Leggere in vacanza | Rizzoli Education

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Cosa vorrebbero leggere i ragazzi? Come scegliere? Uno dei motori del piacere di leggere un romanzo risponde a una precisa domanda: che cosa succederà? O che cosa potrebbe succedere? Per molti adolescenti estate e avventura formano un binomio indissolubile: vivere nuove storie, momenti di passaggio e di crescita, avventure spericolate, tra desideri e sogni improbabili, e possibilmente un sano divertimento.

Come capita ai protagonisti del romanzo di Teo Benedetti L’estate del mio primo bacio (forse) pubblicato da Camelozampa nel 2025: tre undicenni un po’ goffi e clamorosamente impopolari che hanno appena terminato il primo anno di scuola media e non vedono l’ora di vivere il primo giorno al mare e in spiaggia. Con una missione ben precisa, una delle più difficili da affrontare: dare il primo bacio. Così Dado, Pippo e Martino, convinti di non essere bellissimi ma nemmeno orrendi, si avviano ad affrontare questo evento epocale e forse anche un po’ liberatorio:

“Nel primo vero giorno di vacanza, noi (Dado, Pippo e Martino) giuriamo solennemente che ci impegneremo a baciare una ragazza. Il primo di noi che riuscirà a baciare una ragazza dovrà fotografare il bacio con lo smartphone. Se non ne ha uno, dovrà farselo prestare quando pensa che il momento stia per arrivare. I baci raccontati e non fotografati non sono validi.”

Un giuramento che si trasformerà in una storia tra il tenero e il tragicomico, in cui la dolce ingenuità dei tre amici/rivali porterà il lettore a tifare per loro: tra approcci acerbi, inevitabili rifiuti, prime piccole illusioni non avverate, teneri avvicinamenti e improbabili strategie, Dado, Pippo e Martino raccontano (a turno) il loro stato dell’arte, sperando di uscire vincitori in questa sfida vitale per la loro futura popolarità. Ma farsi notare dalle ragazze è così difficile!

Una storia di bambini briganti. 

È il sottotitolo del romanzo Rospi di Daniela Carucci (Sinnos, 2026) ambientato nel sud Italia degli anni appena successivi all’Unità del 1861. La storia della protagonista, Battaglia, è quella di tanti bambini poveri che all’epoca vivono le difficoltà della miseria e della fame di tante famiglie contadine nel neonato Stato unitario, con le sue regole ferree, spesso ingiuste e/o difficili da assimilare. Battaglia è una bambina che non ha paura di niente, e nessuno ricorda più il suo vero nome. E così i suoi amici (al paese tutti hanno un soprannome): Chiodo è letteralmente magro come un chiodo, Nebbia considerata una bambina svanita e un po’ persa nel suo mondo mentre Cecè molto più semplicemente non ama il suo vero nome, Concetta.

Quattro bambini che dai giochi innocenti e le scaramucce con il gruppo rivale capitanato dal Rosso, si imbattano nella Storia, con le sue storture e contraddizioni. Cosa significa essere un brigante? Perché per lo Stato briganti sono anche i loro genitori, fratelli maggiori, che lottano per mantenere il proprio lavoro rivendicando i propri diritti? E chi è il nuovo arrivato in paese, il Cattivo, un brigante o una spia? C’è un solo modo per capire cosa stia succedendo: mimetizzarsi come rospi e diventare bambini briganti, buttarsi in un’avventura piena di pericoli, astuzie e decisioni da grandi.

È un luglio bollente e Buddy non riesce proprio a dormire nell’appartamento di due stanze in cui vive con i genitori, così decide di uscire sul pianerottolo della scala antincendio.

Al risveglio, sbirciando da una fessura di una finestra assiste a un omicidio nell’appartamento dei vicini e tenta di nascondersi per poi sgattaiolare sulla scala. È una prima parte di romanzo con una suspense perfetta, il lettore è lì con lui, su quella scala a tremare e quando Buddy racconta l’accaduto ai genitori ma non viene creduto, perché lui è il bugiardo per eccellenza, uno che usa troppo l’immaginazione, e poi gli inquilini del piano di sopra sono delle così brave persone! Non gli crede nemmeno la polizia. Gli unici a prenderlo sul serio sono i due assassini…

Scala antincendio (Orecchio acerbo, 2021) magistralmente scritto nel 1947 dal grande giallista americano Cornell Woolrich, è un romanzo tra il giallo e il noir permeato dalla tensione del giovane protagonista ad ogni voltar di pagina e il lettore vive la sua inquietudine in un meccanismo narrativo perfetto in cui ogni parola, ogni gesto potrebbero essere decisivi per le sorti di Buddy: perché, talvolta, il “quando” è più ansiogeno del “chi” o del “come”. Non ci aspettiamo la ricerca di un nome, un movente, dell’arma del delitto, ma soltanto l’attesa di un dodicenne che ha in testa, costantemente, un’unica idea: “Quando verranno a prendermi?”.

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Andrea Padovan