Contenuto
Cinque milioni per la formazione gratuita per acquisire la qualifica di Operatore sociosanitario, figura cardine del sistema sanitario e sociale, la cui carenza cronica e strutturale grava su ospedali, Rsa e assistenza domiciliare. Altri 18 milioni per gli indennizzi per emotrasfusi, che una legge dello Stato del 1992 prevede in capo alle Regioni con risorse proprie, oltre 2 milioni per cofinanziare gli investimenti sanitari, 1,5 milioni per il contrasto alla povertà assoluta e in particolare per il potenziamento dei servizi sociali e la tutela delle fasce più vulnerabili.
Sono le principali voci dell’assestamento 2026 destinati a sanità e welfare. È quanto è emerso nel corso della commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli in cui prosegue la discussione sulla manovra da 140 milioni proposta dalla Giunta. La commissione ha dato parere favorevole anche al Rendiconto 2025, al Defr e al Refit. A favore hanno votato i rappresentanti di Pd, Avs, Civici e M5s, contro gli eletti di FdI, FI, Rete civica e Lega: per il centrosinistra, infatti, l’assestamento mette al centro la difesa della sanità pubblica a fronte di insufficienti risorse statali, mentre il centrodestra ha ricordato come il governo Meloni abbia aumentato la spesa sanitaria nazionale, mentre la Regione avrebbe ancora spazi di razionalizzazione della spesa.
La parola ai relatori
L’assestamento 2026 è stato illustrato dai due relatori, Fabrizio Castellari (Pd) per la maggioranza e Fausto Giannella (FdI) per l’opposizione: Castellari ha ricordato come la Regione abbia deciso di tutelare la salute dei cittadini investendo in sanità e che la Corte dei conti ha confermato come la spesa sanitaria sia diminuita grazie alle manovre della Regione, mentre Giannella ha sottolineato come la narrazione dell’amministrazione regionale non corrisponda alla realtà visto che restano i problemi in sanità, a partire dalle liste d’attesa.
L’assestamento si inserisce in una cornice rappresentata dal Defr, il documento di economia e finanza illustrato dalla relatrice di maggioranza Maria Laura Arduni (Pd) e da quello di minoranza Alberto Ferrero (FdI): per Arduini è molto importante che la Regione continui a investire in sanità, intendendo la tutela della salute non solo come cura dei malati, ma pure come investimento sulla prevenzione, e come tocchi al Governo assicurare una spesa sanitaria all’altezza dei reali bisogni dei cittadini, mentre per Ferrero i problemi dei conti della sanità sono tutti in capo a viale Aldo Moro, visto che, a fronte di un aumento delle risorse nazionali, la Regione non sarebbe ancora stata in grado di razionalizzare la gestione della sanità emiliano-romagnola.
La relatrice di maggioranza Francesca Lucchi (Pd) e quello di minoranza Nicola Marcello (FdI) hanno illustrato il Refit, strumento destinato alla semplificazione amministrativa, che quest’anno ha portato all’abrogazione di 17 leggi regionali, approvate tra il 1981 e il 1990, ritenute ormai superate dai tempi e da nuovi dispositivi legislativi regionali. In particolare, Lucchi ha ricordato come nel Refit ci siano alcune norme tecniche per semplificare la gestione delle Ipab.
Il dibattito
“Serve chiarezza sui conti della sanità regionale e in particolare su quelli degli ospedali, che sono opachi: occorre che la Regione affronti il tema degli sprechi e razionalizzi la gestione della sanità emiliano-romagnola”, spiega Elena Ugolini (Rete civica) che ricorda anche l’importanza di approvare una legge regionale per la natalità.
“Invito a realizzare un bando bis per i medici di medicina generale dato che quello attuale non riesce a risolvere il problema, visto che a fronte della necessità di oltre 500 nuovi medici ce ne sono solo poco più di 100”, sottolinea Nicola Marcello (FdI).
“La Regione fa bilanci molto chiari e corretti. Il punto politico, quando si parla di sanità, non è dire come si legge un bilancio, ma avere il coraggio di affermare, come facciamo noi, che la spesa sanitaria nazionale deve arrivare al 7% del Pil”, riassume Alice Parma (Pd).
Alle osservazioni dei consiglieri ha risposto l'assessore al Bilancio Davide Baruffi, che, da un lato, ha confermato la correttezza e l'importanza delle scelte della Regione, dall'altro ha rassicurato sul fatto che la legge sulla natalità di cui aveva parlato Ugolini verrà portata avanti.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 14-07-2026, 12:19