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[5.5.2026] Zaccone Teodosi (IsICult): “Cinecittà ha violato la normativa sugli appalti, negli affidamenti diretti a One More Pictures, per la campagna “Cinema Revolution”, lo conferma l’Anac: incarichi illegittimi. Serve piena trasparenza nella gestione del sostegno pubblico alla cultura”

Il Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria Culturale IsICult, Angelo Zaccone Teodosi, segnala che “contrariamente a quanto dichiarato nei comunicati diramati da Cinecittà alle agenzie stampa”, questo è quanto si legge nella delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Anac, assunta dal Presidente Giuseppe Busia il 28 aprile 2026 e pubblicata ieri 4 maggio: “l’affidamento contraddice i principi a base della normativa in materia di appalti pubblici che, soprattutto per gli affidamenti sopra soglia comunitaria, postulano la selezione dell’appaltatore all’esito di uno specifico confronto competitivo tra diversi concorrenti. Nel caso di specie, non si è svolto nessun tipo di confronto competitivo e la scelta dell’aggiudicatario/appaltatore è stata fatta in modo diretto, senza l’osservanza dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento che governano i contratti pubblici”.
Precisa l’Anac che “nonostante l’illegittimità dell’affidamento diretto per superamento della soglia normativamente prevista appaia assorbente, tuttavia, per ragioni di completezza deve rilevarsi che Cinecittà ha palesemente violato l’attuale art. 49 del Decreto Legislativo n. 36/2023, che prevede il divieto di affidare al medesimo contraente commesse rientranti nella stessa categoria di opere. In altre parole, l’assenza di rotazione nel caso di specie affiora laddove si consideri che la One More Pictures srl è risultata affidataria di due commesse afferenti alla medesima prestazione e a distanza di appena 6 mesi”.
L’Anac ritiene che: Cinecittà S.p.a. sia qualificabile come organismo di diritto pubblico ai fini della soggezione al Codice dei Contratti Pubblici; difettano i presupposti normativi per i due affidamenti diretti disposti a favore della società One More Pictures s.r.l. (rispettivamente per 300.000 e 350.000 euro), e ciò ha comportato l’“alterazione del regolare confronto concorrenziale tra gli operatori economici del mercato di riferimento”; l’Anac raccomanda alla Stazione Appaltante di tenere conto, anche pro futuro, delle osservazioni dell’Autorità e di “provvedere ad un’applicazione rigorosa della disciplina di settore.
“Evidente è che Cinecittà s.p.a. ha affidato incarichi a One More Pictures s.r.l. (la ex società di Manuela Cacciamani, presidente di Cinecittà dal luglio 2024) per complessivamente 650.000 euro violando la normativa sugli appalti pubblici: la notizia è eclatante, correlata alla perdurante opacità dei cosiddetti ‘progetti speciali’ che il Ministero della Cultura assegna direttamente a Cinecittà, inclusa la campagna ‘Cinema Revolution’ promossa dalla Sottosegretaria Lucia Borgonzoni: serve piena trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche per la cultura”, sostiene il Presidente dell’IsICult. “È una questione rilevante per tutto il sistema culturale italiano, perché riguarda il modo in cui vengono gestite risorse pubbliche, discrezionalità ministeriale, società partecipate e iniziative di promozione del cinema. Serve una stagione nuova di trasparenza nella gestione del sostegno pubblico alla cultura”, conclude Zaccone Teodosi. La stazione appaltante è tenuta a comunicare all’Autorità le determinazioni al riguardo assunte, entro il termine trenta giorni. La delibera Anac è comunque conclusiva e Cinecittà sta valutando se ricorrere al Tar per provare a farla annullare.

Roma, 5 maggio 2026.

Link al provvedimento Anac pubblicato il 4 maggio 2026

https://www.anticorruzione.it/-/delibera-n.-156-del-22-aprile-2026

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