Prevenzione, diagnosi precoce e una nuova legge: le informazioni utili sul tumore della pelle più discusso della stagione
Ogni estate, puntuale come il sole di giugno, torna l'attenzione sul melanoma. Non è un caso, i mesi caldi portano con sé più ore all'aperto, più pelle esposta, più rischi, ma sono anche l'occasione per ricordarsi di alcune regole semplici che, seguite con costanza, possono davvero fare la differenza. Il melanoma è un tumore della pelle che origina dai melanociti, le cellule responsabili del colore della nostra cute. Non è il tumore cutaneo più comune in assoluto, ma è quello con il maggior potenziale di aggressività, soprattutto se diagnosticato tardi.
Colpisce prevalentemente persone di età compresa tra i 30 ed i 60 anni e, secondo il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2025” dell'AIOM, nel nostro Paese sono stati diagnosticati circa 12.900 nuovi casi di melanoma cutaneo nel 2024, con una prevalenza maggiore tra gli uomini (poco più di 7.000) rispetto alle donne (quasi 5.900). Ma il dato che deve far riflettere è la tendenza nel tempo: nel 2014 si stimavano circa 11.000 nuovi casi, nel 2020 erano già 12.300, nel 2024 si sfiorano i 13.000. Un aumento del 17% in un decennio, costante e progressivo, che non lascia spazio alla sottovalutazione. Quanto ai decessi, nel 2022 sono stimati in 2.500.
CHI È PIÙ A RISCHIO?
Non tutti partiamo dalla stessa linea di partenza. Chi ha la pelle chiara, gli occhi azzurri, i capelli rossi o biondi e una tendenza a scottarsi facilmente ha un rischio più elevato rispetto a chi ha un fototipo mediterraneo, con carnagione olivastra e capelli scuri. Anche chi ha molti nei deve prestare più attenzione, così come chi ha familiari di primo grado che hanno avuto un melanoma.
Il fattore di rischio più importante e, soprattutto, il più controllabile resta comunque l'esposizione ai raggi ultravioletti. Le scottature solari, in particolare quelle che si subiscono durante l'infanzia e l'adolescenza, sono associate a un rischio significativamente più alto di sviluppare un melanoma in età adulta. Anche i lettini abbronzanti e le lampade UV dei centri estetici rientrano in questa categoria di rischi. Non sono una "alternativa sicura" al sole, ma una fonte aggiuntiva di esposizione dannosa.
COME SI RICONOSCE? LA REGOLA ABCDE
Uno dei messaggi più utili che la dermatologia ha elaborato è la cosiddetta regola ABCDE, uno strumento mnemonico per osservare i propri nei e capire quando è il caso di farli controllare da uno specialista.
· A sta per Asimmetria: un melanoma tende ad avere una forma irregolare e asimmetrica, a differenza di un neo benigno che è rotondeggiante e simmetrico;
· B è il Bordo: frastagliato, dentellato, indefinito nel melanoma (netto e regolare nel neo sano);
· C è il Colore: i melanomi presentano spesso aree di colori diversi, dal marrone chiaro al nero, con zone rosse o addirittura biancastre (i nei benigni hanno invece una colorazione uniforme);
· D è il Diametro: lesioni superiori ai 6 millimetri meritano attenzione;
· E, infine, sta per Evoluzione: qualsiasi neo che cambi forma, colore o dimensioni nel corso di settimane o mesi va mostrato a un dermatologo.
In caso di dubbio, la visita dermatologica è l'unica strada. Il medico può utilizzare un dermatoscopio (uno strumento che ingrandisce la lesione e ne permette una valutazione molto più accurata di quella possibile a occhio nudo) e, se necessario, proporre l'asportazione chirurgica del neo sospetto, l'unica procedura che consente una diagnosi definitiva.
SE PRESO IN TEMPO, SI GUARISCE
Una delle notizie più importanti sul melanoma è che, quando è diagnosticato in fase precoce, è spesso guaribile con la sola chirurgia. Nei melanomi sottili, con uno spessore inferiore a un millimetro, l'asportazione chirurgica è generalmente sufficiente. Man mano che lo spessore aumenta, si rende necessaria anche la ricerca del cosiddetto linfonodo sentinella, per capire se il tumore abbia già iniziato a diffondersi.
