Intervista al Direttore Generale Luca Filippone. «L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una cultura diffusa della sostenibilità, rafforzando le iniziative dedicate ai giovani e alla cultura alimentare»
Nata nel 1828 a Torino, Reale Mutua è oggi la più importante compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. «Essere una mutua significa avere soci da proteggere, non azionisti da remunerare: una differenza sostanziale che orienta naturalmente le nostre scelte verso il lungo periodo e verso la creazione di valore per le comunità e i territori in cui operiamo» spiega il Direttore Generale Luca Filippone. Anche da questa visione, dalla convinzione cioè che «il benessere delle persone nasce dall’equilibrio tra territorio, ambiente, economia e comunità», nel 2018 è partita la collaborazione con Slow Food Italia, di cui Reale Mutua è Sostenitore Ufficiale. «Per una compagnia come la nostra, radicata nei territori e attenta al benessere collettivo, è stata una partnership naturale e in linea con la nostra idea di economia sociale» assicura Filippone.
Facciamo un passo indietro, alle origini. Reale Mutua ha quasi 200 anni di storia: quali sono i valori fondanti che vi hanno guidato fino ad oggi?
Reale Mutua nasce a Torino nel 1828 come società mutualistica e questo principio continua ancora oggi a rappresentare il cuore della nostra identità. Nel corso di quasi due secoli abbiamo attraversato profonde trasformazioni economiche e sociali, ma i valori che ci guidano sono rimasti gli stessi: responsabilità, protezione, attenzione alle persone e forte radicamento nei territori.
Che cosa significa essere una mutua nella società di oggi?
La mutualità non è un modello del passato, ma una risposta estremamente attuale alle esigenze di una società sempre più complessa: oggi continua a dimostrare tutta la sua modernità, perché consente di coniugare solidità economica e responsabilità sociale. In questo contesto anche il concetto di protezione sta evolvendo. Non si tratta più soltanto di offrire coperture assicurative, ma di accompagnare le persone lungo le diverse fasi della vita attraverso servizi e strumenti concreti che aiutino a vivere meglio e in maggiore sicurezza. È questa la grande sfida di un modello mutualistico che ha radici antiche ma fronde sempre verdi.
Quali sono i presupposti della collaborazione con Slow Food?
La collaborazione con Slow Food nasce si fonda su una forte affinità di valori e una chiara visione condivisa: il benessere delle persone nasce dall’equilibrio tra territorio, ambiente, economia e comunità. Per una compagnia come la nostra, radicata nei territori e attenta al benessere collettivo, è stata una partnership naturale e in linea con la nostra idea di economia sociale.
Quali valori, condivisi da Slow Food e da Reale Mutua, sono stati fondamentali nel lavoro di collaborazione di questi anni?
Il primo è sicuramente il senso di responsabilità verso la comunità, che si mostra sia nella missione di Slow Food nel promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta, sia nel nostro lavoro quotidiano nell’offrire sicurezza e protezione alle persone. Un altro elemento fondamentale è la centralità dei territori, che per Slow Food significa valorizzare le filiere locali e la biodiversità, mentre per Reale Mutua vuol dire essere una realtà capillare vicina alle persone e alle imprese, un’azienda che restituisce alle comunità dei territori in cui opera parte del profitto che ha generato. Infine, condividiamo una visione culturale del benessere, inteso non come una dimensione individuale, ma come un equilibrio tra persone, ambiente e sviluppo economico. Per noi sostenere iniziative culturali e sociali significa contribuire concretamente alla crescita e alla vitalità delle comunità.
Un tema centrale della collaborazione è il rapporto tra cibo e salute. Perché, dal punto di vista di una compagnia assicurativa, il tema della salute e della prevenzione è importante?
Oggi il ruolo di una compagnia assicurativa non può limitarsi al momento del sinistro. Dobbiamo accompagnare le persone prima, aiutandole a prevenire i rischi e a vivere meglio. In questo scenario, la prevenzione assume un ruolo sempre più strategico, anche attraverso la promozione di stili di vita sani e il cibo è uno dei fattori più rilevanti. Favorire una maggiore consapevolezza alimentare significa contribuire al benessere delle persone e alla sostenibilità del sistema sanitario. In questa direzione si inserisce anche il recente accordo per l’acquisizione di Lifenet, uno dei principali gruppi di sanità privata in Italia, che rappresenta un passaggio importante nel percorso di evoluzione del nostro gruppo nel campo della salute. L’obiettivo è integrare competenze assicurative e servizi sanitari, costruendo un ecosistema che accompagni le persone e la loro salute sui tre assi principali: prevenzione, protezione e cura.
Quali progetti state sviluppando in ambito wellbeing?
Negli ultimi anni abbiamo sviluppato un percorso che ha reso il wellbeing nella nostra azienda una componente centrale della nostra strategia, in coerenza con la natura mutualistica del gruppo. Mettere al centro le persone significa andare con i nostri dipendenti oltre la protezione tradizionale e occuparsi della qualità della loro vita: dalla salute alla prevenzione fino all’equilibrio tra vita privata e lavoro. Questo si traduce in azioni concrete, come programmi di prevenzione sanitaria, supporto psicologico, iniziative per il work-life balance e percorsi di educazione alimentare, anche in collaborazione con Slow Food, per promuovere maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane. Il passo successivo è rafforzare ulteriormente questa visione, integrando sempre di più wellbeing, salute e servizi in un ecosistema capace di accompagnare le persone nel tempo, con un’attenzione crescente alla prevenzione e alla personalizzazione.
