Usatissimo, il mercato del riuso, raddoppia gli spazi. - BolognaFiere Group

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Saranno 500 gli espositori a proporre oggetti usati di tutti i tipi.  Una tendenza che interessa sempre più famiglie e che trova conferma non solo sul web. Tra gli oggetti più richiesti passeggini, biciclette per bambini e l’intramontabile abbigliamento vintage.

Modena 30 settembre 2026. Una bicicletta della misura giusta per insegnare al figlio a pedalare senza le rotelline. Complementi d’arredo per il bilocale appena affittato e condiviso con altri studenti. Equipaggiamento per tutta la famiglia in vista del battesimo della neve. E poi quella casa delle bambole tanto desiderata dalla piccola e il volante per la console per il grande, le novità tecnologiche a prezzi finalmente accessibili. La risposta per tutte le tasche arriva domenica 4 ottobre al Quartiere fieristico di Modena che ospiterà Usatissimo, il mercato del riuso dedicato ai privati che permette a tutti i cittadini di vendere, acquistare o scambiare merce usata, senza alcuna particolare licenza. Il periodo è quello giusto perfetto per trasformare il cambio di stagione o il faticoso svuota cantina in un’occasione per ridare seconda vita a oggetti inutilizzati.

Non più solo capi di abbigliamento o gli intramontabili oggetti vintage: nell’ambito del recommerce si fanno largo prodotti tecnologici, oggetti di arredo, bigiotteria e soprattutto attrezzature della prima infanzia, come passeggini, seggioloni o giochi per bambini, sempre più protagonisti di un settore fortemente in crescita. Anche i primi numeri di Usatissimo lo testimoniano: con la seconda tappa di domenica 4 ottobre, raddoppia il numero delle piazzole per gli espositori (500 in tutto) facendo registrare il sold out. Stesso discorso per i visitatori che con quasi seimila tagliandi d’ingresso staccati nella prima data primaverile hanno confermato l’esistenza di una tendenza in crescita, capace di intrecciare temi etici ed esigenze economiche.

In provincia di Modena quasi quaranta gruppi di vendita e migliaia di iscritti

“Non lo uso più, adesso lo vendo”. “Preferisco prenderlo usato”. “Ho trovato questi per i bambini, sono praticamente nuovi”. Nell’economia familiare, e non solo, è un linguaggio sempre più diffuso. In principio furono i mercatini dell’usato, poi con l’evoluzione dei social chiunque ha avuto la possibilità di pubblicizzare non solo le proprie attività quotidiane, ma anche prodotti e servizi raggiungendo migliaia di potenziali clienti grazie a servizi come Facebook Marketplace e alla nascita di gruppi di acquisto e vendita per ogni zona e città.

Per la provincia modenese se ne contano almeno una quarantina, la metà dei quali tra Modena e Carpi, ma anche nella Bassa e soprattutto in Appennino sono molto frequentati e il numero degli iscritti a questi gruppi (la cui adesione spesso deve essere autorizzata dagli amministratori) può arrivare anche a diverse migliaia. Rispetto alle piattaforme di vendita on-line già presenti come eBay (arrivata in Italia nel 2001), Facebook Marketplace ha consentito scambi a mano e locali, completamente gratuiti e spesso gestiti in contanti. L’arrivo e l’evoluzione di altre piattaforme di vendita come Vinted, Subito o Wallapop ha praticamente istituzionalizzato questo mercato grazie anche a costi di spedizioni molto bassi, sicurezza e affidabilità negli acquisti e nelle transazioni. E soprattutto ha sdoganato l’idea che acquistare (o vendere) merce usata fosse un “ripiego” per chi volesse solo risparmiare.

Non solo appassionati del vintage, ma anche giovanissimi e famiglie con bambini: come sono cambiati i profili di acquirenti e venditori

Un settore che non conosce crisi ma che negli ultimi anni è letteralmente esploso riuscendo a coinvolgere non solo appassionati ed esperti di oggetti vintage, ma anche giovanissimi e famiglie con bambini sempre più in prima linea sia negli acquisti sia nelle vendite.

