Meat-sounding: al voto nuovi limiti in etichetta in Europa

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Comunicato stampa
11 settembre 2025

Si torna a parlare di “meat sounding” in Europa, con il voto della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento Europeo (COMAGRI) per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare vietando l’uso di termini come “bistecca” o “hamburger” usati sulle etichette dei prodotti vegetali.

L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) sottolinea l’importanza che l’Unione Europea garantisca una visione libera da pregiudizi. È estremamente difficile, se non impossibile, che l’uso di termini come “bistecca” o “hamburger” crei confusione nei consumatori: il termine “vegetale” è chiaro e inequivocabile, non lascia spazio a fraintendimenti. Senza contare che, quasi sempre, i prodotti plant-based nei supermercati sono venduti in settori ben lontani da carne e derivati, chiaramente segnalati e assolutamente inconfondibili con i prodotti di origine animale.

Al contrario, limitare l’uso in etichetta di termini che sono noti ai consumatori e ormai entrati nel linguaggio comune, soprattutto tra i più giovani, potrebbe potrebbe sì creare confusione. Acquistando un “hamburger” sappiamo cosa aspettarci, mentre la dicitura “vegetale” fuga ogni dubbio rispetto all’assenza di carne e derivati animali. Lo stesso prodotto, con un nome diverso ed estraneo all’uso comune (per assurdo, “Tondo vegetale”) non sarebbe immediatamente comprensibile.

Quanto alla carne coltivata, definita da alcuni esponenti politici “aberrante”, l’OIPA sottolinea che si tratta di una tecnologia già sperimentata e autorizzata in diversi Paesi del mondo e che gode del sostegno di numerosi studi scientifici di livello internazionale. “Liquidare come innaturale o “aberrante” una strada che può contribuire a ridurre drasticamente l’impatto climatico e la sofferenza animale è irrispettoso nei confronti di tutti coloro che decidono di adottare una scelta alimentare etica” commenta Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia.
L’Unione Europea è basata su principi democratici come la libertà di scelta e l’uguaglianza. In questo modo si crea un’inaccettabile disuguaglianza tra i consumatori” sottolinea Comparotto.

Sempre più persone, soprattutto tra i più giovani, scelgono di adottare una alimentazione cruelty-free: secondo il Good Food Institute, solo in Italia parliamo di un aumento del 16,4% rispetto al 2022 e del 7,6% rispetto al 2023.

Per l’OIPA, limitare o “censurare” alcuni termini in etichetta rischia di frenare un cambiamento positivo, già in atto e abbracciato da milioni di consumatori, che questo piaccia o meno.

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