Perché avete puntato sull’educazione alimentare?
Perché l’alimentazione è uno dei pilastri fondamentali della salute e della qualità della vita. Lavorare su questo tema significa intervenire in modo concreto sulla prevenzione, ma anche contribuire a diffondere una cultura della salute più consapevole e duratura. L’idea è stata proprio quella di superare una logica puramente assistenziale, per promuovere un approccio più responsabile e informato, capace di accompagnare le persone nelle scelte di ogni giorno. Aiutare a mangiare meglio, a conoscere ciò che si consuma e a comprendere l’impatto delle proprie abitudini significa agire in profondità sul benessere individuale e collettivo. Spesso sono proprio i piccoli comportamenti quotidiani a fare la differenza nel lungo periodo, ed è su questa dimensione concreta che abbiamo scelto di investire, portando questi principi anche all’interno dell’esperienza aziendale.
Qual è il percorso che state seguendo?
È un percorso graduale ma molto strutturato. Stiamo lavorando su diversi livelli: informazione, educazione, servizi e iniziative concrete che coinvolgono direttamente i dipendenti. L’obiettivo non è imporre modelli ma creare consapevolezza, offrendo strumenti utili per migliorare il proprio stile di vita e rafforzare una cultura diffusa del benessere che possa avere effetti positivi anche al di fuori dell’azienda. Nel progetto che portiamo avanti con Slow Food organizziamo incontri, laboratori del gusto, team building in cucina: durante ogni evento educhiamo le persone a distinguere gli ingredienti, le lavorazioni, i frutti di colture o allevamenti rispettosi dell’ambiente e di coloro che lavorano nelle aziende produttrici. Insegniamo a non sprecare gli alimenti, facendoli rivivere in ricette gustose e salutari. Per coerenza e fedeli all’ispirazione di Slow Food, che ci ricorda che il cibo è innanzitutto piacere e convivialità, abbiamo rivisto tutta l’offerta di cibo all’interno dell’azienda, dal contenuto delle vending machine ai menù del ristorante aziendale e della caffetteria. Le pause diventano così momenti piacevoli in compagnia di colleghe e colleghi, momenti durante i quali ci stiamo curando della nostra salute fisica, del nostro benessere relazionale e allo stesso tempo dell’ambiente e del tessuto produttivo del territorio.
Possiamo dunque dire che si tratta di un programma che tiene insieme tutto ciò che è a noi caro in termini valoriali, nella speranza che le nostre persone godano dei benefici o contribuiscano, attraverso il loro circuito di relazioni, a diffondere benessere nella collettività.
In che modo è possibile conciliare il benessere delle persone con le esigenze di business e creando valore per entrambi?
In realtà non c’è contraddizione. Investire nel benessere delle persone significa investire nella qualità del lavoro, nella motivazione e nella capacità dell’organizzazione di affrontare le sfide del futuro. Un’impresa che mette al centro le persone è anche un’impresa più solida e più capace di creare valore nel tempo.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi che vi piacerebbe sviluppare insieme a Slow Food per continuare a generare un impatto positivo sulle persone e sulla comunità?
Il nostro obiettivo è continuare a lavorare su progetti che uniscano sostenibilità, educazione e comunità. In particolare, ci interessa rafforzare le iniziative dedicate ai giovani e alla cultura alimentare, perché la sostenibilità passa anche dalla conoscenza e dalla consapevolezza delle nuove generazioni. Allo stesso tempo, vogliamo lavorare sempre di più su progetti che mettano in relazione benessere, salute e territorio, valorizzando le filiere locali e promuovendo stili di vita più consapevoli. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una cultura diffusa della sostenibilità, capace di coinvolgere persone, imprese e comunità in modo concreto. In questa prospettiva, la collaborazione con Slow Food rappresenta per noi un laboratorio continuo di idee e iniziative, con cui continuare a generare un impatto positivo e duraturo sul tessuto sociale ed economico del Paese.
Avete un ruolo centrale anche durante eventi internazionali Slow Food, come Terra Madre Salone del Gusto. Quale opportunità dà una manifestazione del genere a una realtà come la vostra?
Eventi come Terra Madre Salone del Gusto rappresentano un laboratorio straordinario di idee e di relazioni, poiché riuniscono produttori, istituzioni, imprese e cittadini attorno a un grande tema comune: il futuro del sistema alimentare, in chiave sostenibile e responsabile. Per una compagnia come la nostra, che pone sempre al centro la dimensione umana, partecipare attivamente a queste manifestazioni è fondamentale, perché ci consente di dialogare con queste comunità e contribuire alla costruzione di una visione condivisa. Per questo motivo, la nostra presenza non è solo istituzionale, ma si traduce in un contributo concreto ai contenuti e alle iniziative, attraverso spazi di confronto, momenti di approfondimento e attività dedicate ai temi del benessere e della prevenzione.