Nelle forme avanzate e metastatiche, il panorama terapeutico è cambiato profondamente negli ultimi anni grazie all'immunoterapia e alle terapie a bersaglio molecolare, che agiscono su specifiche mutazioni genetiche presenti in alcuni tipi di melanoma. Risultati che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili sono oggi realtà per molti pazienti, anche con malattia diffusa.
NON SOLO MELANOMA CUTANEO: LE FORME RARE
Quando si parla di melanoma, si pensa quasi sempre a quello che si sviluppa sulla pelle, ma esistono forme più rare che originano in altre sedi. Il melanoma uveale, che colpisce gli strati profondi dell'occhio (l'uvea), è il tumore intraoculare più frequente negli adulti, anche se nel complesso rimane una patologia rara. Il melanoma mucosale, invece, origina nelle mucose (cavità nasale, cavo orale, tratto gastroenterico, apparato genitale). Entrambe queste forme hanno caratteristiche biologiche diverse dal melanoma cutaneo classico, rispondono in modo differente alle terapie e richiedono percorsi diagnostici e clinici dedicati. La loro rarità non li rende meno seri, al contrario, la difficoltà di diagnosi precoce li rende spesso più insidiosi. Secondo AIRC, i melanomi non cutanei rappresentano il 4-5% di tutti i melanomi
LA GIORNATA NAZIONALE DEL MELANOMA
Quest'anno c'è anche una novità istituzionale importante. L'Italia si è dotata di una legge che istituisce la Giornata Nazionale per la Prevenzione del Melanoma, un passo che rafforza l'impegno del Paese su informazione, screening e sensibilizzazione della popolazione.
A fare il punto sulla legge è il deputato Alessio Ciocchetti, primo firmatario della proposta: “L'approvazione della proposta di legge sull'istituzione della Giornata Nazionale per la Prevenzione del Melanoma è un traguardo di cui essere orgogliosi. Informazione, prevenzione e diagnosi precoce sono strumenti fondamentali per ridurre i casi di melanoma in Italia, soprattutto tra i più giovani. Con questa legge promuoviamo campagne di sensibilizzazione, screening e prevenzione nelle scuole, oltre a maggiori tutele e informazioni sui rischi legati ai tatuaggi”.
Ciocchetti sottolinea anche il valore del lavoro collettivo che ha portato alla approvazione della norma: “Ringrazio il Presidente Cappellacci e tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione che hanno consentito di approvarla in sede legislativa presso la XII Commissione. Sconfiggere il melanoma è sempre più possibile: questo provvedimento rappresenta una risposta concreta per migliaia di famiglie”.
Un ringraziamento speciale, aggiunge il deputato, va a “Gianluca Pistore, fondatore del MelanomaDay, che insieme alle associazioni dei pazienti e alle società scientifiche mi ha supportato in questo importante percorso legislativo. Il contributo di chi vive ogni giorno questa battaglia è stato fondamentale per arrivare all'approvazione della legge. Un lavoro condiviso che trasforma l'impegno in una risposta concreta per migliaia di famiglie”.
COSA FARE, IN CONCRETO
Il messaggio di fondo rimane semplice: proteggere la pelle è un gesto di cura, non un optional. In spiaggia come in montagna, al mare come in città, i raggi ultravioletti sono presenti anche quando il cielo è nuvoloso. Usare una protezione solare ad ampio spettro (almeno SPF 30, meglio 50 per i bambini e per i fototipi più chiari), evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, coprire i più piccoli con indumenti protettivi. Sono abitudini che non costano quasi nulla ma che, praticate con costanza, riducono concretamente il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita.
Una volta all'anno, o quando si nota qualcosa di insolito sulla propria pelle, vale la pena fissare una visita dermatologica. Perché il melanoma, se lo si intercetta in tempo, si può sconfiggere.