Sanità. La commissione Sanità promuove in maniera bipartisan il progetto di legge Pd, Civici per la prevenzione e la gestione degli arresti cardiaci extraospedalieri

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Sostanziale apprezzamento bipartisan per il progetto di “Disciplina del sistema regionale integrato per la gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero e per la promozione della prevenzione collettiva, delle tecnologie e della partecipazione della comunità” a firma dei consiglieri regionali Gian Carlo Muzzarelli (Partito democratico) e Giovanni Gordini (Civici) discusso oggi nel corso della commissione Sanità e il cui obiettivo è rendere l’Emilia-Romagna un punto di riferimento nella lotta all’arresto cardiaco extraospedaliero, attraverso una rete di intervento più efficiente, una maggiore diffusione dei defibrillatori e il coinvolgimento attivo dei cittadini nella prevenzione.

Il progetto prevede maggiore diffusione dei defibrillatori, lavoro integrato fra sanità, volontariato, scuola e associazioni sportive, innovazione tecnologica. Prevista poi l’introduzione della settimana regionale “Viva!”, dedicata alla sensibilizzazione dei cittadini, il sostegno a programmi di formazione e ricerca, percorsi di riabilitazione per chi sopravvive a un arresto cardiaco.  Si rafforzano gli strumenti per monitorare i risultati delle politiche regionali e migliorarle nel tempo con l’obiettivo di salvare vite umane riducendo il numero dei morti a causa di arresti cardiaci extraospedalieri.

Presentata dai due relatori, quello di maggioranza Giovanni Gordini (Civici) e quello di minoranza Luca Pestelli (Fratelli d'Italia), la proposta di legge ha trovato apprezzamenti tanto nel centrosinistra, quanto nel centrodestra. Eguqale sostegno era già stato espresso dal mondo medico-sanitario durante l’audizione avvenuta la settimana scorsa sempre nel corso della commissione Sanità: “Questo – avevano spiegato i rappresentanti di medici, infermieri, volontari e associazioni - è un provvedimento atteso da tempo, ora sarà determinante come la legge verrà applicata perché bisogna tanto dotare le comunità di defibrillatori, quanto far conoscere ai cittadini dove sono ubicati e come si utilizzano gli strumenti salva-vita”.

Il presidente Gian Carlo Muzzarelli e i relatori Giovanni Gordini e Luca Pestelli

"Oggi ricorre la giornata mondiale del cuore - ha affermato il presidente Gian Carlo Muzzarelli -. E la discussione su questo progetto di legge, che cade proprio oggi, è un'occasione fondamentale per accendere i riflettori sulle malattie cardiovascolari. Parliamo di patologie che attualmente sono responsabili di 17,5 milioni di morti premature all'anno nel mondo, un dato che purtroppo si prevede salirà a 23 milioni entro il 2030. Come Regione siamo fortemente impegnati, attraverso il Piano regionale della prevenzione, a diffondere informazioni corrette per promuovere sani stili di vita tra i cittadini: una corretta alimentazione, il contrasto a obesità, fumo, alcol e ai fattori di stress. Siamo al lavoro su questo specifico progetto di legge per gli eventi che si verificano in contesti extraospedalieri: le valutazioni raccolte durante l'udienza conoscitiva rappresentano un punto di riferimento essenziale per strutturare al meglio un maggior coinvolgimento e definire le strategie future".

Giovanni Gordini (Civici), relatore di maggioranza ha rimarcato: "L'udienza conoscitiva è stata ricca e ha portato stimoli importanti. Il nostro obiettivo comune è raggiungere la maggioranza più ampia possibile nell’approvazione di questo progetto di legge. Nella nostra regione registriamo purtroppo 4.500 morti all'anno per arresto cardiaco: un dato che dimostra quanto sia giusto dedicare risorse e massima attenzione a questa problematica. La legge punta a coinvolgere direttamente i cittadini e i first responder sul piano della formazione, affinché chiunque sia presente possa intervenire tempestivamente con le manovre di rianimazione cardiopolmonare: una formazione che deve partire anche dalle scuole. Inoltre, i drammatici episodi di morti giovanili ci ricordano l'importanza della prevenzione, e questa legge punta anche a mappare e intercettare eventuali familiarità. Nella parte più operativa della legge, infine, un’attenzione particolare all'uso dei defibrillatori: la loro localizzazione deve essere ben definita, così come l’obbligo per i proprietari dei dispositivi a segnalarne ufficialmente la presenza”.

