Kawabata Yasunari: la genesi di un grande maestro | Libri Mondadori

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Kawabata Yasunari nella nuova uniform edition degli Oscar Mondadori

Kawabata Yasunari nasce a Ōsaka, Giappone, il 14 giugno 1899. La sua infanzia è stata segnata, oltre che dalla fondamentale presenza del nonno – un intellettuale eccentrico con il quale si ritroverà a vivere dopo la perdita dei genitori – anche da intense letture, accompagnate da un profondo senso di solitudine.

L’autore si avvicina alla scrittura in collegio; qui continua a leggere molto e a interessarsi al movimento letterario Shirakabaha oltre che a collaborare con il giornale della scuola e con altre piccole riviste.

Copertina del primo numero di Shirakabaha, del 1910.

Dopo il diploma liceale, Kawabata Yasunari si iscrive alla facoltà di Lettere dell’Università Imperiale di Tōkyō. Continua a scrivere, a lavorare attivamente con diverse riviste letterarie e nel tempo si circonda di personaggi particolarmente influenti tra cui lo scrittore Kikuchi Kan, che diventerà suo mentore.

“I ricordi sono una cosa preziosa, non è vero? La possibilità che gli esseri umani hanno, in qualsiasi circostanza si trovino, di ricordare le cose del passato, è sicuramente una benedizione degli dei.” - Prima neve sul Fuji



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La carriera di Kawabata Yasunari è stata un susseguirsi di capolavori letterari. Tra le sue opere principali, di cui è in corso la ripubblicazione negli Oscar Mondadori, ricordiamo in particolare Prima neve sul Fuji (1958), La danzatrice di Izu (1927), Il paese delle nevi (1937), Mille gru (1952), La casa delle belle addormentate (1961), Bellezza e tristezza (1965) e Il maestro di go (1938).

La particolarità delle edizioni Oscar Moderni risiede nella cura delle impeccabili traduzioni offerte da esperti di lingua giapponese, specialisti della traduzione e della letteratura nipponica, con l’obiettivo di rendere e rispettare il valore linguistico e letterario dell’opera dell'autore nella sua interezza. Tra questi: Giorgio Amitrano, Costantino Pes, Antonietta Pastore e altri.

La nuova uniform edition Oscar Mondadori

Tutte le edizioni Oscar presentano al loro interno un accurato glossario dedicato alla terminologia giapponese e una biografia essenziale dell’autore (La vita di Kawabata Yasunari) firmata da Asuka Ozumi.

Altra caratteristica fondamentale delle nuove edizioni Oscar riguarda la scelta degli apparati che accompagnano i racconti: tra questi sono stati scelti testi di particolare valore storico e letterario, come quelli di Yukio Mishima, e testi scritti da autori giapponesi e italiani contemporanei, come Kakuta Mitsuyo e Giorgio Amitrano che aggiungono ancora più valore alla proposta editoriale, offrendo al pubblico italiano maggiore originalità e autenticità.

Un altro aspetto, particolarmente significativo che contribuisce a rendere imperdibili queste edizioni, è quello grafico: la nuova uniform edition degli Oscar Mondadori si avvale infatti di grafici e illustratori giapponesi (Ryō Takemasa, Kaori Someya, Miki Katoh, Masao Ido e altri) per garantire una maggiore autenticità rispetto alle edizioni italiane precedenti e per trasmettere appieno le impressioni dell’atmosfera giapponese mediante un equilibrato connubio tra parole e immagini.

Sfoglia alcune delle nuove copertine della uniform edition Oscar Mondadori

Mi voltavo continuamente a guardarla: scoprivo in quel momento per la prima volta la magia del viaggiare. La seconda notte che avevo passato a Yugashima, erano arrivati tutti quanti alla mia locanda. Seduto a metà scala, avevo contemplato rapito la danzatrice che si era fermata sulla pedana di legno dell’ingresso.

La danzatrice di Izu

La maturazione artistica e il successo di Kawabata Yasunari

Il primo racconto di Kawabata Yasunari, Il maestro di funerali, pubblicato nel 1923, è ispirato a un terremoto che ha devastato, causando anche molte vittime, diversi quartieri di Tōkyō. Nel 1927 pubblica la sua seconda raccolta dal titolo La danzatrice di Izu mentre continua a collaborare con diverse riviste pubblicando numerosi articoli di critica letteraria. Successive saranno le pubblicazioni di Locanda termale, La banda scarlatta di Asakusa, pubblicato inizialmente a puntate su un quotidiano, il racconto Immagini di cristallo, Lirica e Uccelli e altri animali

Oltre a tenere corsi in Accademia e Università, Kawabata Yasunari entra a far parte del Bungei konwakai (Gruppo di discussione letteraria), un’organizzazione degli Affari interni finalizzata a promuovere la letteratura giapponese. Nel 1937 viene pubblicato Il paese delle nevi con cui vince il Premio Bungei konwakai e nell’anno successivo diventa membro del consiglio direttivo del Nihon bungaku shinkōkai (Società per la promozione della letteratura giapponese).

Nel 1942 fonda insieme ad altri scrittori la rivista Yakumo su cui pubblica Il maestro di go; nel 1944 vincerà il premio Kikuchi Kan per Koen, opera che racconta la sua esperienza di adozione (Kawabata fu padre adottivo di Masako, figlia di un suo cugino). 

