Il caso Rhonda Patrick, i libri (finti) e altri inganni editoriali causati · Dave Slane | Studio

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Chi ha bisogno di anni di studio e fatica per scrivere un libro quando un chatbot può farlo in poche ore? In questi ultimi mesi è esploso un fenomeno inquietante (e un po’ ironico): libri generati con intelligenza artificiale che sfruttano la notorietà di esperti veri. Dai manuali di rimedi naturali ai falsi memoir di personaggi pubblici, le piattaforme online (Amazon in primis) sono invase da testi scritti da AI non dichiarata[1]. Questi libri‐fantasma spesso scimmiottano il titolo o i contenuti di opere reali, cercando di ingannare i lettori e rubare visibilità con buona pace della qualità. Il risultato? Un mare di testo generato al volo, mediocrità confezionata per sembrare autorevole, che rischia di sommergere l’editoria di valore.

Dr. Rhonda Patrick: scienza genuina (e popolarità online)

Prima di addentrarci nel lato oscuro, vale la pena conoscere la protagonista di uno dei casi emblematici: la dottoressa Rhonda Patrick. Biologa e divulgatrice scientifica americana, Rhonda Patrick si è fatta un nome con le sue ricerche su invecchiamento, infiammazione e nutrizione. Ha conseguito un Ph.D. in biomedicina e condotto studi innovativi sugli effetti di vitamine e minerali sul metabolismo, il DNA e l’invecchiamento[2]. Ha pubblicato ricerche sul ruolo della vitamina D nella sintesi di serotonina (in relazione all’autismo) e indagato come il segnale dell’insulina influenzi i processi neurodegenerativi[2]. Oggi è nota per diffondere informazioni su come prevenire le malattie legate all’età con uno stile di vita proattivo: parla spesso di deficit di micronutrienti e loro impatto sulla salute, dell’importanza di genetica e nutrizione personalizzata, e dei benefici dei cosiddetti stress ormetici come esercizio fisico intenso, digiuno intermittente, sauna/termo-terapia o esposizione al freddo per attivare meccanismi antinfiammatori e protettivi[3]. Insomma, Rhonda Patrick è diventata una voce di riferimento per chi vuole “hackerare” il proprio benessere e longevità in modo scientifico. Non a caso i suoi interventi su vitamina D, omega-3, attività fisica e affini attirano milioni di visualizzazioni su YouTube e podcast famosi.

Questa popolarità però ha un rovescio della medaglia nell’era dell’AI: essere presi di mira da sedicenti autori che cercano di monetizzare il suo nome.

Biografie non autorizzate: quando ChatGPT diventa ghostwriter abusivo

Nel 2025 su Amazon sono apparse numerose “biografie” e guide su Rhonda Patrick… peccato che lei non ne sapesse nulla.  Una rapida ricerca rivela almeno quattro libri intitolati alla dottoressa, con titoli altisonanti tipo “Dr. Rhonda Patrick: The Science of Living Well A Journey Through Health, Longevity, and Empowerment” o “How a Science Communicator Merged Genetics, Longevity and Wellness into a Modern Health Movement A BIOGRAPHY”. Gli autori? Perfetti sconosciuti, dai nomi improbabili come Christine E. Gottschalk, Philip K. Shelby, Chester J. Spires, Karl M. Victoria… praticamente un elenco di pseudonimi generici creati ad hoc. Molto probabilmente, nessuno di loro ha mai intervistato Rhonda Patrick né tantomeno avuto accesso diretto alle sue ricerche. Il contenuto di questi testi sembra piuttosto un collage rielaborato dall’AI: informazioni pescate dai suoi video, interviste e podcast (pubblici) e poi “riscritte” da modelli di linguaggio come ChatGPT o Perplexity per simulare un libro coerente. Una biografia istantanea, senza autorizzazione, costruita in laboratorio virtuale.

La copertina di una delle biografienon autorizzatedi Rhonda Patrick, pubblicata da un autore sconosciuto. Titoli accattivanti e nomi d’autore mai sentiti sono un segnale d’allarme evidente.

Queste operazioni rientrano perfettamente nella nuova ondata di libri fasulli descritta dall’Authors Guild: ormai i truffatori usano l’AI per produrre biografie non autorizzate di personaggi noti, semplici riciclaggi della loro vita e opere, destinati a confondere gli acquirenti[4]. In pratica sfruttano la fama altrui per vendere testi generati automaticamente, appropriandosi del lavoro e del nome altrui[5]. Il caso Rhonda Patrick è emblematico perché la dottoressa, pur non avendo (ancora) pubblicato libri propri, è diventata bersaglio di pubblicazioni-spazzatura che strizzano l’occhio ai suoi fan. Un giorno ti svegli e scopri di avere scritto (a tua insaputa) cinque libri in una settimana!

