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POLITICAL REVIEW GENNAIO 2024

TRUMP GIURA COME PRESIDENTE

Lunedì 20 gennaio, Donald Trump ha giurato come quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti, affermando che il declino dell’America è finito. In occasione del discorso di insediamento, tenutosi nella Capital One Arena, il presidente ha firmato 42 ordini esecutivi, tra cui il ritiro degli USA dall’OMS e dagli Accordi di Parigi, il rilancio di politiche energetiche incentrate sul fossile e una “stretta” sull’immigrazione illegale. Ha fatto, altresì, discutere la decisione di concedere la grazia e le commutazioni di pena in relazione all’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio. Oltra a Elon Musk, al giuramento erano presenti anche i leader delle principali aziende tech globali, tra cui anche il ceo di TikTok, azienda oggetto di un ordine esecutivo ad hoc che proroga la scadenza per la vendita del ramo americano, scongiurando così l’oscuramento dell’app. La premier Giorgia Meloni ha partecipato alla cerimonia, divenendo il primo presidente del Consiglio a parteciparvi, ma anche l’unica leader europea presente, con l’intenzione dichiarata di far rivestire all’Italia un “ruolo di ponte tra Stati Uniti ed Ue”.

IL FORUM A DAVOS

Preceduto dal Presidente Argentino Milei, Donald Trump ha rilanciato la sua ricetta economica al World Economic Forum di Davos, dove ha sostenuto la necessità di una svolta radicale, abbandonando di fatto la strada percorsa negli ultimi anni, soprattutto in materia di difesa dell’ambiente e sostenibilità. Alla base della sua strategia c’è il “let’s make a deal”: una soluzione prospettata anche al presidente russo Vladimir Putin, cui ha chiesto di sedersi al tavolo per trovare un accordo. Il neopresidente non risparmia attacchi all’UE, accusandola di “trattare male” gli Stati Uniti, sia per il deficit nella bilancia commerciale che per l’eccessiva regolamentazione, soprattutto per quanto riguarda le big tech statunitensi. Parimenti, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha sollecitato l’Europa a partecipare alla “competizione” lanciata da Trump, completando gli strumenti che la renderebbero un attore capitalistico più agguerrito. Infine, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Europa saprà essere pragmatica e pronta a discutere di interessi comuni, ma restando sempre fedele ai suoi principi.

MPS VUOLE SCALARE PIAZZETTA CUCCIA

Sfruttando l’effetto sorpresa, MPS sta provando a scalare Mediobanca, lanciando un’offerta pubblica di scambio sull’istituto di Piazzetta Cuccia, prevedendo un premio del 5%. Da sempre considerata il tempio della finanza italiana, l’istituto fondato da Enrico Cuccia custodisce il 13% delle Assicurazioni Generali. Un ruolo da kingmaker potrebbero giocarlo sia il gruppo Caltagirone e Delfin, l’holding della famiglia del Vecchio, che nell’insieme detengono il 27,6% di Mediobanca e il 15% di Mps – nonché il 16,86% di Generali. Considerata la quota posseduta in MPS, pari all’11%, il Governo avrà anch’esso un ruolo cruciale, anche perché può ricorrere alla golden power. L’AD di MPS, Luigi Lovaglio, ha dichiarato che l’operazione vuole segnare un nuovo approccio nel percorso di consolidamento del settore bancario italiano. Negli ultimi mesi il mercato bancario italiano ha dimostrato una certa vivacità, e con essa la volontà di cambiarne gli assetti, memore anche il tentativo di scalata di Unicredit su Banco Bpm, che ad oggi sembra essersi arrestata.

IL PARLAMENTO ALLA RIPRESA DEI LAVORI

Archiviata la legge di bilancio, il Parlamento ha ripreso a pieno i lavori. Contestualmente, il Governo ha varato alcuni decreti-legge, tra cui il consueto Milleproroghe, il cui esame entrerà nel vivo nei prossimi giorni, concentrandosi sull’esame delle proposte emendative presentate. Resta, invece, ancora in alto mare l’elezione dei quattro giudici della Corte costituzionale. La ricerca di un accordo tra maggioranza e opposizioni va avanti da mesi, mentre, ad oggi, sembrano ormai confermati i nomi di Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi e “padre” della riforma costituzionale sul premierato, in quota Fratelli d’Italia, e quello di Massimo Luciani, accademico dei Lincei, in quota Partito Democratico. Infine, la stessa Corte ha bocciato il referendum abrogativo sull’Autonomia differenziata, promuovendo però quelli sul lavoro e quello sulla cittadinanza per gli extracomunitari.
 

SOCIAL REVIEW: I TREND TOPIC DELLE ULTIME SETTIMANE

GIORGIA MELONI

Il politico più performante sul tema Cecilia Sala è Giorgia Meloni, con un post su Instagram in cui accoglie in Italia la giornalista precedentemente imprigionata a Teheran. Si tratta di un contenuto caldo, pur mantenendo il tenore istituzionale: la foto ritrae le due donne sorridenti che scambiano una stretta di mano, con il commento “Bentornata Cecilia!” Il post ha raccolto 138.6K interazioni. Il picco di citazioni del tema in Italia, dopo delle fluttuazioni dovute al flusso di notizie, è stato registrato l’8 gennaio – nel giorno del ritorno in Italia di Sala – con 48.9K menzioni. Considerando l’intero periodo di analisi si contano 266.1K menzioni e 3.2 milioni di interazioni.


ELLY SCHLEIN

Il personaggio politico con l’uscita più performante sul tema Elon Musk e SpaceX è Elly Schlein. Nel post su Instagram, in collaborazione con l’account del Partito Democratico, critica il controverso gesto di Elon Musk durante il suo discorso nella cerimonia d’insediamento come Presidente di Donald Trump: “Il saluto romano, per due volte. Il portavoce di Musk in Italia che conferma con un tweet. Senza paura contro questa vergogna. Antifascisti sempre.” Il contenuto ha raccolto 27.9K interazioni. Nel grafico sottostante si nota l’andamento delle menzioni nelle ultime tre settimane, con due picchi: il primo, tra 6 e 7 gennaio, con la notizia della trattativa del Governo italiano per un accordo con SpaceX,  mentre il più alto è il 21 gennaio (34.6K menzioni), relativo alle polemiche sul gesto di Musk. Le citazioni totali in Italia sono state 329.4K, mentre il tasso di engagement ha raggiunto 2.8 milioni di interazioni.