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Fare chiarezza sulla situazione di "Grand Tour Italia", attività economica situata all’interno del Centro Agroalimentare di Bologna (CAAB).
A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (Fratelli d'Italia) che ricorda come la Regione Emilia-Romagna detenga una quota azionaria (pari a circa il 6,12%) all’interno del Caab.
L’interrogazione di Evangelisti prende le mosse da quanto apparso in questi giorni sulla stampa bolognese. “Nelle recenti cronache del mese di agosto, la situazione finanziaria, gestionale e strutturale del parco enogastronomico denominato 'Grand Tour Italia', sorto sulle ceneri del precedente progetto FICO Eataly World all’interno del Centro Agroalimentare di Bologna (CAAB), è tornata prepotentemente al centro del dibattito pubblico regionale e locale”, spiega la consigliere, che ricorda come “gli ultimi dati di bilancio pubblicati e le analisi economiche diffuse evidenziano ingenti perdite d’esercizio milionarie, quantificate in circa 6,2 milioni nell'ultima annualità, a fronte di ricavi che continuano a rimanere largamente al di sotto delle previsioni iniziali”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dalla Giunta “quale sia l’orientamento politico e amministrativo dell’esecutivo regionale di fronte a passivi di tale portata e quali siano gli impatti finanziari, diretti e indiretti, che tali perdite continuano a produrre sui bilanci del CAAB e sulle società pubbliche partecipate che detengono quote all’interno del Centro agroalimentare”.
Evangelisti vuole, inoltre, sapere “quali garanzie patrimoniali, fideiussorie o contrattuali siano attualmente in essere a tutela del patrimonio pubblico, dei terreni e delle strutture concesse in uso all’interno dell’area metropolitana bolognese e se la Giunta intenda promuovere un’operazione di verifica ispettiva o un monitoraggio straordinario volto ad accertare il rispetto degli impegni assunti dai soggetti gestori e la reale sostenibilità economica delle attività commerciali e di ristorazione insediate nel polo”.
Fra le altre richieste di FdI c’è quella di conoscere “quali iniziative si intendano assumere per monitorare e salvaguardare i livelli occupazionali, garantendo tutele concrete ai lavoratori interessati dai continui riassetti societari e dalle difficoltà economico-finanziarie della struttura e in che modo l’amministrazione regionale intenda intervenire nei tavoli di governance per evitare che il fallimento o la cronica sofferenza dei format succedutisi nell’area possano gravare, in qualsiasi forma, sulle risorse della collettività e dei contribuenti dell’Emilia-Romagna”.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 24-08-2026, 10:09