E così – spiegano gli organizzatori di Usatissimo – se in passato i mercatini dell’usato registravano una partecipazione di persone sulla sessantina alla ricerca di oggetti vintage o di capi di alta qualità, negli ultimi anni, anche grazie all’esplosione delle piattaforme on-line che hanno spezzato il tabù sull’acquisto di vestiti usati, sono profondamente cambiati i profili dei protagonisti del recommerce. I giovani salgono così sul podio dei principali fruitori e sostenitori del second hand, con sempre più acquisti di capi di abbigliamento di seconda mano, orgogliosi di rifarsi completamente il guardaroba con pochi euro e con la scelta di capi diversi e alternativi al fast fashion.

Una scelta di cui addirittura vantarsi sui social dove spadroneggiano numerosi influencer a caccia di appuntamenti sul riuso per pubblicare il “bottino” e consigliare ai propri follower dove recarsi: anche a Usatissimo di domenica 4 ottobre sono attesi almeno una decina tra blogger e influencer. Oltre ai giovanissimi e agli appassionati di sempre, ecco le famiglie con bambini che per le tipologie di prodotti destinate a un utilizzo limitato nelle varie fasi di crescita scelgono sempre più l’opzione dell’usato riuscendo così a ridurre gli sprechi e a contenere il caro-vita.

Le tipologie di prodotti più richieste
(e le tre regole fondamentali per la compravendita)

Il cambiamento dei principali attori del settore del riuso non ha solo comportato un maggior fermento, ma anche un’evoluzione dei prodotti presenti nei mercatini e delle richieste. E così anche a Usatissimo ci saranno non solo gli evergreen del vintage come oggetti di arredo e modellismo, ma anche i “super-ricercati” accessori per l’infanzia come passeggini, seggiolini per le auto e seggioloni da tavola, oltre naturalmente a giocattoli (ricercatissime le case per le bambole e le biciclette) e soprattutto libri per i primissimi anni, le apprezzate e consigliate “storie della buonanotte”. Ma sul podio salgono a sorpresa anche elettronica (telefoni, macchine fotografiche e soprattutto pezzi di ricambio retrò) e bigiotteria, mentre si registra anche la crescita di affari legati a piatti, stoviglie e bicchieri.

Un discorso a parte lo merita l’abbigliamento, un gigante che traina il settore e che riguarda sempre più anche i capi per bambini piccoli, con veri e propri set di vestitini per fronteggiare i continui cambi al nido e alla scuola dell’infanzia. Usatissimo domenica 4 ottobre permetterà a tutti i privati cittadini che si sono prenotati, dunque non commercianti di professione, di allestire la propria postazione: ma come si riesce a vendere meglio un prodotto? La prima regola è naturalmente quella del prezzo vantaggioso: una norma (non scritta) vuole che il costo sia almeno la metà di quello nuovo e comunque abbastanza conveniente da incuriosire. Importante resta lo stato del prodotto, che sia naturalmente in buone condizioni, e che soprattutto si presenti bene. Questo vale sia per chi espone sia per chi vende on-line: una buona presentazione in postazione e una foto ben fatta possono cambiare le sorti della vendita. E per chi acquista? Anche in questo caso costo contenuto e buono stato, ma soprattutto – per alcune tipologie di prodotti – dare spazio alla propria creatività, riuscire cioè ad immaginarsi quel prodotto finito o rielaborato, guardare quindi direttamente al punto di arrivo e non a quello di partenza.

Due padiglioni e 500 spazi espositivi sold out da giorni, attesi blogger, influencer e migliaia di visitatori. Domenica 13 dicembre si replica con la terza e ultima tappa

Il successo del primo appuntamento di domenica 8 marzo ha convinto gli organizzatori a raddoppiare i padiglioni destinati alla kermesse e le postazioni portando a 500 le piazzole per le vendite. Nonostante questo, per l’appuntamento di domenica 4 ottobre da giorni si registra il sold out a testimonianza della bontà della scelta degli organizzatori di portare questo importante e consolidato settore dal mercato virtuale delle piattaforme a quello reale del faccia a faccia: “Ci sono una serie di fattori dietro al successo dei mercatini dell’usato che intreccia il tema etico del ridurre gli sprechi con quello economico del risparmio e del contrasto al caro-vita – spiegano gli organizzatori – Ma c’è anche un altro aspetto più sottile ma dirompente, ovvero il desiderio delle persone di tornare ad incontrarsi, di parlarsi non più tramite uno schermo ma con il tradizionale faccia a faccia, di raccontarsi esperienze e scambiarsi consigli”.

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