I corpi di polizia locale del Friuli Venezia Giulia sono alle prese con «carenze d’organico, mancanza di tutele e risorse adeguate, condizioni di lavoro precarie e una generale sottovalutazione delle necessità degli operatori che vivono un contesto di vulnerabilità». A dirlo è il sindacato autonomo di Polizia locale della Cisal, che ha proclamato lo stato di agitazione, chiedendo l’avvio della procedura di raffreddamento ai quattro prefetti della regione. La lettera con cui si annuncia la mobilitazione (inviata anche al presidente Massimiliano Fedriga e all’assessore regionale Pierpaolo Roberti) contiene un elenco articolato di rimostranze raccolte dalla sigla sindacale, scaturite in parte anche dagli episodi di cronaca che hanno interessato gli agenti urbani a Pordenone, Monfalcone, Udine e Trieste. 

«Gli operatori – denuncia nella missiva il segretario regionale della Cisal Enti locali, Beppino Fabris – si trovano spesso a intervenire in situazioni di grave pericolo, situazioni violente, senza disporre degli strumenti di difesa adeguati e dotazioni specifiche. La mancanza di equipaggiamenti adeguati e la scarsità di risorse in termini di organico mettono fortemente a rischio l’incolumità degli addetti. Senza un adeguato numero di operatori sul territorio, il personale in servizio è costretto a operare in condizioni di sovraccarico e senza il supporto necessario, aumentando significativamente i rischi connessi alla mansione». Un contesto che ha portato molti agenti delle Locali alle dimissioni. 

Da qui le richieste puntuali della Cisal, che chiede l’avvio di «un piano straordinario di reclutamento per risolvere le carenze di personale e garantire una copertura adeguata del territorio» e l’attuazione dei dettati della legge regionale della Polizia locale, in particolare nella parte in cui si cita «l’organico minimo operatori con riferimento a “uno ogni mille abitanti”». 

Beppino Fabris

Le altre istanze riguardano l’adeguamento delle dotazioni di sicurezza, il supporto psicologico e l’attuazione di un’area specifica di contrattazione per la Polizia locale, prevista dalla legge regionale 5 del 2021 all’interno del contratto collettivo del comparto unico. La Polizia locale «ha diritto ad avere un suo contratto autonomo che sia in linea con le retribuzioni e tutele dei colleghi delle forze dell’ordine ad ordinamento statale», evidenzia Fabris, sottolineando come «l’inadempimento impedisce la corretta valorizzazione del lavoro e contribuisce ulteriormente alla disuguaglianza di trattamento rispetto alle forze di polizia statali». Un’ulteriore richiesta: il riconoscimento di equo indennizzo per le vittime del dovere per tutte le attività di servizi, che garantisca tutela legale ed economica agli operatori per quanto subito, direttamente o indirettamente, a causa del servizio svolto, anche attraverso la stipula di specifiche coperture assicurative».