Risonanze, silenzi, polifonie
Il volume raccoglie alcune riflessioni teoriche e metodologiche, ma anche letture di casi clinici o attraversamenti biografici che si misurano con una delle parti essenziali dell’essere umano: la voce. Nel suo complesso il volume rappresenta un incontro corale di sguardi disciplinari e di ricerca volti a portare all’attenzione quanto sia delicato, oltre che rilevante, il nostro rapporto con la voce. Parte interiore che ci identifica e mette in contatto con il mondo, che ognuno di noi percepisce come specchio dell’anima, nel suo cambiare continuamente essa è anche altro da noi. Ci sfugge, sentiamo di volerla educare, contenere, rendere incisiva, tacitare, gridare. Si rompe per l’emozione, trema per la commozione, diventa stridula se la tratteniamo, ne esce solo un filo se siamo indecisi. Oltre a essere parte di noi, la voce è anche un mezzo per interagire, lo strumento principe della comunicazione. Incide sul messaggio, guida l’interpretazione dell’informa- zione, fornisce le istruzioni per capire le intenzioni e le emozioni dell’emittente. La voce è dove si gioca, insieme allo sguardo, la possibilità di accogliere o respingere l’interlocutore, di conquistare la compliance. Può diventare anche uno strumento di aggressione, di prevaricazione e può spegnersi nel silenzio. Infine, attraverso le tecnologie mediali e l’IA, la voce diviene oggetto tecnico, qualcosa che si può posporre e sovrapporre, che si può ascoltare dopo e integrare ad altre modalità espressive, che si può alterare, che può sostenere conversazioni in scenari complessi.