“E se tu, amore mio, mi hai abbandonata, non sarà forse perché lo spazio fra noi era troppo pieno dei segni del nostro amore?” - Lirica


Kawabata Yasunari si è sempre dedicato con fervore al riconoscimento della letteratura giapponese all’estero, come dimostra la sua partecipazione nel 1947 a vari incontri intenti a ricostituire il PEN Club, di cui diventerà presidente nell’anno successivo.

In questa edizione del 3 settembre 1957 del Mainichi si parla del 29° Congresso internazionale del PEN, iniziato a Tokyo il 2 settembre. Kawabata Yasunari è ritratto a sinistra in prima fila. L'evento ebbe grande risonanza in quanto si trattava del primo Congresso del PEN International tenutosi in Asia.

Nel 1949 Kawabata Yasunari pubblica Mille gru (Premio Geijutsuin) e Il suono della montagna (Premio letterario Noma); nel 1953 inizia a pubblicare a puntate Il disegno del piviere mentre nel 1954 pubblica, sempre a puntate, Il lago. Successive saranno le pubblicazioni di Prima neve su Fuji (1958), La casa delle belle addormentate (1960), Bellezza e tristezza (1961), Il braccio (1963).

Molti dei suoi romanzi verranno adattati per il grande schermo come, per esempio Koto, candidato agli Oscar nel 1964 come miglior film straniero con il titolo Twin Sisters of Kyoto. Anche Bellezza e tristezza (With Beauty and Sorrow), con la regia di Shinoda Masahiro. E Il paese delle nevi (Snow Country) con la regia di Shirō Toyoda.

E ancora La casa delle belle addormentate (The House of the Sleeping Beauties), regia di Kōzaburō Yoshimura.

Kawabata Yasunari verrà ricoverato in ospedale per un’appendicite nel 1972 ma sarà lui stesso a togliersi la vita a settantadue anni nel piccolo appartamento a Zushi, vicino Kamakura.

L'arte di raccontare l'essenza della vita: la raffinatezza stilistica di Kawabata Yasunari

Kawabata Yasunari non è stato solo un maestro della parola ma anche un abilissimo pioniere nel trasportare il lettore in mondi interiori intrisi di emozioni palpitanti, di riflessioni profonde e di bellezza. Attraverso uno stile raffinato, suggestivo ed elegante l'autore ha cucito storie indelebili nell’animo di intere generazioni di lettori di tutto il mondo.

“Anche l’anima degli esseri umani non vola via dal corpo in una sola volta come le sfere dei fuochi fatui, ma si alza pian piano, simile al filo dell’incenso e, una volta raggiunto il cielo, si ferma in un determinato posto, si ricompone e qui ricostruisce il proprio corpo, come se duplicasse quello rimasto sulla terra” - Lirica

La prosa di Kawabata Yasunari è un gioco sottile che intreccia bellezza formale e profondità di contenuto. La delicatezza delle sue parole rivela una sensibilità fuori dal comune capace di cogliere l’essenza stessa della vita umana. La grande maestria di Kawabata, che ha segnato il panorama della letteratura mondiale, ricevendo il Premio Nobel nel 1968 (in occasione della cerimonia a Stoccolma, Kawabata ha pronunciato il discorso Il Giappone, la bellezza e io), sta soprattutto nella capacità di rendere tangibili le sfumature dei sentimenti umani: attraverso i dialoghi misurati, le descrizioni evocative e sognanti e la raffinatezza del registro narrativo, Kawabata esplora la complessità delle relazioni umane, indaga sul senso di solitudine, sulla caducità del tempo, e su gioie e miserie della vita quotidiana portando il lettore a un puro stato contemplativo.

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“Tu ti ostini ad aspettare Ōki pur sapendo che l’attesa è completamente inutile, ed è come stare ad aspettare il passato. Sia l’acqua che il tempo non fluiscono mai all’indietro.” - Bellezza e tristezza


Possiamo considerare Kawabata Yasunari come uno dei massimi scrittori della letteratura giapponese oltre che un intellettuale che ha contribuito in modo significativo al rinnovamento della cultura nipponica nel Novecento.

“Forse la mia solitudine sgocciolava sulle unghie della ragazza e le trasformava in tragica rugiada.” - La casa delle belle addormentate


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Arcobaleni

Nelle pagine di Arcobaleni (1951) Yasunari Kawabata distilla la sua poetica della malinconia e dell’impermanenza. Come l’arcobaleno d’inverno sul lago Biwa – raro, tronco eppure vivido – i sentimenti si rivelano per brevi istanti, carichi di una bellezza che è insieme auspicio di felicità e segno di una ferita indelebile.

Sullo sfondo del Giappone del dopoguerra, faticosamente alla ricerca di una propria identità, Momoko attraversa la giovinezza pervasa da un’irrequietudine che la spinge a vivere "come se si infilasse in bocca una lama", cercando in amori fugaci una via di uscita dal dolore.

Accanto a lei c’è la sorella Asako, dolce e attratta dal passato, mentre lontano vive una sorellastra che non hanno mai conosciuto. In un raffinato incastro di ricordi, le loro vicende si specchiano in quella del padre, l’architetto Mizuhara. Attorno, una costellazione familiare definita dalle assenze e dalle distanze emotive

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Redazione Libri Mondadori