Medici di base, nel veronese 403 incarichi vacanti, 64 in più del giugno 2025 - SPI CGIL Veneto

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La sensazione è quella di tentare di svuotare il mare con una tazza: nel promuovere il nuovo bando 2026 per medici di base, pubblicato lo scorso 14 aprile con termine per la presentazione delle domande in scadenza proprio in questi giorni, Azienda Zero ha aggiornato il conto degli incarichi vacanti. Il territorio veronese ne conta ben 403, vale a dire 64 in più rispetto all’ultimo bando del 2025 che si era chiuso a giugno dell’anno scorso con 339 incarichi rimasti vacanti. In precedenza, ad aprile 2025, gli incarichi vacanti erano 354. Tutti numeri indicativi di una condizione che, anziché migliorare, tende ad incancrenirsi, malgrado le riforme in atto.

Non esistono dati comparabili prima di aprile 2025, dal momento che a partire da quella quella data i bandi di Azienda Zero sono destinati alla nuova figura di medico di ruolo unico di medicina generale, che cambia notevolmente le carte in tavola. Tuttavia la tendenza sembra ripercorrere i vecchi schemi, con pochissime risposte ai bandi, per lo più provenienti da corsisti e diplomati recenti, mentre scarsa è la mobilità tra i medici di ruolo o quelli iscritti alle graduatorie regionali.

E’ utile ricordare che il ruolo unico di medicina generale riguarda medici di base ed ex guardie mediche raggruppati nella nuove Aft, aggregazioni funzionali territoriali. Le Aft non sono dei luoghi fisici ma delle reti territoriali alle quali i medici devono obbligatoriamente appartenere, le quali dovrebbero fungere da base organizzativa per assicurare al territorio di riferimento continuità assistenziale, gestione delle cronicità e delle patologie a lungo termine, integrazione ed efficienza organizzativa per distretti ed ambulatori.

In questo disegno di riforma, le case della comunità, hub e spoke, dovrebbero rappresentare i bracci operativi. E’ noto, tuttavia, che ad oggi nel veronese le case della comunità non sono state completate e rischiano di diventare scatole tristemente vuote o addirittura date in appalto a privati. Questi sono alcuni dei temi che affronta la raccolta di firme promossa dalla Cgil per la legge di iniziativa popolare sulla sanità.

La nuova struttura è inoltre fragile dalle fondamenta, dal momento che non solo mancano i medici, ma non è ancora stato definito come e in che forma questi entreranno nelle case di comunità.

La carenza di medici si fa sentire in particolare nel primo distretto (città, Lessinia e prima cintura metropolitana) con 138 posti vacanti e buchi macroscopici di una trentina di posti vacanti in seconda, terza e quinta Circoscrizione. Pesantemente colpito anche il quarto distretto (zona lago e primo entroterra) con 122 posti vacanti e voragini importanti di una ventina di posti nel basso Garda veronese, nel villafranchese e nella zona di Bussolengo-Pescantina. Va appena un po’ meglio nel secondo e terzo distretto (rispettivamente est e bassa veronese) con carenze importanti attorno ai capoluoghi di San Bonifacio e Legnago.

Adriano Filice, segretario generale Spi Cgil Verona

DistrettoIncarichi vacanti
Dist. 1138
Dist. 266
Dist. 377
Dist. 4122
Totale403
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SPI Ufficio Stampa