RAGUSA – Geniale, esilarante e al tempo stesso profondamente destabilizzante e, naturalmente, attualissimo. La Compagnia G.o.D.o.T. di Ragusa si prepara a chiudere questa 20ª edizione di “Palchi Diversi” con “Ubu Re” di Alfred Jarry, una nuova e ambiziosa produzione che affonda nel cuore pulsante del teatro dell’assurdo, fil rouge della stagione e cifra artistica della compagnia teatrale ragusana. Il debutto alla Maison GoDoT il 17, 18 e 19 aprile, con repliche nei giorni 8, 10, 15, 16 e 17 maggio (venerdì ore 20.30, sabato ore 19.30 e domenica ore 18.00). Una satira feroce, grottesca e attualissima sul potere, con scene e regia di Vittorio Bonaccorso, adattamento e costumi di Federica Bisegna, entrambi anche in scena insieme ad Alessio Barone, Rossella Colucci, Benedetta D’Amato, Alessandra Lelii, Lorenzo Pluchino, Maria Grazia Tavano, Mattia Zecchin, e con Ginevra Cilia, Erviola Jaupi, Marco Ghiani, Emili Mankolli. Ad Alfred Jarry, antesignano di una visione dell’arte che ha influenzato profondamente gli ultimi due secoli, si deve un’intuizione straordinaria e radicale: la Patafisica, la “scienza dell’immaginario”, ciò che va oltre (o accanto) la metafisica, che accoglie eccezioni, contraddizioni, nonsenso. Un approccio che non tenta di risolvere i problemi del mondo, ma ne mette a nudo l’assurdità, riconoscendo che spesso è proprio l’uomo a crearli senza riuscire a trovare soluzioni. Padre Ubu è una maschera mostruosa e irresistibile. Nato dalla caricatura di un professore realmente vissuto, Ubu diventa nelle mani di Alfred Jarry un tiranno meschino, infantile e vorace, dominato da una brama di potere tanto ridicola quanto spaventosa (ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale?). La vicenda, che ricalca in chiave parodica il Macbeth shakespeariano con echi dei classici greci, racconta l’ascesa e la caduta di un potere costruito sull’arbitrio, sulla violenza e sull’assenza totale di scrupoli. Ma è attraverso il grottesco che l’autore colpisce più a fondo: il linguaggio viene deformato, le convenzioni teatrali fatte a pezzi, la verosimiglianza ignorata, la psicologia dei personaggi svuotata. Ubu non è un uomo, ma un fantoccio disgustoso, un corpo-pera dominato dalla “gidouille”, simbolo di tutti i tiranni di ieri e di oggi. Una figura che, nella sua deformità, rimanda direttamente agli istinti più bassi e comuni dell’essere umano. «Dopo aver attraversato alcuni dei grandi autori dell’assurdo – dichiarano i direttori artistici Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso – sentivamo che “Ubu Re” fosse una tappa necessaria e la giusta conclusione di questa splendida stagione. Alfred Jarry è il punto di origine di un linguaggio che ancora oggi ci parla con una lucidità disarmante. L’assurdo, il surreale e il grottesco non sono solo categorie estetiche, ma strumenti per leggere il presente, per mettere in crisi le nostre certezze e riflettere sulla natura del potere e dell’essere umano».La 20ª edizione di “Palchi Diversi” ha il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Ragusa, di Enjoy Barocco. Per info e prenotazioni sugli spettacoli, è possibile contattare, anche su whatsapp, i numeri 328 2553313, 339 3234452, 329 1421719, 3384920769 o scrivere a info@compagniagodot.it. Prenotazioni e prevendita online sul sito www.compagniagodot.it o presso la Maison GoDoT in Via G. Carducci, 265 a Ragusa dalle ore 17.00. È possibile usufruire della Carta del Docente e della Carta della Cultura e del Merito. È attiva una convenzione per gli studenti iscritti all’Università di Catania.
12 aprile 2026ufficio stampa
Michele Barbagallo per MediaLive