Qualcuno potrebbe chiamarli “periodici fai da te”, qualcun altro “pubblicazioni per creativi nostalgici della stampa”, fatto sta che gli “zines” – prodotti su carta il cui nome nasce dall’ultima parte dall’anglosassone “magazines”, periodico – stanno conoscendo una grossa rinascita nell’importante mercato editoriale nipponico.
Lì sono in crescita le pubblicazioni su carta create da fotografi, scrittori, grafici, designer – in una parola, dai creativi dei contenuti – che affidano i loro lavori alla carta stampata.
A venire incontro a queste esigenze di comunicazione, è stato, fra gli altri, il Kyoto Shimbun Printing, centro stampa dell’omonimo quotidiano, che ha messo i propri servizi industriali a disposizione di un elevato numero di artisti e creativi.
Non importa l’età – i clienti vanno danno dai venti agli oltre settant’anni – né importano i contenuti – che sono fotografie, design, testi narrativi, o altro – né i formati.
A fare la differenza è la stampa su carta, perché è la fisicità dei prodotti – distribuiti nei tradizionali canali che già accolgono quotidiani, periodici e libri – che conta.
The Star, uno dei più importanti siti di notizie della Malaysia, che ha riportato numerose testimonianze sugli “zines”, ha riferito di ricerche di mercato – riportate dalla NHK, la televisione pubblica del Giappone – che indicano il valore globale di questo settore di poco superiore agli ottocento milioni di euro.
E i centri stampa nipponici, come quello del Kyoto Shinbun, che come tutti gli altri, nel resto del mondo, devono fare fronte al calo delle copie prodotte, sono ben lieti di mettere le rotative, ed il know how, al servizio dei nuovi clienti, piccoli imprenditori editoriali ai quali certamente mancano i grandi capitali, ma non la fantasia, la creatività e la determinazione a sviluppare contenuti originali sulle pagine stampate.
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