“I punti fermi del nostro lavoro, che sono leggere la realtà alla luce dell’esperienza cristiana, con massima attenzione alle persone, non cambiano. A cambiare è invece tutto il resto, e guai a non stare al passo con i tempi” racconta Francesco Zanotti, direttore del settimanale Corriere Cesenate, che cinque anni orsono ha deciso di proporre sul territorio romagnolo un’esperienza editoriale molto innovativa, trasformando la testata – che dal mese di gennaio di quest’anno si stampa al CSQ di Erbusco (Bs) – “da diocesana a interdiocesana”.
Preso atto che le difficoltà della stampa locale non risparmiano nessuno, e tutti devono fare i conti con l’aumento vertiginoso dei costi e con il calo di copie vendute, si è deciso di accorpare in un unico progetto tre settimanali diocesani locali, con una tradizione ultracentenaria alle spalle, organizzandoli come fossero un’unica testata, ma lasciando loro la massima autonomia sui territori serviti, a cominciare dal nome della testata.
Da allora, il Corriere Cesenate – fondato nel 1911 – il Piccolo di Faenza – fondato nel 1899 – e Il Risveglio di Ravenna – fondato nel 1902 – vanno in distribuzione al giovedì come un unico settimanale, con tre testate diverse, ciascuno con otto pagine di contenuti comuni e un minimo sedici pagine di contenuti dedicati ai territori.
In totale una media di cinquantasei pagine a numero, con una diffusione media attorno alle diecimila copie.
“Abbiamo salvato il formidabile rapporto con il territorio di queste tre testate diocesane, salvato le redazioni locali, e mantenuto viva la comunicazione attraverso la stampa, salvando i bilanci editoriali e mettendo le basi per la sostenibilità degli anni a venire” sintetizza Zanotti, che in passato, ricoprendo la carica di Presidente nazionale della FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici – ha avuto modo di conoscere da vicino altre iniziative editoriali diocesane simili a questa – come Toscana Oggi, La Voce di Perugia, e Il nuovo amico di Pesaro.
È stato quasi naturale applicare il meglio di queste esperienze al territorio romagnolo. In pratica, ciò ha significato salvaguardare la tradizione del marchio editoriale, valorizzando al contempo le risorse umane locali. Non a caso, la testata unica Corriere Cesenate ha come vicedirettori i responsabili delle testate locali collegate, Samuele Marchi a Faenza e Daniela Verlicchi a Ravenna. Fra le scelte comunicative vincenti, quella di lasciare il nome delle testate locali dei territori di riferimento, salvo scrivere sotto, in piccolo, “edizione faentina” ed “edizione ravennate” del Corriere Cesenate, che resta l’unica casa editrice.
È possibile che presto un’altra testata diocesana locale aderisca a questa nuova iniziativa.
Dagli inizi di quest’anno il settimanale si stampa al CSQ di Erbusco (Bs). “A parte i rapporti con il consulente Angelo Giuliani, che ci segue da anni, al CSQ abbiamo trovato l’ambiente ideale per sviluppare il nuovo concetto editoriale. Quello che al primo incontro ci disse il Direttore generale Dario de Cian, ovvero che al CSQ non c’è nulla che non si possa fare, perché lo stabilimento è pronto ad affrontare insieme qualsiasi nuova sfida, rappresenta perfettamente il nostro punto di vista” spiega Zanotti.
Ed i fatti hanno poi dimostrato come, oltre alla qualità della stampa, alla puntualità assoluta nella consegna e a condizioni economiche eccellenti, i responsabili dello stabilimento abbiano effettivamente seguito passo a passo le necessità dell’editore, realizzando un unico settimanale con tre diverse testate. “Al CSQ abbiamo abolito la cellofanatura delle copie abbonati, grazie alla tecnologia che consente di scrivere direttamente in prima pagina nome, ed indirizzo, del destinatario”.
A parte le ovvie considerazioni sui risparmi, ha fatto piacere ridurre l’utilizzo delle materie plastiche, che unito all’impiego di carta riciclata certificata PEFC, come dichiarato nella gerenza, posiziona il settimanale diocesano fra le imprese che hanno a cuore l’ambiente. “Una volta al mese stampiamo l’inserto AgriRomagna”. Sono pagine interne, che si stampano con una numerazione romana, e possono essere estratte dal dorso principale. Raccontano il fascino, e la bellezza, di un territorio incastonato fra mare e montagne, al quale i romagnoli tengono in modo particolare, e che ha favorito, nel 2017, la nascita della campagna di comunicazione “Natura Spettacolo”, che dura ancora.
E questa passione per difendere i luoghi dove si vive, è un’altra, ottima ragione, per stampare al CSQ, uno stabilimento che da anni ha creduto, ed investito, su tecnologie e certificazioni green, a difesa del benessere di tutti.
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