Workout Magazine - Studio Chiesa communication
Heritage al femminile: Workout magazine incontra Beatrice Castellini, Communication & Sustainability Manager di Castellini S.p.A.
La bimbetta arranca sul prato antistante la palazzina degli uffici: i capelli spioventi sul viso, il corpo gracile teso in avanti nello sforzo di trascinare con una fune una balena spiaggiata. Un’immagine che colpisce. E che commuove: «Per mio padre è stato amore a prima vista, – racconta Beatrice Castellini, Communication & Sustainability Manager di Castellini S.p.A – la scultura era al centro di una grande rotonda a Faenza e lui ne è rimasto così affascinato da continuare a girarle attorno». Di lì al commissionare all’autore, l’artista bresciano Stefano Bombardieri, una versione destinata alla sede dell’azienda il passo è stato breve: «L’installazione di Faenza era in vetroresina ed era più realistica, la nostra è in metallo calandrato il che le ha conferito una sagoma più geometrica, ma l’impatto emotivo è rimasto immutato: Gaia e la balena – questo il titolo dell’opera – rappresenta la determinazione nel fare qualcosa che viene reputato impossibile, sottolinea l’importanza di non perdere mai di vista il proprio obiettivo ed evoca la certezza che se sei davvero convinto di riuscire in un’impresa, riuscirai a persuadere anche gli altri di questa possibilità, a contagiarli con la tua tenacia, a far loro oltrepassare gli inevitabili momenti di scoramento. Tutto questo siamo noi, ed è quello che ci auguriamo di continuare ad essere».
Superare le difficoltà senza demordere è la mission di Castellini, fino a ieri Castellini Officine Meccaniche srl e da pochissimo Castellini SpA Società Benefit, azienda di Cazzago San Martino, uno dei tanti paesi della Franciacorta dove la bellezza della campagna riesce a convivere con l’operosità manifatturiera tipica di questo territorio. 75 anni di vita, tutti trascorsi nello stesso luogo – anche se, come vedremo, non nella stessa sede –, 38 milioni di fatturato previsti nel 2024 che arrivano a 42 con il consolidato di due società neoacquisite, LLS Titanium e Carbon-Ti, un mercato che per il 77% è in Europa con un panorama di competitor reso striminzito dalla difficoltà di garantire elevatissima qualità e precisione su componenti molto complessi. Ma andiamo con ordine affidando a Beatrice il compito di raccontare l’impresa, che è della sua famiglia da ormai tre generazioni.
«In Castellini abbiamo due anime: Machining e Solution. La prima rappresenta il nostro core business storico – quello nato con mio nonno – l’officina meccanica che realizza componenti e attrezzature complesse per il settore della siderurgia, in particolare per la laminazione dei prodotti piani: sono tutte produzioni su commessa e rappresentano gli assiemi più complicati, le parti più “sensibili” dei laminatoi, quelle che richiedono attenzione e precisione particolari e per le quali il cliente esige qualità e affidabilità al massimo livello. Solution sviluppa invece impianti di processo che applicano la tecnologia laser, in particolare per il taglio e la saldatura delle lamiere piane e per il loro trattamento superficiale, per esempio con i sistemi di laser scribing e degreasing. Sono destinati ai laminatoi oppure ai cantieri navali, per esempio abbiamo da poco installato per Fincantieri a Riva Trigoso una panel line, che applica una tecnologia brevettata in partnership con loro e che prevede una tecnica di saldatura ibrida in una configurazione che ci ha permesso di ottenere una saldatura efficace di due lamiere spesse 20 mm, con una sola passata. La panel line è in grado di realizzare i ponti delle navi accoppiando pannelli di lamiera, saldandoli, facendo tagli dove necessario e posizionando contemporaneamente anche le travi di rinforzo che vengono poi saldate. Al termine del processo, lungo quasi 140 metri, esce un pannello intero che è il piano di calpestio della nave. È una tecnologia che è stata studiata all’interno di SolutionLab, il polo di Solution dedicato alla ricerca e all’innovazione, gestito da un team di fisici e ingegneri e dotato di un laboratorio all’avanguardia».
