L’Associazione Luca Coscioni: “Così si negano i diritti essenziali”
L'Associazione Luca Coscioni denuncia il grave ritardo del Governo nell'adozione e nella piena attuazione del nuovo Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2025-2027 e del relativo decreto di riparto del Fondo.
Come emerso dall'interrogazione parlamentare avanzata da Boschi e altri, discussa alla Camera dei Deputati lo scorso 7 aprile, il precedente Piano è scaduto il 31 dicembre 2024. Nonostante l'intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni il 18 marzo 2026, gli atti necessari per il nuovo Piano non risultano ancora efficaci, né le risorse concretamente disponibili per le Regioni. La stessa Ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ha confermato che l'iter è tuttora in corso.
“Non si tratta di un ritardo formale: senza pianificazione e senza certezze finanziarie, Regioni ed enti locali non possono programmare i servizi”, dichiara Rocco Berardo, Coordinatore delle iniziative sui diritti delle persone con disabilità dell'Associazione Luca Coscioni. “In molti territori questo si traduce già nel blocco o nella limitazione di interventi essenziali, con nuove persone che, pur in condizioni di gravissima disabilità, non riescono ad accedere ai sostegni. Si crea così una situazione inaccettabile in cui chi ha bisogno oggi resta escluso, mentre i diritti diventano incerti e diseguali”.
Filomena Gallo, avvocato e Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni, aggiunge: “In uno Stato democratico e solidale, come previsto dalla nostra Costituzione, le persone con disabilità grave devono avere la priorità nella pianificazione degli interventi di sostegno e assistenza. La mancata adozione del Piano della Non Autosufficienza, dopo tutti questi mesi, equivale a una grave incapacità di governare le urgenze del Paese e si traduce, di fatto, nella negazione dei diritti fondamentali”.
L'Associazione Luca Coscioni, affiancandosi alle denunce delle altre organizzazioni del settore, chiede l'immediata adozione degli atti necessari per l'approvazione del Piano, la piena operatività del Fondo e la garanzia di continuità e accesso alle misure, senza ulteriori ritardi.