L'inflazione complessiva dei paesi OCSE sale al 4% - Format Research

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 Su base annua, nei paesi OCSE, l’ inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo, è salita al 4,0% a marzo 2026, rispetto al 3,4% di febbraio, a causa di un aumento di 8,6 punti percentuali dell’inflazione energetica.

L’inflazione su base annua nei paesi OCSE, misurata dall’indice dei prezzi al consumo (IPC), è salita al 4,0% a marzo 2026, rispetto al 3,4% di febbraio, trainata da un aumento di 8,6 punti percentuali (pp) dell’inflazione energetica (Tabella 1 e Figure 1 e 2). Quella complessiva è aumentata nella maggior parte dei paesi OCSE (33 su 37 con dati mensili disponibili), è rimasta sostanzialmente stabile in due ed è diminuita in Slovenia e Turchia.

A marzo, l’inflazione energetica su base annua nei paesi OCSE ha raggiunto l’8,1%, il livello più alto da febbraio 2023. È aumentata nella maggior parte dei paesi OCSE (32 su 35 con dati disponibili), con sette paesi che hanno registrato un’inflazione energetica a due cifre. È rimasta sostanzialmente stabile in Colombia ed è diminuita solo in Costa Rica e Slovenia. L’inflazione alimentare nei paesi OCSE è diminuita, con cali registrati in due terzi dei paesi OCSE. Quella di base (inflazione al netto di alimentari ed energia) è rimasta sostanzialmente stabile.

L’inflazione generale nel G7

A marzo, l’inflazione generale su base annua nel G7 è salita al 2,8% dal 2,1% di febbraio, riflettendo principalmente un aumento di 10 punti percentuali dell’inflazione energetica, che ha raggiunto l’8,2%. L’inflazione è aumentata in tutti i paesi del G7, con incrementi pari o superiori a 0,8 punti percentuali in Francia, Germania e Stati Uniti. L’inflazione energetica ha superato il 7,0% in Francia e Germania e ha raggiunto il 12,5% negli Stati Uniti. Nonostante gli aumenti, l’inflazione energetica è rimasta negativa in Giappone, dove erano in vigore sussidi governativi, così come in Italia. Sebbene il contributo dei prezzi dell’energia all’inflazione generale sia aumentato in tutti i paesi del G7, l’inflazione di base è rimasta il principale fattore determinante dell’inflazione generale nel G7 (Figura 3).

Area dell’euro

Nell’area dell’euro, l’inflazione complessiva su base annua, misurata dall’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IPCA), è salita al 2,6% a marzo, rispetto all’1,9% di febbraio, raggiungendo il livello più alto da luglio 2024. L’inflazione energetica è aumentata bruscamente al 5,1%, il primo dato positivo da febbraio 2025. Al contrario, l’inflazione alimentare è scesa al 2,2%, il tasso più basso da febbraio 2025, mentre l’inflazione di base è rimasta sostanzialmente stabile al 2,3%. La stima preliminare di Eurostat indica un ulteriore aumento dell’inflazione complessiva nell’area dell’euro ad aprile, al 3,0%, trainato principalmente da un forte aumento dell’inflazione energetica, al 10,9%, mentre si stima che l’inflazione di base sia rimasta sostanzialmente stabile al 2,2%.

Nei Paesi del G20

Nel G20, l’inflazione complessiva su base annua è aumentata al 4,0% a marzo, rispetto al 3,7% di febbraio. È diminuita di 1,3 punti percentuali in Indonesia dopo tre mesi consecutivi di crescita, e si è registrata una flessione in Argentina e Cina, seppur in misura minore. L’inflazione è aumentata in Brasile e India, mentre è rimasta sostanzialmente stabile in Arabia Saudita e Sudafrica (Tabella 2).

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