7 Maggio 2026 – Sono partiti con i figli, o li hanno messi al mondo all’estero. Hanno vissuto in Germania, nel Regno Unito, in Francia, in Svizzera, negli Stati Uniti o in decine di altri Paesi nel mondo. E poi, a un certo punto, hanno scelto di tornare. Di rifare le valigie, questa volta in direzione Italia: e ricominciare da qui, con bambini e ragazzi cresciuti almeno in parte con un altro sistema scolastico, un’altra lingua, un altro modello di welfare.
Chi sono questi genitori “ex expat”? Cosa li ha spinti a rientrare? Come stanno? Sono contenti della scelta che hanno fatto? E soprattutto: che Italia hanno trovato, al ritorno, rispetto a quella che avevano lasciato? Un’Italia a misura di famiglia?
A queste domande prova a rispondere una nuova ricerca, appena avviata dalla giornalista Eleonora Voltolina – autrice del libro “Crescere Expat”, uscito a febbraio per Tau Editrice – con il sostegno della Fondazione Migrantes.
Il questionario online (https://bit.ly/ricerca-famiglie-rientrate-da-estero) resterà aperto fino a giugno 2026: chiunque abbia almeno un figlio o una figlia under 25 e sia rientrato a vivere in Italia dopo un periodo all’estero con la propria famiglia può partecipare, in modo completamente anonimo.
Il contesto: un fenomeno grande, ancora poco studiato
Negli ultimi vent’anni, tra il 2006 e il 2024, sono tornati a vivere in Italia circa 827mila connazionali; quasi 114mila nel solo biennio 2023-2024 – i dati provengono dal Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. I Paesi da cui si rientra di più sono il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, la Francia e gli Stati Uniti. Le mete preferite al ritorno sono Lombardia, Lazio, Sicilia, Veneto, Piemonte. Oltre tre quarti di chi rientra ha meno di cinquant’anni, con un’età media di trentacinque: e alcuni di loro hanno figli al seguito.
Eppure le famiglie che rientrano dall’estero restano ancora oggi largamente invisibili alla ricerca e al dibattito pubblico. Non esistono studi sistematici sulla loro esperienza, sulle difficoltà che incontrano, sulle loro aspettative e su quanto esse vengano confermate o deluse dalla realtà italiana. Proprio questo vuoto la nuova ricerca si propone di colmare.
Perché questa ricerca
«Dopo aver tanto parlato di presenza all’estero è tempo di parlare dell’Italia rinnovata, arricchita dall’esperienza estera, plasmata dal progetto migratorio» dice la ricercatrice Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes: «Il più grande desiderio della ricerca sociale oggi dedicata all’Italia e agli italiani è quello di poter parlare di rientri, di poter dare indicazioni numeriche e di raccontare le storie di chi è rientrato. Chi torna non è mai la stessa persona, lo stesso professionista, la stessa famiglia che è partita. Si tratta di persone diverse per visione, bagaglio culturale, esperienze professionali. La loro presenza ci costringe a riconoscerci un paese internazionale protagonista oggi dell’epoca delle migrazioni».
«Questa ricerca non nasce solo dal desiderio di raccogliere dati» conferma Eleonora Voltolina: «Nasce dalla consapevolezza che le famiglie ex expat portano con sé uno sguardo molto particolare sull’Italia: uno sguardo che viene dall’aver vissuto altrove, dall’aver sperimentato sistemi diversi. Sono persone che hanno un doppio metro con cui valutare la realtà. Questo doppio metro è prezioso, sia per la ricerca sia per il dibattito pubblico».
Chi può partecipare
Possono compilare il questionario tutti i genitori — in coppia o single, con partner italiano o straniero, con figli biologici o adottivi — che abbiano almeno un figlio o una figlia al di sotto dei 25 anni e che siano rientrati a vivere in Italia dopo aver vissuto con la propria famiglia all’estero.
Restano esclusi dalla rilevazione coloro che non avevano figli durante il periodo di residenza all’estero, e che ne hanno avuti solo dopo il rientro in Italia; così come chi è tornato in Italia quando i figli erano già adulti e non li hanno quindi seguiti nel trasferimento; o chi per altre ragioni è tornato senza i figli.
La ricerca è aperta a famiglie di qualsiasi configurazione e composizione: coppie partite dall’Italia già con figli, famiglie formate all’estero, nuclei che si sono allargati durante gli anni di espatrio: «Ogni voce che riusciremo a raccogliere contribuirà a costruire un quadro più ricco e più vero» sottolinea Voltolina.
I risultati della ricerca verranno elaborati e presentati al pubblico, e verranno pubblicati in un saggio del Rapporto Italiani nel Mondo 2026 della Fondazione Migrantes.
🔗 Il questionario è disponibile al link: https://bit.ly/ricerca-famiglie-rientrate-da-estero