Chloé Delarue (nata nel 1986 a Le Chesnay, vive e lavora a Ginevra) esplora la dimensione estetica dei nostri affetti attraverso un’ampia gamma di materialità. Immagina scenari e ipotesi su come i nostri sistemi e le nostre strutture di rappresentazione si riconfigurino, trasformandosi in una sostanza, in un materiale accessibile alle modalità computazionali della nostra esistenza. Le sue installazioni e sculture, in cui si dispiegano effetti di seduzione, simulazione e mimesi, danno forma a un ambiente estetico denso; in particolare attraverso una vasta serie di opere raccolte sotto l’acronimo TAFAA (Toward a Fully Automated Appearance), un ciclo in movimento che restituisce le ambiguità sensibili di un mondo inquietato dalla propria stessa replicazione.
Digest / Communiqué
Neon di Chloé Delarue, Istituto Svizzero
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