CONVOLGI.net: la partecipazione che diventa scelta, la solidarietà che diventa azione, la cittadinanza che diventa responsabilità - Solidarietà e Cooperazione CIPSI

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Di Giuseppe Pica e Lorella Pica

C’è un momento, alla fine di ogni progetto, in cui ci si accorge che ciò che resta è molto più di ciò che si era
immaginato all’inizio. Non sono i numeri, non sono i report, ma le tracce lasciate nelle persone, nei territori,
nelle relazioni. È esattamente la sensazione che accompagna oggi Coinvolgi.net, mentre si avvicina alla sua
conclusione. Un progetto nato dentro la rete del CIPSI, dall’incontro tra realtà diverse che hanno scelto di
lavorare insieme e che, strada facendo, hanno scoperto che il vero risultato non era solo negli obiettivi
raggiunti, ma nel modo in cui quei risultati sono stati costruiti.


All’inizio c’era un’idea chiara, sostenuta dal finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:
promuovere tra i giovani una cultura della convivenza responsabile e della cittadinanza attiva. Ma, come
spesso accade quando si lavora davvero nei territori, la realtà ha allargato il perimetro. Attraversando l’Italia,
entrando nei luoghi di aggregazione giovanile – scuole, centri, spazi informali, periferie – il progetto ha
incontrato molto più di quanto previsto. Ha incontrato volti, storie, resistenze e possibilità. E lì ha iniziato a
trasformarsi.
Non si è trattato solo di organizzare attività. I laboratori, la formazione, le esperienze di volontariato sono
stati strumenti. Il cuore è stato l’incontro. Giovani che si avvicinavano con curiosità, a volte con diffidenza, e
che poco alla volta sceglievano di restare. Partecipavano, proponevano, si assumevano responsabilità. In
molti casi, quello che sembrava un semplice percorso è diventato un passaggio di consapevolezza: da
spettatori a protagonisti, da presenza occasionale a impegno concreto.


Questa capacità di generare coinvolgimento reale non è casuale. È il frutto di un metodo, quello della rete
CIPSI, che non impone modelli ma costruisce condizioni. Non porta soluzioni già pronte, ma attiva processi.
Ed è proprio in questo che il progetto ha trovato la sua forza: nel rendere i territori non solo destinatari, ma
parte attiva del cambiamento.
Allo stesso tempo, Coinvolgi.net è stato anche un banco di prova per le stesse organizzazioni coinvolte.
Lavorare insieme non è mai semplice. Significa confrontarsi, trovare linguaggi comuni, attraversare
differenze. Ma è proprio in questo spazio che la rete si è rafforzata, diventando più coesa, più concreta, più
capace di incidere. Il CIPSI, in questo percorso, ha svolto un ruolo essenziale: non solo come soggetto
promotore, ma come spazio vivo di connessione e crescita condivisa.


La conclusione del progetto non sarà un atto formale, ma un momento carico di significato. Coinvolgi.net si
chiuderà con un campo di volontariato a Palermo, dal 21 al 23 maggio 2026, presso il Giardino di Borgo
Molara. Non è una scelta neutra. Quelle sono le giornate in cui il Paese ricorda la legalità, la memoria delle
vittime di mafia, la necessità di una responsabilità collettiva che non sia solo parola.
Chiudere il progetto in quei giorni significa dire con chiarezza che la partecipazione giovanile non è un
esercizio astratto. È un atto di costruzione civile. È un modo concreto di abitare la legalità, non come ricordo,
ma come pratica quotidiana. In un luogo che rappresenta un percorso di riscatto e restituzione alla comunità, giovani provenienti da diversi territori si incontreranno per condividere esperienze, restituire quanto vissuto e, soprattutto, rilanciare.


Perché è proprio questo il punto: Coinvolgi.net non finisce davvero. Si trasforma. Resta nelle relazioni
costruite, nei percorsi avviati, nei giovani che hanno iniziato a sentirsi parte di qualcosa. Resta nella
rete CIPSI, che esce da questa esperienza più consapevole e più forte. E resta in quel contagio
silenzioso che si è diffuso lungo tutto il progetto: la partecipazione che diventa scelta, la solidarietà
che diventa azione, la cittadinanza che diventa responsabilità.

Ed è da qui che si riparte. Non da ciò che si chiude, ma da ciò che continua a generare.

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