Spi Cgil: «Situazione drammatica da affrontare con interventi adeguati»
Venezia Mestre, 2 maggio 2026. Potremmo definirli “invisibili”, anche se il termine non sembra del tutto appropriato. Perché alcuni di loro sono indipendenti, escono di casa, fanno la spesa, si recano dal dottore o all’ospedale. Insomma, si fanno vedere, anche se non possono di fatto contare su nessuno. Ma ci sono anche i fragili o i non autosufficienti per i quali la vita può trasformarsi in un vero e proprio inferno quotidiano. Di certo, tutti rientrano in quella categoria di persone che rischiano di “andarsene” senza che nessuno se ne accorga, come purtroppo succede sempre più spesso in una società in cui spesso prevale l’individualismo.
Stiamo parlando degli oltre 17mila ultra75enni veneti (percentuale ricavata dal dato relativo al Nord-est Italia) che – secondo una recente indagine dell’Istat elaborata con i dati del 2023 e pubblicata lo scorso febbraio – vivono totalmente soli, senza familiari o parenti, amici o vicini su cui fare affidamento.
«Pensare che 17mila anziani siano completamente soli non può lasciarci indifferenti – commentano dalla segreteria dello Spi Cgil del Veneto -. Se consideriamo per esempio il tema della non autosufficienza c’è da chiedersi come facciano queste persone a svolgere anche le più elementari funzioni, soprattutto se economicamente impossibilitate a richiedere adeguata assistenza. Ma anche per un ultra75enne autonomo, recarsi per esempio all’ospedale da solo, magari utilizzando un mezzo pubblico o un taxi, può risultare difficile. Crediamo sia necessario che ogni Comune, grande o piccolo, monitori questi soggetti più che vulnerabili, fornendo quell’aiuto e quell’attenzione che non possono ricevere da nessun altro».
A livello territoriale, come intuibile, la solitudine colpisce di più gli ultra75enni che vivono in una città medio-grande. Qui il 3,5% è totalmente solo. Va meglio nelle zone rurali e nelle piccole città (2,5% per entrambe le aree), dove è anche più facile creare relazioni. In ogni caso, concludono dallo Spi regionale, «la solitudine delle persone anziane rientra fra quelle criticità che devono essere affrontate con una rete di solidarietà coordinata però dalle istituzioni pubbliche e dalla politica. Noi facciamo la nostra parte, come sempre, ma spetta a chi governa il territorio individuare gli interventi mirati e creare le condizioni ideali affinché nessuno nella nostra regione possa sentirsi abbandonato, senza alcun sostegno o supporto esterno».
Foto di Apostolos Vamvouras su Unsplash