Nel mese di maggio 2026 sono previste in provincia di Modena 6.240 assunzioni; per una quota pari al 60% delle entrate viene richiesta esperienza specifica; le ricerche di giovani under 30 rappresentano il 35% totale, mentre le assunzioni di immigrati sono pari al 33%. Sale al 18% la quota di imprese che intendono assumere ma resta preoccupante la difficoltà di reperimento, visto che le imprese faticano a trovare un quasi un candidato su due.
Questi i primi risultati elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati diffusi dal Sistema informativo Excelsior, promosso da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L'incertezza sulle attuali prospettive economiche non sembra ripercuotersi sulle previsioni di assunzione formulate dalle imprese della provincia di Modena, dato che a maggio presentano un balzo rispetto al mese precedente del +20,5%. Anche in Emilia-Romagna si registra un aumento seppur più contenuto (+11,5%) così come in Italia nel complesso (+8,8%).
Anche l'analisi trimestrale conferma il trend sostenuto delle assunzioni: a Modena le imprese prevedono 19.620 ingressi nel periodo maggio-luglio 2026 con un incremento del +11,5% rispetto a quanto rilevato nei mesi da febbraio ad aprile. La tendenza su base regionale e nazionale è, peraltro, ancora più dinamica.
Circa i settori economici, nel mese di maggio la manifattura modenese assorbe in valore assoluto il maggior numero di assunzioni (1.700 lavoratori) con una quota del 27,3% sul totale, a cui seguono i servizi alle imprese che raggiungono il 17,2% con 1.070 entrate. Tuttavia, i settori che mostrano i più alti incrementi sono l'agricoltura e il comparto ricettivo (alloggio e ristorazione), visto l'avvio delle stagioni turistica e agraria.
Circa la dimensione aziendale, le assunzioni si concentrano nelle imprese fino a 49 addetti.
Le professioni che registrano i maggiori incrementi di entrate in valore assoluto sono gli addetti alle attività commerciali e di servizio (+330), gli operai specializzati (+290), i conduttori di impianti e macchinari (+150) e le professioni non qualificate (+250).
In analogia con questi dati, il titolo di studio più ricercato nelle nuove assunzioni di maggio è la qualifica professionale, che registra un incremento del +26,6% rispetto ad aprile. Ma il dato da evidenziare è il boom di ingressi (+53,1%) di personale destinato a mansioni per le quali non è richiesto alcun particolare titolo formativo, che arrivano a rappresentare quasi un quarto del totale ingressi del mese.
Inoltre, rimangono pressoché stabili le quote di assunzione per categoria di contratto, confermando un mondo del lavoro caratterizzato da instabilità, in cui solo il 18% dei contratti viene stipulato a tempo indeterminato, mentre la parte restante è con contratti temporanei, la maggior parte dipendenti a tempo determinato (49%). Unica eccezione è il contratto di apprendistato, che viene trasformato in tempo indeterminato nella gran parte dei casi; tuttavia, rimane abbastanza residuale in quando ricopre solamente il 6% del totale.
Resta elevata la difficoltà di reperimento di specifiche figure professionali ricercate dalle imprese, presente in quasi la metà delle ricerche di personale. A maggio la classifica dei lavoratori introvabili per percentuale di difficoltà è guidata dai conduttori di macchine movimento terra, seguiti da: operatori della cura estetica, docenti di scuola primaria e pre-primaria, analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni e tecnici della salute.
In sintesi, Excelsior traccia il quadro di un mercato del lavoro dinamico in cui le occasioni di trovare un'occupazione, seppur probabilmente precaria, non mancano. Le assunzioni sono in aumento, soprattutto nelle piccole imprese, ma sussiste una dicotomia: se da una parte si ricerca sempre più personale non qualificato, dall'altra si conferma un grave mismatch che riguarda specifiche figure professionali con specializzazioni diventate ormai quasi introvabili.