Introduzione
Lo stupore dei piccoli bimbi saharawi, la gioia delle famiglie che da decenni, ogni estate, li ospitano. Una storia iniziata nella metà anni ’90 che si rinnova anno dopo anno.
L’Emilia-Romagna e il popolo Saharawi ribadiscono il legame che unisce la Regione e il “popolo senza terra” dai tradizionali vestiti celesti, un gemellaggio nato nel 1996: la conferma della collaborazione tra l’Emilia-Romagna e il popolo Saharawi è arrivato oggi nel corso del “Saharay Day 2026”, la mattinata trascorsa in Assemblea legislativa da una cinquantina di bambini Saharawi accompagnati dai rappresentanti delle associazioni di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna che stanno accogliendo ragazze e ragazzi.
A fare gli onori di casa sono stati la vicepresidente dell’Assemblea e coordinatrice dell’Intergruppo Saharawi Barbara Lori e Luca Rizzo Nervo, delegato del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, sui temi dell’integrazione e dell’immigrazione, che hanno ribadito la vicinanza della Regione al popolo Saharawi e a quanti in Emilia-Romagna sostengono la loro causa e si attivano per l’accoglienza delle bambine e dei bambini.
Gli interventi
“Siamo tutti molto emozionati: accogliere i piccoli ambasciatori di pace Saharawi è sempre un momento di grande valore umano e istituzionale: è un appuntamento che si rinnova da molti anni e che ci permette di incontrare questi bambini e queste bambine, mettendo al centro le loro storie, i loro diritti e il significato profondo dell'accoglienza. Quest'anno assume un valore ancora più significativo, perché segna la ripresa delle missioni istituzionali ferme dal 2019”, ha spiegato Lori per la quale il Saharawi Day “è anche l'occasione per proseguire un dialogo che, come istituzioni, portiamo avanti con convinzione insieme alle tante associazioni, agli enti locali e alle realtà del territorio che, con generosità e impegno, rendono possibile questo importante progetto di solidarietà. Un'occasione signific