Impresa. Pd: “Il Governo rifinanzi il fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura”

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“Il Governo rifinanzi il fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura”. In commissione Politiche economiche, presieduta da Luca Quintavalla, è stata approvata una risoluzione a prima firma Daniele Valbonesi (Pd) e sottoscritta da Alice Parma (Pd) che chiede al Governo di rafforzare il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio e benzina per le imbarcazioni nonché di rifinanziare il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura per far fronte ai danni connessi agli effetti del cambiamento climatico, come ondate di calore marino, mucillagini, ipossie e anossie. Ricordando che “la situazione di Goro rappresenta in modo particolarmente evidente gli effetti della proliferazione del granchio blu sulla molluschicoltura e sulla produzione di vongole, con conseguenze che interessano non soltanto le singole imprese ma l’intero sistema economico e sociale del territorio”.

Respinta, invece, una risoluzione presentata da Marco Mastacchi (Rete civica), emendata dallo stesso, e sottoscritta anche da Tommaso Fiazza (Lega) e Pietro Vignali (FI) che chiedeva di favorire il rilancio e la continuità produttiva del comparto dell'acquacoltura nella Sacca di Goro e nell'area di Comacchio, in provincia di Ferrara, attraverso un approccio che riconosca le profonde differenze strutturali tra i territori e superi l’attuale applicazione di misure uniformi non sempre efficaci e che assicuri condizioni di equità tra gli operatori al fine di garantire la continuità produttiva del comparto.

Dibattito in commissione

Fausto Gianella (FdI): “La sacca di Goro è stata invasa da questo terribile granchio mettendo l’acquacoltura a rischio di estinzione. Abbiamo avuto 42milioni dal Governo nazionale e se non fosse stato fatto un intervento così impattante sarebbe fallito il comparto. Il costo di produzione è attualmente fuori mercato, mentre prima si avevano 100 ettari di terra adesso gli specchi d’acqua sono ridimensionati in maniera esponenziale, a causa delle protezioni inserite. Stiamo scoprendo che fare miriadi di recinti e di concessioni non è produttivo. Se le cooperative non avranno aiuti difficilmente supereranno il periodo perché la frammentazione aumenta i costi di gestione: l’unica soluzione è una nuova area di riorganizzazione della sacca di Goro. Quella che il 13 maggio, data in cui è stata scritta la risoluzione di Mastacchi, era una prospettiva che si poteva attuare oggi non è più così”.

Marco Mastacchi (Rete civica): “La mia speranza è che ci fosse una convergenza. La risoluzione presentata dalla maggioranza sposta il problema e non dà risposte, mentre si tratta di una situazione di estrema emergenza. Sulla mia risoluzione insiste un emendamento che tiene conto di quanto successo in estate, per evitare che le aziende falliscano”.

Daniele Valbonesi (Pd): “Un aspetto evidente sono le differenze territoriali: sappiamo che Goro, Comacchio, Cesenatico e Rimini vivono situazioni diverse a seconda della morfologia e delle zone in cui operano. È anche vero che dobbiamo fare ragionamenti complessivi e che per situazioni così difficili è inevitabile fare riferimento a politiche nazionali”.

(Giorgia Tisselli)

Ultimo aggiornamento: 29-09-2026, 16:54

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