Euro digitale: costi equi e trasparenti per imprese e consumatori | Confcommercio - Format Research

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10 settembre 2026

In vista della fase finale del Trilogo, la Confederazione indica quattro priorità per garantire che la nuova moneta pubblica digitale favorisca realmente imprese e cittadini: costi più bassi, trasferimento dei risparmi, trasparenza dei dati e comparabilità delle offerte.

“L’Euro Digitale può diventare una grande opportunità per rafforzare la modernizzazione e l’autonomia strategica dell’Europa. Perché il progetto abbia successo, tuttavia, è necessario garantire condizioni di utilizzo semplici, eque e trasparenti per imprese e consumatori“. È il messaggio di Confcommercio in vista della fase finale del Trilogo tra le istituzioni europee sul Regolamento dell’Euro Digitale. La posizione della Confederazione resta quella di una moneta pubblica digitale che, come il contante, non comporti costi diretti né per i consumatori né per gli esercenti. Confcommercio individua però quattro condizioni fondamentali per evitare che l’Euro Digitale replichi le distorsioni già presenti nel mercato dei pagamenti elettronici.

La prima riguarda il costo di accettazione per gli esercenti.

Il tetto alle commissioni deve assicurare un risparmio effettivo per imprese e consumatori rispetto alle attuali soluzioni di mercato e tenere conto del fatto che l’infrastruttura centrale dell’Euro Digitale è finanziata con risorse pubbliche. Da qui anche la contrarietà alla codificazione del principio individuale del “no worse-off”, che rischierebbe di consolidare l’attuale disparità tra piccoli esercenti e grandi operatori: le micro e piccole imprese, oggi, si trovano spesso a sostenere costi di accettazione dei pagamenti elettronici fino a quattro volte superiori rispetto ai grandi retailer.

La seconda priorità riguarda il trasferimento dei risparmi lungo la filiera.

Confcommercio valuta positivamente la proposta del Parlamento europeo di azzerare le commissioni inter- PSP nelle transazioni offline e nelle operazioni intragruppo o sullo stesso PSP. Ma il principio deve essere completato: quando un costo viene eliminato a monte, il relativo beneficio deve tradursi automaticamente in una riduzione della commissione applicata all’esercente e, conseguentemente, in un vantaggio per i consumatori.

Terzo elemento è la trasparenza.

Per Confcommercio, i dati sui costi effettivi di accettazione e sulle quote di mercato dei diversi strumenti di pagamento non possono restare nella disponibilità esclusiva degli intermediari finanziari. Un modello di riferimento è quello della Reserve Bank of Australia, che mette a disposizione dati aperti e periodici, consentendo alle autorità e al mercato di verificare l’effettivo funzionamento del sistema.

Infine, occorre garantire la comparabilità dei costi.

Un operatore deve poter conoscere in maniera semplice e standardizzata quanto gli costa accettare l’Euro Digitale e confrontare questa cifra con quella degli altri strumenti di pagamento.

Confcommercio sostiene quindi la previsione contenuta nel testo del Parlamento europeo che introduce un vero diritto alla comparabilità per le imprese. Per Confcommercio, dunque, la sfida non è soltanto introdurre un nuovo strumento di pagamento, ma costruire una vera moneta pubblica digitale europea, capace di offrire benefici concreti all’intero sistema economico.

Massoletti: “Costi equi e trasparenti per imprese e consumatori”

“Regole trasparenti, costi competitivi e condizioni eque per le imprese di ogni dimensione – spiega Carlo Massoletti, delegato alle Politiche UE di Confcommercio – sono le condizioni indispensabili perché l’Euro Digitale possa conquistare la fiducia del mercato e diventare un vero equivalente elettronico del contante, a beneficio di imprese, consumatori e dell’intera economia europea.

In un mercato unico non possiamo accettare che una micro o piccola impresa si trovi a sostenere costi più elevati rispetto a una grande impresa o a un’attività delle stesse dimensioni che opera in un altro Paese europeo.

Una vera moneta pubblica digitale europea deve garantire pari condizioni di accesso e distribuire i suoi benefici secondo un principio di equità, senza penalizzare le imprese più piccole né creare disparità tra gli Stati membri”.

Euro Digitale, Fipe: “Da Bankitalia conferma fondamentale. Servono benchmark uniforme ed esenzione sui micro-pagamenti”

L’adozione di un benchmark di mercato unico a livello europeo per le commissioni e la previsione di un’esenzione dai costi per i pagamenti di piccolo valore rappresentano precondizioni fondamentali per garantire l’equità e il successo del futuro euro digitale. Un documento di analisi pubblicato da Banca d’Italia (link al documento pfd) sui modelli di tetto alle commissioni per la futura valuta digitale ha confermato le posizioni sostenute dalla Fipe.

Lo studio dell’Istituto centrale mette in luce come i piccoli esercizi paghino oggi commissioni significativamente più elevate rispetto ai grandi operatori, a causa del minor potere contrattuale nei confronti dei fornitori di servizi di pagamento.

Per superare queste sperequazioni, Banca d’Italia promuove un modello di compensazione basato su un parametro di riferimento europeo uniforme e facilmente verificabile, superando le regole basate sui singoli contratti individuali che finirebbero per cristallizzare le disparità esistenti.

Il paper sottolinea inoltre l’efficacia di un’esenzione dalle commissioni per le transazioni di importo ridotto, misura essenziale per favorire l’inclusione dei piccoli esercizi e promuovere l’accettazione della nuova moneta digitale. FIPE-Confcommercio ha espresso profondo apprezzamento per le conclusioni del documento di analisi pubblicato da via Nazionale.

“Condividiamo l’analisi svolta da Banca d’Italia“, ha dichiarato il presidente Fipe Lino Enrico Stoppani. “L’indicazione di un benchmark unico europeo e la necessità di azzerare l’impatto commissionale sui micro-pagamenti vanno esattamente nella direzione che la Federazione auspica e sostiene da tempo.

Il lavoro della Federazione svolto in questi anni ha sempre puntato a riequilibrare un sistema che scaricherebbe sui bar e sui piccoli esercizi costi sproporzionati rispetto ai volumi e al valore delle transazioni. L’euro digitale potrà essere una reale opportunità di modernizzazione solo se saprà garantire regole trasparenti, oggettive e sostenibili per chi lavora ogni giorno a contatto con milioni di consumatori”.

(Euro digitale Immagine di F Ascani)

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