- Categoria: DIGITAL EVOLUTION
- Argomento: Digital Marketing B2B, Digital Marketing per E-Commerce, Digital Marketing Strutture Ricettive
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Dal 31 agosto OpenAI ha aperto anche in Italia l’accesso self-service a ChatGPT Ads, la piattaforma – ancora in Beta e in continuo aggiornamento – che permette alle aziende di mostrare annunci all’interno dell’esperienza conversazionale di ChatGPT.
La stiamo testando su di noi, sia come inserzionisti sia come fruitori della piattaforma, per capire come viene distribuito il budget, in quali conversazioni compaiono determinate inserzioni, quali messaggi generano interesse, quali contesti portano traffico utile e come gli utenti si comportano dopo il clic.
Ecco cosa è emerso + alcune info utili e le nostre considerazioni.
Chi vede gli annunci su ChatGPT
A vedere gli annunci su ChatGPT sono gli utenti Free e Go.
Restano esclusi gli utenti Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu, oltre agli account identificati come appartenenti a minori di 18 anni.
Ciò significa che fare lead generation B2B è al momento piuttosto difficile:
- a usare ChatGPT nelle versioni Free e Go sono perlopiù i giovani;
- a usare ChatGPT nelle versioni Plus, Pro, Business, Enterprise sono in prevalenza professionisti e decision maker, che restano esclusi dalla pubblicità.
Aspetto degli annunci in ChatGPT
Dal punto di vista del formato, l’annuncio appare molto essenziale.
Ogni inserzione comprende:
- nome dell’inserzionista;
- logo;
- titolo;
- descrizione;
- immagine statica in formato 1:1;
- link alla landing page.
Lo spazio a disposizione richiede capacità di sintesi… molta più di quella che i limiti tecnici della piattaforma lascerebbero immaginare. ChatGPT Ads consente infatti di scrivere titoli fino a 50 caratteri e descrizioni fino a 100 caratteri.
Dai nostri test risulta in realtà indispensabile restare entro i 24 caratteri circa per il titolo e i 48 caratteri circa per la descrizione, poiché da app una parte consistente del testo viene tagliata.
ChatGPT Ads: dove appaiono gli annunci e come vengono selezionati
Gli annunci appaiono sotto le risposte di ChatGPT, separati dal contenuto generato dall’AI e chiaramente identificati come sponsorizzati.
Vengono selezionati sulla base di diversi segnali, tra i quali:
- contesto e intento della conversazione in corso;
- landing page;
- titolo e testo dell’annuncio;
- context hints (informazioni fornite dall’inserzionista per aiutare OpenAI a comprendere in quali situazioni un prodotto o servizio potrebbe risultare rilevante);
- impostazioni di targeting.
Un utente può scegliere anche di attivare la personalizzazione degli annunci. In quel caso possono contribuire alla selezione anche alcuni segnali provenienti dalla sua esperienza più ampia su ChatGPT.
La personalizzazione degli annunci non è però ancora disponibile in Italia. OpenAI dichiara, pertanto, che in questa fase e per questi utenti la selezione si basa sul thread corrente e su elementi di contesto di base, come lingua o posizione generale, senza utilizzare altre conversazioni, cronologia annunci o argomenti precedenti.
Nei nostri test abbiamo però osservato che non va proprio come dichiarato: può capitare di imbattersi in annunci completamente fuori contesto rispetto alla conversazione corrente ma coerenti con temi presenti nello storico dell’account.
Per esempio: nella nostra cronologia sono presenti ricerche sulla SEO. Un’inserzione sul tema è comparsa all’interno di una chat con focus su tesi di laurea.
Personalizzazione degli annunci a parte, è palese che la piattaforma deve ancora lavorare molto sulla pertinenza dell’annuncio rispetto alla conversazione in corso.
In questo annuncio, per esempio, la scrivania di Deghi compare in un contesto, che nel senso può ampio, possiamo identificare come “Istruzione”. Il vero problema, però, è che compare a uno studente universitario che ha quasi terminato il suo percorso di studio e che, quindi, difficilmente sarà interessato a effettuare un acquisto di questo tipo.
Il contesto: ciò che differenzia ChatGPT Ads da Google Ads e Social Ads
| ChatGPT Ads | Google Ads (Search) | Meta Ads | |
|---|---|---|---|
| Segnale principale | Contesto e intento della conversazione | Query digitata dall’utente | Comportamenti, interessi, audience |
| Controllo dell’inserzionista | Basso: i context hints sono indicazioni, non regole | Alto: keyword, corrispondenze, negative | Medio-alto: pubblici, esclusioni, posizionamenti |
| Fase del funnel | Esplorazione, confronto e scelta nella stessa sessione | Domanda consapevole in Search | Soprattutto generazione di domanda |
| Esclusioni di contesto | Non disponibili | Keyword negative | Esclusioni di pubblico e posizionamento |
| Reportistica | Essenziale, senza dati sui prompt | Termini di ricerca e dati molto granulari | Dati approfonditi su pubblici e creatività |
Il contesto è ciò che distingue ChatGPT Ads dalle piattaforme Search e Social con le quali siamo abituati a lavorare. Infatti:
- su Meta e TikTok, la piattaforma prova soprattutto a prevedere chi potrebbe essere interessato a un prodotto o servizio sulla base di segnali come comportamenti, interazioni, interessi, audience e probabilità di conversione;
- su Google e Bing Search, l’intento viene espresso direttamente attraverso la query: più la ricerca è lunga e specifica più informazioni abbiamo sul bisogno, ma il contesto resta generalmente limitato a ciò che viene digitato in quel momento;
- su ChatGPT, l’utente può spiegare cosa sta cercando, perché, quanto vuole spendere, quali vincoli ha, quali alternative ha già valutato e quali criteri userà per scegliere.
Nel turismo, per esempio, non avremo soltanto “Hotel 5 stelle Roma”, ma qualcosa di molto più vicino a: “Cerco un hotel a Roma per 3 notti, vicino al centro, con parcheggio, adatto a una famiglia. Budget massimo: 200 euro a notte”.
E il contesto può arricchirsi ulteriormente nel corso della conversazione: l’utente può partire da una ricerca esplorativa, aggiungere esigenze e vincoli, confrontare diverse soluzioni e arrivare progressivamente alla scelta.
In pratica, tutti i momenti del processo decisionale sono racchiusi all’interno della stessa esperienza conversazionale.
Il rovescio della medaglia è che oggi l’inserzionista ha molto meno controllo sul contesto di pubblicazione rispetto a quanto accade su Search:
– su Google Ads se decido di lavorare sulla keyword “digital marketing”, so che entrerò in asta per quella ricerca o per varianti strettamente correlate, in base al tipo di corrispondenz