L’autore Giorgio Romagnoni spiega la genesi dell’opera all’interno di un laboratorio con bambini e ragazzi condotto con il metodo della scrittura collettiva usato da Don Milani
Tom e Gaia partono alla scoperta di un pianeta sconosciuto insieme alla gattina Marta a bordo della loro astronave. Dopo un atterraggio tutt’altro che morbido, si ritrovano sul Pianeta Fabry, che nessuno conosce ancora, dove incontrano gli abitanti del posto: Enrico, Laura, Marco e Giulia. Sono creature dall’aspetto singolare che reagiscono con diffidenza all’arrivo dei due sconosciuti e rinchiudono Tom e Gaia in una cella. Solo grazie al potere della gentilezza, i nostri riusciranno a rompere il ghiaccio, creando un canale di comunicazione con gli abitanti del pianeta. E a questo punto, sorpresa, i “fabriani” non solo sono tutti diversi tra loro, ma non ricordano neppure il proprio nome: si sono talmente immedesimati nella malattia di Anderson-Fabry che ciascuno di essi si identifica in un sintomo. È questa la trama del fumetto “Alla scoperta del Pianeta Fabry”, pubblicato all’interno del volume “Ti racconto la Fabry”, pubblicazione realizzata dall’Associazione Italiana Anderson-Fabry (AIAF APS) che, dalla diagnosi alle terapie, dalla vita quotidiana agli elementi psicologici, affronta tutti gli aspetti della malattia.
“Come gli altri linguaggi artistici il fumetto è uno strumento che cerca di portare attenzione su alcuni temi, in questo caso su una malattia rara come la malattia di Anderson-Fabry”, dice Giorgio Romagnoni, fumettista e formatore, autore delle strisce insieme ai bambini e ragazzi che, nel novembre 2023, hanno preso parte all’omonimo Campus “Ti racconto la Fabry”: una due giorni dedicata a pazienti e famiglie che, insieme a esperti, psicologi e artisti, hanno raccolto le testimonianze, gli approfondimenti e le riflessioni alla base della pubblicazione. “Spesso i fumetti vengono visti come materiale di svago per i giovani, ma in realtà esistono da quattro generazioni: il primo a leggerli a casa mia è stato mio nonno, e solo perché il mio bisnonno era cieco”, precisa l’autore.
“Invece il fumetto è uno strumento divulgativo che, proprio perché considerato un’arte minore, può raggiungere chiunque, attraverso il gioco e la fantasia”, prosegue Romagnoni, che da tempo lo impiega per promuovere la cittadinanza attiva e porta avanti il progetto “Il problema degli altri”, ispirato all’I care di don Lorenzo Milani. “Applico al fumetto il metodo della scrittura collettiva utilizzata da don Milani alla Scuola di Barbiana”, aggiunge. “Gianni Rodari diceva che la creatività è importante non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia più schiavo”. Ed è proprio attraverso la scrittura collettiva che “Alla scoperta del Pianeta Fabry” è nato durante i due giorni del Campus, grazie al laboratorio che lo stesso Romagnoni ha condotto con i ragazzi, affiancato da due psicologhe. “All’interno del laboratorio non abbiamo parlato esplicitamente della malattia Anderson-Fabry. Io ho dato solo l’incipit: ci sono due giovani astronauti che arrivano su un pianeta sconosciuto a bordo di una navicella spaziale. Il resto lo hanno fatto tutto i ragazzi da soli”.
E il bello, secondo il fumettista, è stato che alla fine i piccoli protagonisti sono riusciti a raccontare la Anderson-Fabry senza parlare apertamente della malattia “con una dinamica di gioco e quella finezza che solo i bambini sanno avere”. Dopo aver tratteggiato i due personaggi di Tom e Gaia, Romagnoni si è lasciato guidare dai ragazzi, che disegnavano insieme a lui e, nel contempo, facevano progredire la trama della storia. “I personaggi alieni sono nati dalla fantasia dei partecipanti al laboratorio”, sottolinea, “che attraverso queste figure esplicitavano tutta una serie di fatiche vissute per via della malattia: la difficoltà di esporsi, il disagio rispetto a chi concepivano come normale, la diffidenza verso chi non riesce a vederti e a riconoscerti”. Come se, una volta immaginati i due primi personaggi, tutti gli altri fossero nati spontaneamente dalla fantasia dei ragazzi. “Perché”, conclude l’autore, “quando lasci le persone libere di esprimersi, riconoscendo loro valore, importanza e dignità, nasce sempre qualcosa che ci sorprende. Qualcosa che desta stupore e meraviglia”.
“Alla scoperta del pianeta Fabry” e, in generale, tutto il volume “Ti racconto la Fabry” rappresentano il fulcro scelto quest’anno da AIAF per la propria campagna di sensibilizzazione nell’ambito del Fabry Awareness Month, che ricorre ogni anno in aprile. Ogni anno l’Associazione costruisce una campagna finalizzata al puntare i riflettori sulla malattia di Fabry, una patologia genetica invisibile, oltre che rara; e lo fa attraverso linguaggi originali – la musica, la graphic motion, il fumetto – proprio con l’obiettivo di parlare anche a chi non fa parte della propria comunità, raggiungendo quanta più popolazione possibile.