Parità di genere, sgravio contributivo fino a 50 mila euro - redigo.info

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Con il messaggio n. 3804 del 16 dicembre 2025, l’INPS dà il via alla campagna per l’accesso all’esonero contributivo destinato ai datori di lavoro privati in possesso della Certificazione della parità di genere.

La misura, prevista dall’articolo 5 della legge 5 novembre 2021, n. 162, consente uno sgravio fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il tetto massimo di 50.000 euro annui per ciascun codice fiscale. Un incentivo pensato per premiare le aziende che adottano politiche concrete di equità tra uomini e donne.

L’importanza della Certificazione della parità di genere

Per accedere al beneficio non basta dimostrare attenzione alle pari opportunità: è necessario essere in possesso della Certificazione della parità di genere rilasciata ai sensi dell’articolo 46-bis del Codice delle pari opportunità. La certificazione deve essere conforme alla prassi UNI/PdR 125:2022 ed emessa esclusivamente da Organismi accreditati secondo il regolamento europeo (CE) n. 765/2008, riconoscibili dal marchio UNI e da quello dell’Ente di accreditamento.

L’INPS chiarisce che la semplice presentazione del Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile non è sufficiente: senza certificazione, lo sgravio non è riconoscibile.

Scadenze e modalità

Le aziende che ottengono la certificazione entro il 31 dicembre 2025 potranno presentare la domanda fino al 30 aprile 2026. Fa fede esclusivamente la data di rilascio della certificazione, che non potrà in alcun caso essere successiva al 31 dicembre 2025.

La domanda va presentata online attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS, selezionando l’anno di riferimento 2025 e compilando con attenzione tutti i campi richiesti, tra cui:

  • dati identificativi dell’azienda;
  • retribuzione media mensile globale;
  • aliquota contributiva datoriale stimata;
  • forza aziendale media;
  • estremi e validità della certificazione.

Un punto su cui l’Istituto insiste è la corretta indicazione della retribuzione media mensile globale, che deve rappresentare il totale delle retribuzioni medie di tutti i lavoratori e non quella dei singoli dipendenti.

Come funziona l’assegnazione dello sgravio

Le domande resteranno nello stato “trasmessa” fino all’elaborazione massiva, prevista nel corso del 2026, dopo la chiusura della finestra di presentazione. Solo al termine delle verifiche l’INPS comunicherà l’importo effettivamente riconosciuto.

Lo sgravio sarà concesso nel limite di una dotazione finanziaria complessiva di 50 milioni di euro annui. In caso di risorse insufficienti, l’agevolazione verrà ridotta proporzionalmente per tutti i beneficiari ammessi, con domande contrassegnate dallo stato “Accolta parziale”.

Alle aziende autorizzate sarà attribuito il codice di autorizzazione “4R”, necessario per poter fruire concretamente dell’esonero, che decorre dal primo mese di validità della certificazione e per tutta la sua durata (36 mesi).

In caso di revoca o rinuncia alla certificazione, il datore di lavoro è tenuto a comunicarlo tempestivamente all’INPS e al Dipartimento per le Pari opportunità, sospendendo immediatamente la fruizione del beneficio.

Chi ha già ottenuto lo sgravio nelle precedenti campagne e possiede ancora una certificazione valida non deve presentare una nuova domanda: l’agevolazione è automaticamente riconosciuta per tutta la durata della certificazione. Eventuali nuove richieste, in questi casi, saranno respinte.

Redazione redigo.info

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