Naturalmente Rhonda Patrick non è né la prima né l’ultima vittima di questo fenomeno. Vediamo qualche altro esempio.

Altri esempi “eccellenti” (dal wellness al business)

Quello che sta accadendo a Rhonda Patrick sta capitando a molti personaggi influenti in diversi settori dalla salute al business, dalla tecnologia al giornalismo nessuno sembra immune. Ecco alcuni casi notevoli:

Guro della salute e fitness

Il neuroscienziato Andrew Huberman (noto per il popolarissimo Huberman Lab Podcast) ha visto comparire guide non ufficiali e persino “biografie” sul suo conto, pubblicate da autori ignoti. Titoli come “Andrew Huberman Biography: Decoding the Science of Peak Performance” o manuali tipo “Insights From Dr. Andrew Huberman” sono spuntati online, sfruttando le sue ricerche sul sonno, sul focus e sull’allenamento contenuti ripresi dai suoi episodi e riformattati in forma libro. Anche il Dr. Peter Attia, che nel 2023 ha pubblicato il best-seller Outlive, ha ispirato una serie di “riassunti” e workbook generati dall’AI che hanno provato a cavalcare il successo del suo libro (Amazon ha dovuto imporre ai venditori di summary di indicarlo chiaramente in copertina, ma non sempre avviene)[6]. Insomma, se sei un esperto wellness con un seguito ampio, preparati: qualche furbetto proverà a scrivere al posto tuo il “tuo” libro.

Business e tecnologia

Nemmeno i big del tech e dell’economia sono risparmiati. Su Amazon si trovano autobiografie non autorizzate di imprenditori come Elon Musk, con titoli roboanti (“The Unauthorized Autobiography”) e narrazioni create dall’AI che ripercorrono la sua vita pubblica. Persino la famiglia reale inglese è finita nel mirino: a febbraio 2024 Amazon ha rimosso vari titoli che speculavano (falsamente) sulla salute di Re Carlo III, libri pieni di notizie inventate sul suo presunto cancro, scritti via AI e autopubblicati da autori ignoti[7]. Si trattava di sette “biografie fasulle” apparse a fianco di libri seri sui reali, tanto che Buckingham Palace è dovuto intervenire denunciando la cosa come intrusiva e inaccurata. Un altro caso surreale ha riguardato la giornalista tech Kara Swisher, che poco prima dell’uscita del suo memoir ha scoperto su Amazon una sfilza di “biografie” su di lei, ovviamente non autorizzate e prodotte automaticamente.

Autori e influencer

Non si salvano neppure gli scrittori professionisti. La celebre autrice e consulente editoriale Jane Friedman l’estate scorsa ha denunciato di aver trovato cinque libri spazzatura venduti su Amazon a suo nome, che lei non aveva mai scritto né approvato[8]. Erano manuali su come scrivere e pubblicare libri, che imitavano lo stile dei suoi veri testi e addirittura utilizzavano il suo nome come autrice in copertina. «È una violazione materiale di bassissima qualità con il mio nome sopra» ha commentato Friedman, sottolineando quanto la facesse apparire come una che vuole “fregare la gente con libri fatti male”[9][10]. Solo dopo clamore pubblico Amazon ha rimosso quei falsi, ma il punto sollevato da Jane è cruciale: se la piattaforma non verifica l’identità degli autori, chiunque può pubblicare qualsiasi cosa a nome di chiunque[11]. Altri truffatori poi si inventano veri e propri alias, combinando nomi di persone note per sembrare più credibili: è successo nel settore musicale, dove sono comparsi libri sul jazz attribuiti a un certo “Frank Gioia” nome fittizio ottenuto unendo quello di un famoso critico (Ted Gioia) con quello di un editore di jazz magazine[12]. Fantasioso, vero? Peccato che dietro ci fosse solo un’AI saccheggiatrice di testi altrui.

Morale: se sei un personaggio pubblico o un autore di successo, preparati a vedere cloni letterari spuntare come funghi. E a proposito di funghi…

Un episodio emblematico dei pericoli: l’anno scorso circolavano su Amazon guide alla raccolta di funghi selvatici apparentemente generate da chatbot, piene di consigli sbagliati su come distinguere un fungo letale da uno commestibile[13]. Roba da rischiare l’intossicazione grave perché l’AI ha mescolato info senza criterio! Questo per dire che in certi ambiti (salute, nutrizione, finanza personale) un libro fasullo non è solo un fastidio commerciale, ma può proprio fare danni reali alla vita delle persone.

