Addio vincolo territoriale nel Transizione 5.0 L'attuativo alle battute finali - redigo.info

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di Redigo.info

L’attuativo della Transizione 5.0 che è in arrivo elimina tanto il vincolo territoriale “made in EU” quanto quello verso nuove comunicazioni obbligatorie.

Il confronto tra i Ministeri (Imprese ed Economia) si chiude: dopo mesi di stallo, si entra ora nella fase conclusiva. La rimozione del controverso vincolo “made in EU”, formalizzata con il decreto fiscale del 27 marzo scorso, ha sbloccato l’iter. Il testo aggiornato, ora in via di firma, sarà trasmesso alla Corte dei conti e, com’è consuetudine, successivamente pubblicato sul sito del MIMIT, con avviso in Gazzetta Ufficiale.

L’apertura delle domande comporterà un ulteriore decreto direttoriale: si prevede ancora un mese di attesa.

Eliminato il vincolo territoriale, cosa cambia?

Tre mesi dopo la prima bozza, la nuova versione del decreto cancellerebbe ogni riferimento al requisito territoriale che limitava gli acquisti ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. Una modifica cruciale, che restituisce piena operatività agli investimenti programmati dalle imprese e supererebbe una delle principali criticità segnalate da associazioni e operatori.

Resterebbe, all’opposto, confermato il vincolo europeo per i moduli fotovoltaici, già previsto da norme specifiche.

Il piano, inserito nell’ultima Legge di Bilancio (articolo 1, commi da 427 a 436) , incentiva gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. La misura utilizza lo strumento dell’iper-ammortamento, che sostituisce il credito d’imposta delle precedenti versioni del piano Transizione 4.0. L’incertezza normativa degli ultimi mesi ha però rallentato o congelato molti progetti, in attesa del quadro definitivo.

Comunicazioni obbligatorie al GSE: da un tre a un possibile quattro

La bozza originaria prevedeva tre comunicazioni obbligatorie tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), per ciascuna struttura produttiva:

  1. preventiva;
  2. di conferma;
  3. di completamento.

La nuova bozza introduce, però, una ipotesi aggiuntiva: una quarta comunicazione annuale, finalizzata al monitoraggio della spesa pubblica. Misura che, se confermata, aumenterebbe il carico amministrativo e non sarebbe accolta positivamente dalle imprese.

Contenuti delle comunicazioni: l’invio-incombenza dell’impresa

Le imprese dovranno trasmettere:

  • dati identificativi;
  • tipologia degli investimenti;
  • ammontare dei costi previsti.

Successivamente, entro 60 giorni dalla ricevuta positiva del GSE, occorre comunicare il pagamento dell’acconto minimo del 20%:

  • per i beni acquistati in proprietà: versamento di almeno il 20% del costo di acquisizione;
  • per i beni in leasing finanziario (novità della nuova bozza):
    • il requisito del 20% si considera soddisfatto con la stipula del contratto di leasing e con l’ordine di acquisto sottoscritto dalla società di leasing.

Questa precisazione era attesa: il leasing è uno strumento molto utilizzato per gli investimenti in beni strumentali.

Tempistiche: quando sarà operativo il decreto?

Una volta firmato dai Ministri, il decreto:

  1. passerà alla Corte dei conti;
  2. sarà pubblicato sul sito del Mimit;
  3. sarà annunciato in Gazzetta Ufficiale;
  4. richiederà un decreto direttoriale per l’apertura delle domande.

Le prime finestre utili potrebbero aprirsi non prima di maggio/giugno 2026, salvo ulteriori ritardi.

Restano in definizione alcuni aspetti tecnici, tra cui la possibile quarta comunicazione annuale di cui si è fatto cenno più sopra, ma la struttura complessiva della misura è oramai delineata. Il sistema produttivo attende ora la pubblicazione ufficiale, di modo che possano essere programmati con maggiore certezza gli investimenti dell’arco temporale 2026–2028.

dir. Alessia Lupoi
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