario più ricco permette di comunicare con maggior chiarezza idee e pensieri, e può consentire anche una migliore relazione con se stessi, aiutando a orientarsi rispetto a un sentire anche emotivo.
- Come abbiamo visto la lettura consente di creare con l’immaginazione uno scenario “personalizzato” rispetto al mondo immaginato da scrittori e scrittrici e di essere parte attiva, sviluppando capacità personali di costruzione di ambienti e di creazione di personaggi. A differenza di un film, sfogliando le pagine di un libro ognuno sarà libero di personalizzare a piacere quel simpatico orco verde, quel mago volante, quella bambina ribelle dai capelli rossi ecc. sviluppando una maggior capacità creativa.
Proposte didattiche
Si può quindi lavorare su più livelli, proponendo attività didattiche manuali e sensoriali, di ascolto attivo, di lettura espressiva, e anche cooperative e di scambio. Quali attività didattiche è possibile proporre?