Confconsumatori sta ricevendo numerose richieste da parte di piccoli azionisti coinvolti nell’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS. Si tratta di un’operazione complessa, con potenziali effetti non solo per i risparmiatori direttamente interessati, ma anche per il sistema bancario e assicurativo italiano. Per questo l’associazione ha elaborato un’analisi tecnica per chiarire i principali impatti dell’offerta e dell’accordo collegato con Unipol.
L’offerta per gli azionisti MPS
L’OPAS prevede per ogni azione MPS 1,6 azioni ordinarie di nuova emissione Intesa Sanpaolo più 1 euro in contanti. Ai valori del 5 giugno, l’offerta corrisponde a 10,091 euro per azione, con un premio del 12,5% sull’ultima chiusura e del 17,4% sulla media degli ultimi tre mesi.
Secondo l’avv. Antonio Pinto, responsabile prodotti finanziari di Confconsumatori, si tratta di un’offerta più elevata rispetto a quelle registrate nel 2023. Tuttavia, la convenienza dipenderà anche dall’andamento futuro del titolo Intesa, poiché il corrispettivo è in parte azionario. Ogni valutazione definitiva potrà essere fatta solo sul Documento di Offerta approvato da Consob.
Effetti potenziali su Mediobanca
L’offerta contiene elementi rilevanti anche per gli azionisti di Mediobanca, storicamente uno degli attori più influenti del sistema finanziario italiano. Se la fusione MPS–Mediobanca non fosse completata prima del perfezionamento dell’OPAS, Intesa potrebbe essere tenuta a promuovere un’offerta obbligatoria sulle azioni Mediobanca non detenute da Siena. Al contrario, se la fusione fosse già conclusa, l’operazione incorporerebbe direttamente il nuovo perimetro MPS–Mediobanca.
Impatto indiretto su Generali
L’operazione potrebbe incidere sugli equilibri proprietari di Generali, dato il ruolo di Mediobanca nel capitale della compagnia. L’ingresso di un soggetto solido come Intesa potrebbe contribuire a una maggiore stabilità degli assetti partecipativi, pur restando necessario attendere l’esito dell’offerta e le decisioni delle Autorità competenti.
Possibili effetti su Unipol e BPER
L’accordo collegato all’OPAS prevede che, solo in caso di perfezionamento dell’offerta, Unipol – tramite BPER – acquisisca il marchio MPS e circa 635 filiali. Si tratta di un’operazione che potrebbe ampliare significativamente la rete distributiva e la capacità commerciale del gruppo, con potenziali benefici in termini di prodotti bancari, finanziari e assicurativi.
Tuttavia, si tratta di una valutazione prospettica: molto dipenderà da prezzo, perimetro effettivo, autorizzazioni e dalla capacità di integrazione della rete MPS.
Tempi e autorizzazioni
Il percorso sarà medio-lungo. Dopo l’assemblea di Intesa e l’aumento di capitale, serviranno le autorizzazioni di:
- BCE
- Ivass
- Banca d’Italia
- Antitrust
- Comitato Golden Power
- Consob (per il Documento di Offerta)
Solo dopo questi passaggi i piccoli azionisti MPS potranno decidere se aderire. Il trasferimento delle filiali a Unipol è previsto nel 2027.
Impatto sistemico e occupazionale
Secondo il presidente, Avv. Carmelo Calì, banche più solide possono offrire migliori condizioni a famiglie e imprese, grazie a maggiori utili e minori costi di gestione. L’operazione prevede inoltre:
- 13.000 assunzioni entro il 2029
- 6.800 uscite volontarie
- nessun licenziamento collettivo
- una distribuzione equilibrata delle filiali per evitare chiusure massicce
Questo significa anche preservare la presenza fisica delle filiali nei territori, un elemento essenziale per molti consumatori.
Il ruolo di Confconsumatori
Confconsumatori continuerà a monitorare la situazione, che coinvolge centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori, e valuterà eventuali ulteriori proposte che dovessero emergere, per garantire informazione, trasparenza e tutela.