Sono gli scambi ad avere arricchito e reso unica la cucina italiana. E negheremmo la nostra storia se fingessimo che l’insieme di ricette, lavorazioni, saperi e ingredienti che compongono la cucina italiana non fosse figlio del meticciato.
La cucina italiana è, infatti, tutt’altro che omogenea e il riconoscimento Unesco – giunto il 10 dicembre scorso – come patrimonio immateriale dell’umanità è risultato estremamente importante perché individua nella diversità il perno portante del sistema alimentare tricolore.
Nel corso dei secoli, sul nostro territorio, si sono alternate diverse civiltà e da qui si è partiti per andare lontano a incontrare altri popoli, per poi tornare a casa con i frutti di questi incontri. Ogni scambio portava con sé qualcosa di diverso che ha lasciato il segno e ha plasmato la nostra identità gastronomica meticcia.
«…la pasta ripiena cambia a ogni pietra miliare posta sulla via Emilia, la salsiccia di Bra è diversa in ogni macelleria della cittadina del Cuneese: così ogni altro caposaldo locale, come ogni ingrediente, frutto di varietà vegetali e razze animali che si sono modellate e preservate nei secoli.
Non ci sono soltanto le ricette, l’Italia in cucina è fatta per l’appunto di prodotti, di paesaggi, di usanze, di stili agricoli che si adattano alla geomorfologia, di personaggi e di persone che hanno costruito questo immenso repertorio in continua evoluzione. Ecco perché il bisogno di un ricettario-non ricettario come quello che avete tra le mani, perché forse non è sufficiente una lista di ingredienti, con le istruzioni per metterli assieme, a delinearci come popolo, come hanno provato a fare già molti altri, dall’Artusi in poi. Già, perché questo è un racconto dell’Italia, costruito attraverso ciò che mangiano gli italiani, e ci fa anche capire perché probabilmente siamo così diversi dai francesi. Non facciamone una questione di bandiera però: l’importante è comprendere su quale tesoro siamo seduti e quanto sia piacevole esplorarlo. […] L’Italia in cucina: unita nella diversità, è questa la chiave della nostra gastronomia nazionale. Buon viaggio.».
Dall’introduzione di L’Italia in cucina
Celebriamo l’Italia in cucina con i nostri soci
Per celebrare il riconoscimento Unesco e per conoscere meglio cultura e ricette della nostra cucina, per tutto il 2026, in abbinamento con la tessera di Socio Slow Food (35 euro) sia ai nuovi soci sia a chi rinnova, sarà inviato il libro “L’Italia in cucina” di Slow Food Editore, una ristampa dedicata ai nostri soci per percorrere un viaggio lungo lo stivale alla scoperta di un patrimonio gastronomico senza eguali nel mondo.
In questo libro, da nord a sud, da ovest a est, le osterie d’Italia rivelano le ricette che compongono i menù tradizionali, precedute da approfondite introduzioni per illustrare i prodotti tipici, le usanze e i paesaggi che fanno del nostro Paese uno dei più belli al mondo. La straordinaria varietà della cucina italiana viene inoltre raccontata attraverso i volti e le voci di chi vive i territori e ne coglie l’anima più autentica – chef stellati, pasticcieri, piccoli artigiani del cibo, ma non solo -, da Massimo Bottura a Corrado Assenza.
Per tutto l’anno c’è, dunque, un motivo in più per “essere Slow Food”: dillo a tutti e a chi non perderà questa occasione per unirsi a noi.
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