Siamo stati a un passo dal punto di non ritorno. Sebbene l’annuncio della tregua sia stato accolto con sollievo, resta forte lo scetticismo su una reale e immediata diminuzione dei prezzi dei carburanti e di conseguenza dei beni di prima necessità.
I dati recentemente diffusi da Banca d’Italia delineano uno scenario allarmante: in caso di prospettive avverse, i prossimi anni potrebbero essere caratterizzati da un PIL negativo e da un’inflazione altissima, trascinando l’Italia in una recessione economica prolungata e dolorosa.
Cosa aspetta il Governo a reagire? È urgente invertire la rotta prima che la crisi diventi irreversibile. Chiediamo misure strutturali, non semplici palliativi: bisogna ridisegnare il sistema energetico nazionale; abbassare accise e spostare gli oneri nella fiscalità generale; tassare gli extraprofitti; abbassare l’IVA sull’energia; incentivare le energie rinnovabili. Come Adoc, rivendichiamo da anni queste proposte.
Nonostante l’ulteriore proroga, sempre temporanea, del taglio delle accise, il Governo continua a muoversi nel perimetro di misure tampone, non sufficienti.