Buonomo e Veronese: �No a uso Fondi Ue contro caro-energia�
�Occorre tavolo con parti sociali per piano strategico�
29/05/2026 Sindacato.
�Ad oltre due mesi dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, Governo e Commissione Europea non hanno dato risposte all�altezza di questo gravissimo shock energetico. Riteniamo sia un gravissimo errore utilizzare le risorse per la coesione europea per abbattere i costi dell�energia. Le risorse da riprogrammare sarebbero insufficienti, una goccia nel mare che non permetterebbe interventi strutturali�
� quanto hanno dichiarato le segretarie confederali della Uil, Vera Buonomo e Ivana Veronese.
�In questo scenario, � inaccettabile che, per affrontare la crisi, si utilizzino le risorse del Fondo per la Giusta Transizione, istituito per i siti produttivi di Taranto e del Sulcis. Questo tipo di risorse europee convogliano investimenti aggiuntivi per ridurre le disuguaglianze generazionali, di genere e territoriali. Sono quindi un volano per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale dei territori che dovremmo poter indirizzare, in modo strategico, per far fronte alle nuove sfide dell�automazione del lavoro, dell�invecchiamento demografico, della digitalizzazione, dell�intelligenza artificiale e della globalizzazione economica. Il nostro Paese, inoltre - hanno precisato Buonomo e Veronese - nel ridurre i consumi energetici e incrementarne la produzione, dovrebbe prevedere degli strumenti a protezione di famiglie e imprese. Parallelamente, l�incremento della produzione di energia nazionale, guidato dal principio della neutralit� tecnologica, deve rappresentare un�opportunit� per l�emancipazione dalle fonti fossili straniere. Infine - hanno concluso Veronese e Buonomo - il Governo oltre a chiedere la sospensione del Patto di stabilit�, come rivendichiamo da tempo, dovrebbe anche confrontarsi con le Parti Sociali per un Piano Strategico chiaro, che definisca le linee d�azione per il breve, medio e lungo periodo�.
Roma, 29 maggio 2026