Rischi e danni: disinformazione, manipolazione e perdita di fiducia

Perché tutto ciò è un grosso problema? In fondo qualcuno dirà “sono solo libri scadenti, basta non comprarli”. Il guaio è che non sempre è facile distinguerli a prima vista, e le conseguenze negative abbondano:

  • Disinformazione sanitaria: Libri di salute e benessere scritti dall’AI possono contenere errori gravi o consigli privi di fondamento, perché il modello di turno ha mixato informazioni senza saper filtrare ciò che è scientificamente valido. Come notava un’esperta di erboristeria, c’è “un mare di spazzatura in giro, e un’AI non è in grado di setacciare le stupidaggini senza conseguenze”, rischiando di “portare le persone fuori strada”[14]. Il caso dei funghi velenosi citato sopra ne è la prova. Anche insinuazioni false (es. i libri sul “cancro” di Re Carlo) possono diffondere allarmismo infondato. In un’epoca in cui combattiamo già contro fake news scientifiche, dover fronteggiare pure i libri fake peggiora la situazione.

  • Danno reputazionale per gli esperti: Immaginate di essere un professionista stimato e scoprire che in vendita c’è un libro pessimo col vostro nome in copertina. Molti lettori meno attenti potrebbero pensare che l’avete scritto voi davvero! Questo mina la fiducia costruita col pubblico. Jane Friedman ha spiegato che vedere quei falsi libri a suo nome la faceva sembrare “come se volessi approfittarmi dei lettori con robaccia”[10] un colpo durissimo alla credibilità. Allo stesso modo, chi incappasse nella “biografia” farlocca di Rhonda Patrick e la trovasse incoerente o banale, potrebbe iniziare a dubitare della vera Rhonda. In sostanza, i veri esperti subiscono un danno d’immagine per colpa di spazzatura pubblicata da altri.

  • Sfiducia nelle piattaforme e nell’editoria: Se Amazon e co. si riempiono di titoli ingannevoli, gli utenti perdono fiducia nel marketplace. Diventa come camminare in una giungla piena di liane false: per trovare un libro autentico e autorevole devi prima schivare decine di tarocchi. Questo scoraggia la scoperta di nuovi libri e svaluta in generale i contenuti, perché l’asticella della qualità percepita si abbassa. A lungo termine, rischiamo un effetto “al lupo al lupo”: i lettori potrebbero iniziare a dubitare a priori di qualsiasi ebook autopubblicato, penalizzando magari autori indipendenti onesti.

  • Mancati guadagni (e riconoscimenti) per gli autori veri: Ogni vendita strappata da questi libri AI è un ricavo sottratto agli autori legittimi. Chi compra il “Riassunto di [best-seller del momento]” generato dall’AI forse rinuncia ad acquistare l’opera originale, o la compra già sazio di contenuto spoilerato. È concorrenza sleale pura. Inoltre, l’AI che scopiazza testi altrui pone questioni legali di copyright e sfruttamento non autorizzato delle opere (i modelli vengono addestrati su libri e articoli senza consenso degli autori). Di fatto, è un furto di proprietà intellettuale mascherato da libro.

In breve, questo fenomeno erode la fiducia in ciò che leggiamo e penalizza sia chi cerca informazioni affidabili sia chi le produce con fatica. Come ha ammonito Dan Conway della Publishers Association, se non si corre ai ripari “lo slop (pappone) generato dall’AI rovinerà l’editoria così come la conosciamo”, ed è urgente etichettare chiaramente ogni libro scritto interamente dall’intelligenza artificiale e ripulire le piattaforme da questi contenuti spazzatura[15]. Parole sacrosante.

Come riconoscere un libro generato dall’AI (e altri segnali di truffa)

La buona notizia è che, spesso, il trucco si può scoprire con un po’ di attenzione. Ecco alcuni segnali utili per smascherare libri “fatti dal robot”:

  • Autore sconosciuto (o sospetto): il libro è attribuito a un certo Guru Tizio di cui Google non sa nulla? Campanello d’allarme. Nell’esempio citato dal Guardian, l’autrice di un bestseller erboristico era presentata come “Luna Filby, 35 anni, herbalist di Byron Bay”… peccato che non esista traccia di lei sul web al di fuori di Amazon[16]

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Davide Schiano