AI & Data Analytics
EG Medical è una PMI manifatturiera italiana specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni in materiale plastico per il settore medicale. Opera lungo l’intera filiera – dalla progettazione alla produzione industriale – e lavora con processi produttivi avanzati, caratterizzati da automazione, macchinari complessi e forte know-how tecnico.
Il contesto produttivo di EG Medical è caratterizzato da varie complessità operative: da nuovi impianti in fase di sviluppo, robot e macchine ancora in evoluzione, alla turnazione su tre fasce orarie. In questo scenario, non tutte le competenze sono sempre presenti su ogni turno e la trasmissione delle informazioni avviene spesso in modo informale.
Investendo da tempo in automazione, sistemi di acquisizione dati dalle macchine e software gestionali, infatti, l’azienda disponeva già di una significativa quantità di dati, ma aveva la necessità di trovare un modo efficace per trasformarli in supporto concreto al lavoro quotidiano delle persone.
Adottare l’AI: sfide e obiettivi
L’idea di adottare soluzioni di intelligenza artificiale è emersa quindi come risposta diretta a un’esigenza molto concreta di EG Medical, rappresentando il punto di partenza di un percorso di innovazione digitale mirato a risolvere problematiche operative reali.
Inizialmente, l’azienda si era posta come obiettivo la creazione di un assistente virtuale per la programmazione della produzione. Tuttavia, il target, per quantità e varietà di informazioni coinvolte, si è rivelato ancora troppo distante dalla realtà. “Ci siamo accorti che stavamo puntando troppo in alto. Serviva fare un passo indietro e capire cosa potesse davvero funzionare oggi”, spiega Caneva.
In questa fase di esplorazione è emersa anche la necessità di costruire competenze specifiche sull’AI per poter tarare aspettative realistiche e valutare opzioni, rischi e reali possibilità applicative. EG Medical stava sviluppando algoritmi tradizionali, basati su logiche classiche, ma il salto verso l’adozione dell’Intelligenza Artificiale richiedeva un cambio di approccio. “Da un insieme di idee non strutturate è nata l’esigenza di trovare un partner che ci aiutasse a fare ordine e a capire cosa fosse davvero percorribile”, commenta Caneva.
AI Journey: dalla consapevolezza alla condivisione di dati e know-how
In questo contesto, nasce la collaborazione con Cefriel che si configura subito come un percorso di accompagnamento all’AI, rappresentando un passaggio fondamentale soprattutto per un’azienda che si affaccia per la prima volta in modo strutturato all’adozione delle tecnologie basate su AI.
La prima fase del percorso ha puntato sul costruire un linguaggio comune e consapevolezza, con focus dapprima sull’Intelligenza Artificiale “tradizionale” e sul Machine Learning, e successivamente sull’AI generativa. “Questo percorso ha avuto un impatto immediato. Strumenti di AI usati prima in modo marginale sono entrati a far parte del lavoro quotidiano, soprattutto per la programmazione e consultazione della manualistica delle macchine, che spesso è molto complessa. Sfogliare manuali da centinaia di pagine, infatti, è sempre stato un problema: con questi strumenti è tutta un’altra cosa”, sottolinea Caneva. “Questa prima fase del percorso ha creato una base fondamentale di consapevolezza, linguaggio comune e capacità di valutazione interna”.
Dai dati all’assistente virtuale alla produzione
Create le fondamenta, Cefriel ed EG Medical hanno condotto un’attività di analisi e confronto per individuare le opzioni più realistiche, in grado di generare valore nel breve periodo. “L’assistente per la programmazione della produzione si è rivelato un obiettivo ancora troppo distante per lo scenario aziendale attuale. Abbiamo così deciso di focalizzarci sull’assistenza alla produzione e la scelta chiave è stata quella legata alla modalità di utilizzo dei dati”, dice Caneva.
Nel contesto produttivo di EG Medical è emerso che il modo più efficace per trasferire conoscenza non è la stesura di documenti testuali, ma la produzione di contenuti video. Come spiegato da Caneva, fare video è infatti molto più semplice che scrivere manuali cartacei e i video permettono sia di supportare chi lavora in produzione, sia di creare materiali di formazione per nuovi operatori. Nasce così la progettazione di un assistente virtuale per la produzione, alimentato da video e contenuti operativi, in grado di rispondere alle richieste dei diversi colleghi fornendo istruzioni, supporto e indicazioni in caso di problemi o di nuove lavorazioni.
Impatti ed evoluzione futura
A oggi, il progetto è ancora in fase di sviluppo e non sono ancora disponibili dati quantitativi consolidati sugli impatti. L’AI Journey intrapreso da EG Medical non punta infatti a rivoluzioni immediate, ma a costruire le basi per un’evoluzione sostenibile, radicata nel lavoro quotidiano e nelle reali esigenze dell’azienda.
I benefici attesi sono chiari:
- maggiore continuità operativa;
- riduzione della dipendenza da singole figure chiave;
- supporto alla formazione on the job e all’inserimento di nuove figure in azienda
- aumento della produttività, anche se al momento non quantificabile.
“Mi aspetto per esempio che l’autonomia nei turni notturni aumenti”, spiega Caneva. “Se un robot si ferma, avere un supporto che spiega cosa fare può fare la differenza tra fermare la macchina o continuare a produrre”.
Il percorso è stato avviato grazie a InnovAction, il network italiano dei Centri per l’Innovazione Tecnologica di cui Cefriel è capofila, che ha rappresentato un fattore abilitante decisivo. “L’ approccio abilitato da InnovAction – sottolinea Roberto Farina, Business Development Manager di Cefriel – è particolarmente rilevante per le PMI. EG Medical raccoglieva già dati ed era una realtà molto moderna. Ha voluto spingersi oltre per non rischiare di sviluppare oggi soluzioni già obsolete domani. Questo dimostra che l’AI non è solo per grandi gruppi, ma anche per aziende con idee chiare e voglia di rimanere competitive”.
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