Solution merita qualche parola in più perché trae origine da una brillante intuizione di Fiorenzo Castellini, padre di Beatrice: «Questa business unit è nata nel 2018 quando abbiamo ceduto TTM Laser, la nostra divisione che sviluppava macchine custom made a tecnologia laser per il taglio tubo. Mio padre aveva un duplice obiettivo: da un lato rientrare dall’investimento, decisamente importante, fatto per la costruzione della nuova sede, dall’altro abbandonare quella linea di prodotto, cioè il taglio tubo a laser, che vedeva un mercato competitivo molto affollato – anche se noi ci muovevamo su un terreno diciamo “tailor made” – mentre la lamiera piana era e resta tuttora un mercato con ampie possibilità di sviluppo. L’accordo che a suo tempo abbiamo fatto con il gruppo acquirente, Bystronic, ci manteneva la possibilità di sviluppare la parte di applicazione laser proprio sulla lamiera piana ed è quello che abbiamo fatto alcuni anni dopo con Solution, forti di tutta l’esperienza che nel frattempo avevamo accumulato in questo campo». Solution è veramente il fiore all’occhiello di Castellini perché, attraverso SolutionLab, sa rispondere a problemi industriali per i quali ancora non esiste una tecnologia mettendo quindi in atto, spesso in partnership, una R&D molto innovativa e centrata perfettamente sulle necessità del cliente. «È il nostro punto di forza quello di riuscire a trovare soluzioni originali e pionieristiche a richieste complesse – afferma Beatrice –, è sicuramente quello che ci fa scegliere».
La capacità di «guardare oltre» di Fiorenzo Castellini si era estrinsecata già qualche anno prima, nel 2012, con la creazione di Teze Mechatronics: «Nelle intenzioni di mio padre doveva essere un incubatore di start-up nel campo della meccatronica, delle energie rinnovabili e della biomeccanica. In quel momento c’era il boom delle start-up, soprattutto digitali, molti volevano investire in quel campo con l’idea di ottimizzare, vendere e quindi guadagnare in tempi rapidi, ma questo non era il nostro pensiero: noi volevamo diventare partner e supporter per progetti di ricerca indirizzati a trovare nuove applicazioni in campo industriale, tant’è che di alcune delle realtà che sono nate a quel tempo siamo ancora soci. Oggi, avendo a disposizione gli spazi necessari e il team di SolutionLab che è una commistione di saperi, vogliamo rilanciare Teze Mechatronics con una nuova visione: trasformarla in un hub di ricerca industriale, un centro di eccellenza incentrato sulla tecnologia laser, riconosciuto e accreditato da partnership importanti con imprese e università». D’altro canto è proprio il potere di spesa di alcuni clienti di prima grandezza che può consentire alle università di portare avanti ricerche su tematiche che altrimenti si arenerebbero a causa dei costi elevati. «Per esempio, in questo momento – dice ancora Beatrice – abbiamo in utilizzo per i nostri studi un laser di grande potenza e… costo proporzionato che difficilmente l’università si potrebbe permettere. Quindi Teze Mechatronics sarà il luogo di elezione di una sinergia virtuosa tra università e imprese. Queste ultime in particolare hanno bisogno di ricerca pura proprio perché il laser è una tecnologia relativamente nuova, che ha uno sviluppo velocissimo e un campo di applicazione potenzialmente enorme e ancora da scoprire in tutte le sue sfaccettature. Alcune delle quali sono dei veri e propri casi di serendipità: facendo sperimentazione sul laser scribing, che è una tecnica utilizzata per migliorare le proprietà magnetiche dell’acciaio elettrico agendo sulla struttura della superficie con l’ottimizzazione dell’orientamento del grano magnetico, ci siamo accorti che procedendo come facevamo, modificando geometria e intensità del fascio, si dava la possibilità di effettuare anche il degreasing, cioè la pulizia del materiale stesso. La pulitura del coil dopo la laminazione è un’operazione che oggi viene effettuata in grandi vasche con soluzioni acide, le quali creano poi problemi di smaltimento, e richiede grandi spazi, mentre con il laser la si può effettuare in modo più safe per l’ambiente e meno energivoro (con il metodo tradizionale le soluzioni acide devono essere mantenute calde)». L’applicazione di questa tecnologia diventerà a breve un brevetto, in partnership con una società sulla cui identità Beatrice mantiene il più stretto riserbo.
Esiste poi una terza business unit costituita dalle due recentissime acquisizioni di Castellini, LSS Titanium e Carbon-Ti, a cui si è aggiunta Breka, la società fondata una quindicina di anni fa da Giuseppe, fratello minore di Beatrice: sono realtà le cui produzioni si indirizzano a settori particolari, contigui o affini fra loro, primo fra tutti l’aerospace. L’ambizioso progetto di Giuseppe Castellini è di farne un piccolo, ma sofisticato hub tecnologico in grado di fornire proprio al campo aerospace una serie di prodotti e servizi che sul territorio italiano è complicato reperire. Spiega Beatrice: «In Italia in questo settore, dal punto di vista industriale e potrei dire anche tecnologico, siamo molto avanti. Il problema è che siamo anche molto frammentati in tante piccole realtà che spesso non riescono a emergere perché non fanno sinergia di gruppo. La nostra intenzione è di compattarle, di creare una compagine che sappia interfacciarsi anche con le grandi aziende, con il big customer, perché esprime solidità e garanzia. In questa operazione sinergica andremo a ottimizzare una serie di processi – per esempio accorperemo tutto quanto concerne