Luca Pestelli (FdI), relatore di minoranza ha evidenziato: "Un dato importante, emerso in udienza conoscitiva, riguarda i 12 arresti cardiaci al giorno che si registrano nella nostra Regione in media. Delle persone coinvolte da questi eventi, ne sopravvive solo una. Questo dimostra come la prevenzione e l'intervento extraospedaliero debbano rappresentare una vera priorità per le politiche sanitarie. Molti Comuni si sono già mossi per diventare realtà 'cardioprotette' e questo progetto di legge regionale si inserisce nel solco della legge nazionale del 2021, votata all'unanimità dal Parlamento. L'evento extraospedaliero richiede un approccio integrato per garantire una reale capillarità d'intervento. Questo testo lo fa, adottando una visione che non è solo clinica, ma che abbraccia l'intero percorso: dalla prevenzione fino alla riabilitazione. È fondamentale coinvolgere i cittadini attraverso la formazione, partendo dalle scuole, dalle associazioni di volontariato e sportive, fino alle Forze dell'ordine. Trattandosi di un'emergenza, il ruolo del sistema di emergenza-urgenza deve rimanere centrale. Diventa perciò un punto focale, ma anche potenzialmente critico, la mappatura capillare dei defibrillatori: una grande responsabilità che deve essere una priorità politica assoluta".

Il dibattito

Per Simona Lembi (Pd) “il progetto di legge presenta punti altamente qualificati”. “L'idea centrale è non affidarsi esclusivamente al 118 - ha proseguito -, ma costruire una vera e propria 'rete della sopravvivenza': quando le istituzioni creano queste alleanze, mettono a disposizione della comunità opportunità concrete. Accolgo con favore la mappatura dei defibrillatori e la garanzia della loro reale fruibilità, così come la grande innovazione rappresentata dalla piattaforma DAE-responder, che rende i cittadini parte attiva della risposta a questa sfida. Riguardo al bivio tra il sanzionare chi non si adegua sulle norme dei DAE o il promuovere comportamenti virtuosi, sono più favorevole a questa seconda scelta, pur rimanendo disponibile a trovare un modo per coniugare le due esigenze. Auspico, infine, che sia approfondita e rafforzata, in questo progetto di legge, la tematica sulla medicina di genere”.

Alice Parma (Pd) ha sottolineato come "questo progetto di legge rappresenti un'occasione importante per assumerci una precisa responsabilità come istituzioni. Questo testo nasce anche come risposta alle necessità espresse dal terzo settore e dalle associazioni, realtà che coadiuvano quotidianamente il lavoro della sanità pubblica nella nostra regione. Assumerci questa responsabilità significa valorizzare un sistema di cittadinanza attiva, decidendo insieme di guidare questo percorso di coordinamento territoriale. L'installazione dei defibrillatori all'interno dei nostri contesti urbani non è solo una misura tecnica, ma rappresenta un reale valore aggiunto per la comunità. A questo si deve unire una formazione diffusa rivolta ai cittadini e ai titolari degli esercizi pubblici, affinché nei luoghi di aggregazione ci siano sempre persone formate e pronte a intervenire tempestivamente in caso di necessità”.

Nicola Marcello (FdI) ha rimarcato: "Seguo questo tema dai primi corsi di formazione di fine anni '90 e come Fratelli d'Italia siamo intervenuti più volte con diversi atti sia in Regione sia nelle realtà comunali. Se è vero che oggi c'è una grande diffusione di defibrillatori, è altrettanto vero che spesso questi si trovano in luoghi che restano chiusi di notte e nei weekend. Per questa ragione, è necessaria una mappatura precisa, utile a individuare i dispositivi realmente fruibili 24 ore su 24, incentivandone l'installazione all'esterno delle strutture e la loro diffusione nei territori periferici e nelle aree interne. A questo tema, si associa quello della connessione internet che deve essere garantita ovunque. Serve diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare nelle scuole: sul punto, mi sono fatto promotore di corsi anche nelle scuole medie. Rilevo tuttavia una criticità: troppi criteri applicativi sono stati devoluti e rimandati alla Giunta. È fondamentale che questo provvedimento non resti scollato dal mondo reale, ma si integri pienamente con ciò che già esiste”.

Il progetto di legge

Il progetto di legge mette ordine alle tante iniziative già esistenti e le riunisce in un’unica strategia regionale. Prevede il potenziamento della rete dei defibrillatori automatici esterni (DAE), il loro monitoraggio costante, il rafforzamento del Registro regionale degli arresti cardiaci extraospedalieri (RACER), della piattaforma digitale DAE respondER e un coordinamento stabile fra aziende sanitarie, sistema 118, Terzo settore, scuole e associazioni sportive. Grande attenzione è riservata anche ai più giovani, con programmi di prevenzione della morte cardiaca improvvisa nelle scuole, screening dedicati, coinvolgimento della medicina dello sport e percorsi specifici rivolti a ragazze e ragazzi. La proposta, inoltre, dedica un’attenzione particolare alla medicina di genere, promuovendo la formazione degli operatori sanitari e una maggiore consapevolezza sul fatto che le malattie cardiovascolari nelle donne possono manifestarsi con sintomi differenti rispetto agli uomini e richiedono percorsi diagnostici e terapeutici sempre più mirati. Un approccio che punta a superare modelli costruiti prevalentemente sulla ricerca clinica condotta sulla popolazione maschile, contribuendo a garantire cure più appropriate ed efficaci anche per le donne. La proposta, poi, riconosce il ruolo fondamentale del volontariato e del Terzo settore nella formazione dei cittadini e nella costruzione di una rete di primo soccorso sempre più diffusa.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 29-09-2026, 11:45

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