Smartphone: cosa accade al cervello dopo 72 ore di pausa e l’effetto delle notifiche - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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Ogni giorno il nostro telefono vibra, suona, si illumina. Anche quando decidiamo di ignorarlo, qualcosa dentro di noi cambia. Le notifiche, infatti, non hanno bisogno di essere aperte per influenzare la nostra mente, ma secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Computers in Human Behavior e condotto da un team di scienziati svizzeri e francesi, la loro semplice presenza è sufficiente a ridurre concentrazione e prestazioni cognitive.

Cosa succede quando riceviamo una notifica

Il nostro cervello è programmato per reagire agli stimoli improvvisi come ad esempio a un suono o una luce inattesa, in passato, potevano segnalare un pericolo o un’opportunità. Oggi quella stessa reazione si attiva per un messaggio o un’email. Il risultato? Una parte della nostra attenzione si sposta automaticamente verso il telefono, anche se continuiamo a lavorare. Questa “attenzione divisa” rende più difficile mantenere il focus. Si impiega più tempo per completare un compito, si commettono più errori e si prova una sensazione di affaticamento mentale. È come se il cervello restasse in attesa, pronto a controllare il dispositivo da un momento all’altro. Lo studio ha evidenziato che nelle prime ore senza cellulare si osservano cambiamenti nell’attività cerebrale legati ai sistemi di dipendenza. Dopo 72 ore, vedere immagini associate allo smartphone attiva aree del cervello collegate a ricompensa e desiderio, in modo simile alle dipendenze da sostanze come nicotina e alcol.

3 consigli per difendersi 

Fortunatamente, esistono soluzioni semplici per limitare questo effetto.

  1. Disattivare le notifiche non essenziali è il primo passo
  2. Impostare momenti precisi per controllare il telefono può aiutare a ridurre l’impulso costante 
  3. Tenere lo smartphone fuori dalla vista durante attività che richiedono concentrazione

Non si tratta di eliminare la tecnologia, ma di usarla in modo più consapevole. Piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono fare una grande differenza, restituendoci attenzione, energia e una maggiore qualità del lavoro.

Fonte: Repubblica

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