Processo per l'uccisione dell'orsa F36, l'OIPA parte civile

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Comunicato stampa
3 ottobre 2026

Nella giornata di ieri, l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) – con il patrocinio dell’Avv. Anna Vio del foro di Bologna – è stata ammessa come parte civile davanti al Tribunale Penale di Trento, nel procedimento per l’uccisione dell’orsa F36. La sua morte, avvenuta nel 2023 per colpi di arma da fuoco, aveva fatto partire la denuncia da parte dell’OIPA Italia, che aveva partecipato attivamente alle indagini sul decesso dell’orsa. Questo aveva permesso di ottenere, davanti al giudice per le indagini preliminari, l’imputazione coatta per i soggetti coinvolti, nonostante la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero.

L’OIPA si era infatti opposta alla richiesta di archiviazione, evidenziando la presenza di elementi probatori che non erano stati considerati nel corso delle indagini.

“Stiamo facendo tutto il possibile per ottenere giustizia per la morte dell’orsa F36 e per tutelare questa specie come prevede la legge. L’orso, infatti, fa parte della fauna selvatica protetta a livello comunitario e ricordiamo che è un dovere delle Istituzioni e delle Autorità prevenire e reprimere ogni condotta illecita a suo danno”.

Avv. Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio Legale di OIPA Italia

La prossima udienza è stata fissata per il 18 novembre 2026.

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